Editore Einaudi / Collana Stile Libero Big
Anno 2020
Genere Giallo
528 pagine – brossura e epub
Traduzione di Letizia Sacchini
Nel regno delle ombre tutto si fa confuso. Sospetto. L’essenza delle persone, la funzione degli oggetti, si vanno nascondendo nell’assenza di luce. I dubbi si sostituiscono alle certezze. Non esiste più un perimetro certo all’interno del quale agire con sicurezza perché pur sapendo dove vogliamo andare, non si vede verso quale direzione sia giusto dirigersi. Nel regno delle ombre non serve affidarsi al raziocinio. Bisogna supportarlo con una forte dose di istinto decisi a non mollare mai, fino a che quelle ombre saranno finalmente alle nostre spalle. Passate. Ma mai dimenticate.
“A quell’inverno spietato non bastava ucciderli di freddo: prima voleva ricacciarli nel regno delle ombre.”
Armande Gamache, ex punta di diamante della squadra omicidi, ora capo della Sureté du Quebec, è al momento sospeso dal servizio per aver lasciato passare grosse quantità di una nuova droga sul territorio canadese, al fine di cercare di mettere in ginocchio i traffici alimentati dai cartelli. La retata è costata cara alle forze di polizia, ma è riuscita a ottenere ciò che Gamache si era prefissato. Solo che una partita di questa potente droga, capace di uccidere chi ne fa uso più facilmente degli altri tipi in commercio, non è stata recuperata. Il capo della Sureté sente pesare sulle proprie spalle questa colpa ed è deciso a rimediare ad ogni costo.
Intanto, ricevuta una strana lettera, scopre da un notaio che, insieme ad altre due persone, Myrna, la signora che gestisce l’unica libreria di Three Pines e un certo Benedict, un giovane che fa l’impresario edile a Montreal, è stato nominato esecutore testamentario da una certa Bertha Baumgartner, che lui è certo di non aver mai conosciuto. La richiesta è alquanto bizzarra ma la curiosità di sapere li sprona a procedere: incontrano i tre figli della donna, suoi eredi, e scoprono che ha lasciato loro una fortuna di cui nessuno è a conoscenza.
Così Gamache tenta di recuperare la droga che pare sia arrivata nelle strade di Montreal, e insieme agli altri pittoreschi e stravaganti suoi amici abitanti di Three Pines, indaga sull’identità della donna e sull’esistenza o meno di questo esorbitante patrimonio, fino a che un figlio della Baronessa, così esigeva di farsi chiamare Bertha, muore ma non per il crollo della casa ormai fatiscente in cui avevano vissuto e dove si era recato senza farne parola con nessuno, ma ucciso.
Dopo “Case di vetro”, la casa editrice Einaudi, pubblica un altro romanzo della serie legata alla figura di Armande Gamache, “Il regno delle ombre”, che secondo il mio parere riesce a essere migliore del precedente che pure mi era piaciuto molto. Il modo e la maniera in cui le due indagini si legano in un’unica storia sono esemplari. Si crea una continuità di lettura in cui le diverse parti conservano i propri spazi ma permettono al lettore di scivolare dalla realtà brutale, disperata, sporca, degradante e oscura delle strade di Montreal a quella immobile, fredda, soffocante, congelata da una delle più tremende nevicate ma anche luminosa e accecante nel rifrangersi di bagliori, di Three Pines.
Un romanzo noir in cui la storia legata al delitto da risolvere è un trampolino da cui gettarsi nelle vite dei personaggi che la attraversano. Ci si dibatte tra sentimenti potenti, emozioni latenti pronte ad esplodere in gesti estremi. Ma ci si adagia anche nella forza dell’amore, nella tenerezza di un gesto, nelle liste di immagini care che Gamache elenca dentro di sé quando sente che la disperazione si fa più prepotente pretendendo il conto.
Qui ho guardato a come la felicità si trasformi in bellezza sul volto delle persone. Qui ho scoperto come le cose invisibili siano quelle in grado di ferire più in profondità. Qui ho sentito come è possibile diventare più forti dopo che si è stati spezzati. Qui ho capito come la convinzione di aver subito un’ingiustizia possa condizionare non solo la propria esistenza ma anche quella di chi verrà dopo di noi. Qui ho compreso che il modo migliore di derubare qualcuno è conquistarsi la sua fiducia.
“Spesso l’essenziale non stava nei fatti. Non stava neppure nella verità.”
Federica Politi
La scrittrice:
Louise Penny, nata a Toronto, vive in un piccolo villaggio a sud di Montréal. Oltre ad aver vinto sette Agatha Awards per il miglior crime dell’anno, le è stato assegnato The Order of Canada nel 2014 e l’Ordre National du Québec nel 2017. È autrice di quindici romanzi con protagonista il commissario Armand Gamache, tutti di prossima uscita per Einaudi Stile Libero, che della serie ha già pubblicato Case di vetro (2019). Penny è pubblicata in ventisei Paesi e ha venduto milioni di copie nel mondo.












