Gert Nygårdshaug – Inferno verde

950

Editore SEM
Anno 2020
Genere Eco-thriller
430 pagine – rilegato e epub
Traduzione di Andrea Romanzi


Quest’anno, nel mese di Marzo, la SEM, “Società Editrice Milanese” ci ha fatto un grosso regalo pubblicando in Italia con il titolo “Inferno verde” quello che molti definiscono un eco-thriller poiché a sfondo ambientalista, scritto nel 1989 dallo scrittore norvegese Gert Nygardshaug con il titolo originario “Mengele zoo”. Un’importante premessa da fare che aggiunge valore e credibilità al romanzo è che l’autore lo scrisse dopo aver trascorso alcuni mesi con gli indiani nella foresta pluviale in Brasile e Venezuela e quindi dopo aver vissuto in prima persona la violenza ed i danni causati a quell’ambiente e alle popolazioni che chiedono il diritto di continuare ad abitarlo dalle multinazionali del petrolio e del legno.

“Inferno verde” è un vero e proprio viaggio all’interno della foresta Amazzonica e non solo. Tutto inizia in un piccolo villaggio nella giungla dove vive con la sua famiglia il giovanissimo protagonista del romanzo, Mino Aquiles Portuguesa. Dovrà prestissimo fare i conti con la solitudine impostagli dal massacro e dall’annientamento di ciò che aveva fino a che un incontro salvifico quanto inaspettato pone le basi per l’inizio di una vendetta che lo porterà in giro per il mondo negli anni a seguire. Lo scrittore decide di utilizzare i nomi autentici delle piante e delle specie animali regalando al lettore l’ulteriore gusto della scoperta di molti tipi di farfalle in particolare.
Spesso cambiano i Paesi ma non i loro paesaggi, così come cambia il nome dei militari e la loro divisa ma non la loro malvagità (non credo sia un caso che due di questi uomini si chiamino Adolfo e Benito).

E’ un libro dai tratti violenti, serve uno stomaco forte durante la descrizione di alcune barbarie ai danni del corpo umano. “La giungla è l’organo più importante del mondo: qui vive il 90% di tutte le famiglie e delle specie di piante e animali. Qui viene creata l’aria che respiriamo. Ho letto la storia, tantissimi libri di storia. C’è la storia delle guerre dell’uomo. Guerre senza significato. […] La società umana, con città, automobili, asfalto e petrolio, è un corpo senza testa. Un tumore letale che cresce senza sosta.
Più asfalto, più soldi, più petrolio è il grido di felicità dell’uomo che crede di essere superiore a tutte le altre creature. In realtà è più miserevole di un ratto scabbioso. L’uomo non ha fatto ciò che la Terra avrebbe voluto: essere madre di tutte le creature viventi, madre di tutto ciò che cresce”. Ci viene presentata un’immagine degli Stati Uniti caratterizzata dal consumismo e dalla pochezza morale, gli abitanti sono persone che mangiano hamburger, ruttano e scoreggiano, stop! Cosa possono fare quattro persone accomunate da un forte ideale a difesa di un equilibrio che ha impiegato anni e anni per stabilirsi e che ora è seriamente minacciato dalle azioni dei capitalisti? Possono diventare un unico corpo e un’unica mente, un unico braccio della morte (o della vita, dipende dai punti di vista)!

Dalle idee si passa ai fatti e aumenta l’adrenalina, inizia l’azione, anzi, la vera e propria Rivoluzione, nasce il movimento “Mariposa”. Il poliedrico scrittore norvegese, autore di circa 40 opere tra poesie, racconti e romanzi polizieschi noti a livello internazionale, ci lascia un vero e proprio testo di denuncia contro lo sfruttamento selvaggio delle risorse naturali, attuale ora più di allora poiché sembra proprio che all’uomo nulla importi dell’ambiente che lo circonda e delle conseguenze catastrofiche di alcune scelte quando in ballo c’è il denaro. “Dietro ogni uomo in una posizione di potere c’era una coda infinita di altri uomini che aspettavano il loro turno”; vi sembra che sia cambiato qualcosa dopo 30 anni? Durante il festival di letteratura di Lillehammer del 2007, “Inferno verde” è stato votato come “il miglior libro norvegese di tutti i tempi” e la bella notizia è che Motion Blur ne ha acquistato i diritti per produrne una serie di film.

Sul finale potrei scrivere altre pagine intere, l’autore ci sbatte in faccia la realtà del mondo in cui viviamo mentre veniamo trascinati inevitabilmente in un vortice di sensazioni contrastanti. “Odiavo gli adulti, odiavo gli uomini, tutti quegli uomini nauseanti e disgustosi che giravano intorno a mio padre, che lo riempivano di salamelecchi e che si divertivano ai suoi scherzi sadici. Era un sadico. Godeva quando spegneva un sigaro acceso nell’occhio di un suo sottoposto, oppure quando mordeva il capezzolo di una segretaria. Più tardi, quando sono arrivata all’università e ho dato un nome al mio odio, ho capito che non erano gli uomini che odiavo, ma un gruppo di loro. Coloro i quali con il potere, la violenza e l’oppressione seminano povertà, fame e malattie. Coloro i quali distruggono la Terra. Amavo i rivoluzionari, quelli che volevano occupare l’università e rovesciare l’élite al potere, ma al tempo stesso li temevo.”
A parole siamo tutti d’accordo ma poi, in concreto, ci ribelliamo davanti alle ingiustizie che ledono la dignità propria e altrui oppure rimaniamo inermi e servi dei poteri forti? Quanto siamo disposti ad anteporre il bene comune a quello personale? Poco, molto poco, troppo poco!

Vincenzo Stamato


Lo scrittore:
Gert Nygårdshaug (Tynset, 1946) è attivista ambientale e autore di quasi quaranta libri, tra cui Mengele Zoo, thriller “ecologico” di prossima pubblicazione per SEM, che gli è valso un immenso riconoscimento da parte della critica e del pubblico, e ha venduto solo in Norvegia 400.000 copie. Questa nuova indagine di Fredric Drum, crittografo e gourmet, segue L’amuleto (SEM, 2018).