Montague Rhodes James – I racconti di fantasmi di un antiquario

980

Editore Skira / Collana StorieSkira
Anno 2019
Genere horror
112 pagine – brossura
Traduzione di Attilio Veraldi e Luca Sarlini
Titolo originale Ghost Stories of Antiquary (1904)


Condivido con voi un sottile piacere, qualcosa di desueto, ma che nell’ipertecnologico mondo attuale – dove filmograficamente i mostri sono oramai talmente tanti, tutti ben definiti con favolose CGI (Computer Generated Images ndr)  e l’orrore sta forse più nella regia che non nel contesto del film –  riluce di quella preziosità che solo le pietre e gli antichi gioielli hanno: il racconto di fantasmi.
Orbene, anche se non avete a portata di mano una buona tazza di the, o due dita di single malto scozzese e un caminetto, ci penserà il nostro MR James (così come lo abbreviano), poiché le sue storie riguardano molto più l’atmosfera che non l’orrore vero e proprio, sebbene è grazie a quest’atmosfera che scoprirete come l’orrore sia in grado d’insinuarsi più repentino ed eclatante di quanto parrebbe.

Come le storie di Carnacki – l’indagatore dell’incubo ante-litteram figlio della penna di William Hope Hodgson – anche le storie di MR James sono state scritte per essere lette ad alta voce ad un gruppo d’amici, in una notte fredda e buia, con un bel fuoco ardente nel focolare. MR James ha sempre amato creare quel falso senso di sicurezza facendo cominciare le sue storie in modo anonimo tanto che per le orecchie moderne i suoi incipit possono apparire animati da una letargia sconcertante. Prendete, ad esempio, l’inizio de “Gli Stalli della Cattedrale di Barchester” dove per ben due pagine leggerete un necrologio estratto da una rivista, o in un altro racconto – non in questa antologia – dove viene riportato un intero tratto in latino (che poi viene tradotto). Si tratta però di un favoloso trucco. È il modo di MR James di mettere il lettore in quello stato d’animo di paciosità, quasi di noia, che lo rende vittima perfetta della sua prosa, via via più inquietante, di quei suoi maliziosi e pignoli riferimenti a stranezze, che pian piano rompono quella diga di apparente normalità dalla quale fluisce sempre più dirompente la tensione. MR James non si farà scappare questo istante e la tensione crescerà fino al suo climax naturale: e anche se siete in pieno giorno, un brivido lo proverete.

Compromissione ed omissione possono apparire desueti, come dicevo all’inizio, per chi è oramai aduso alla pornografia dell’orrore attuale, ma permettono ai fantasmi di MR James di insinuarsi tra gli spazi delle sue righe di prosa e lasciano al lettore un compito che spesso dimentica, ovvero quello di essere parte attiva di un racconto poiché, quando questo termina anche in modo brusco, sarà la sua mente a elucubrare e supporre cosa sia accaduto. Ciò rende i suoi personaggi più inquietanti e più duratura la sua atmosfera di terrore.

Il titolo di questa raccolta prende l’abbrivio dalla prima delle sue storie – “L’albo del canonico Alberico” – e dalla passione di MR James di attraversare come un bastimento le antiche collezioni manoscritte (era cresciuto in un ambiente ecclesiastico e quindi sapeva, ad esempio, distinguere un’abside da una casula e quindi le sue descrizioni ne traggono grande giovamento), foriere di innumerevoli stimoli e suggestioni, che James ha sempre saputo incastonare nell’apatico tran-tran quotidiano.
Vi lascio dunque al sottile piacere delle belle storie di fantasmi dove dobbiamo solo permettere ad un tintinnio del vetro della finestra o ad un passo sulla scala, di ricordarci che non sappiamo davvero cosa popoli il buio oltre il cerchio delimitato dal lume di candela.

Michele Finelli


Lo scrittore:
Montague Rhodes James (1862-1936), maestro del gotico inglese, nacque a Eton e visse operando come medievista, dimorando a lungo presso Cambridge e Oxford. Antiquario, bibliofilo, collezionista, esperto di antichi codici fu grande nella forma del racconto e spesso prese spunto dalle sue ricerche per le proprie opere. Ha lasciato quarantuno racconti, editi in varie collezioni a partire da Ghost Stories of Antiquary (1904).