Filippo Venturi – Gli spaghetti alla bolognese non esistono

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Editore Mondadori / Collana Narrative
Anno 2020
Genere Giallo
204 pagine – brossura e epub


Secondo libro a tema giallo-culinario per Filippo Venturi, anche questo per Mondadori, dopo Il tortellino muore nel brodo. Di nuovo protagonisti di questa seconda avventura l’oste Emilio Zucchini, titolare e chef della trattoria Vecchia Bologna e il commissario Iodice.
È un venerdì sera come un altro alla trattoria Vecchia Bologna. Tutto sembra filare liscio. In sala ci sono diverse persone. Un gruppo capitanato da una influencer, griffata dalla testa ai piedi peggio della Ferragni. Un gigante seduto da solo a un tavolo e le “ragazze”, un gruppo di donne che sono mamme e nonne e hanno preso una sera di riposo dalla loro di cucina. E poi… e poi entra lei. Con un caschetto naif. Sembra straniera ma non lo è… Zucca è già a caccia. Ma, come abbiamo già imparato dal primo volume, quando succede qualcosa in cucina, e questa si ribella, sta succedendo qualcosa di veramente grosso e storto. La giovane col caschetto si accascia in bagno per un attacco allergico, le cose precipitano e succede un parapiglia. Zucca si ritrova anche con l’ammanco della busta delle mance dei suoi dipendenti. Cosa che lo fa incavolare tantissimo.
Nel frattempo in un altro angolo di Bologna, precisamente nella Basilica di San Pietro, Mirko il gigante, detto il Grande Gandhi, sta facendo il colpo del secolo. Si porta via facilmente, senza che nessuno lo fermi, il quadro più importante di tutta Bologna: quello della Madonna di San Luca, protettrice della città.

Le vicende, che sembrerebbero slegate tra di loro, si intrecciano, fino a creare un’intricata matassa, all’apparenza di difficile risoluzione, ma tuttavia, alla fine si giunge alla soluzione, portando alla luce, con collegamenti inaspettati, tutti i segreti.
Con Gli spaghetti alla bolognese non esistono, Venturi rinnova le aspettative per questo secondo episodio della saga giallo-culinaria, anzi stupisce ancora di più con la sua scrittura scorrevole e con il suo humour sottilissimo, di cui eravamo già stati sorpresi nel primo capitolo. Lo stile narrativo è ritmato, lo humour calibrato, come una ricetta della cucina bolognese, creando così un’opera di davvero piacevole lettura.
Si poteva pensare che per Venturi fosse difficile rimarcare il successo del suo primo libro di questa che, spero, diventi una saga, invece sono aumentate le sottigliezze. Se nel primo libro i personaggi erano un po’ carenti come caratteristiche, qui si completano e vediamo fiorire sia Zucchini che Iodice nei loro rispettivi ruoli. L’abilità di Venturi nella narrazione si è evoluta e ampliata, la sua scrittura è più decisa e più intensa, maggiormente reattiva nel catturare il lettore manovrandolo piano piano nella storia, facendo scoprire qualche indizio qua e là, con cognizione di causa.

Le vicende che dapprima sembrano essere estranee tra loro, scorrendo parallelamente nella storia, alla fine si intersecano ed è qui che Venturi fa veramente un enorme miglioramento raccordando il tutto e rendendo il lettore oltre che spettatore, anche partecipe nel processo investigativo. Lo humour e la tensione sono unici. Dei passaggi sono addirittura esilaranti e strappano sorrisi.
A differenza del primo episodio, come ho già detto, i personaggi sono meglio descritti, le loro caratteristiche più approfondite, quello che resta sempre e comunque, è l’amore per Bologna, una vera e propria dichiarazione che Venturi fa alla sua città in ogni parola che scrive.
E comunque: «Ti ricordi quando sono venuto qui con il nunzio pontificio dalla Germania? Quella volta ti sei spinto in un’analisi così convincente sulla tradizione, che mi hai aperto la mente. “Gli spaghetti alla bolognese non esistono” dicevi. Ma allo stesso tempo riuscivi a mandare un messaggio di apertura – “si chiude una porta e si apre un portone”. C’è sempre di meglio nella vita, mai disperare. È come nell’arte, dicevi, e d’altronde la cucina lo è. Ci sono i capolavori e le croste, ci sono i veri e i falsi. E spesso ti confondi, o meglio, il vero e il falso ti confondono. Insomma, mi hai colpito profondamente...».
«E così avete pensato di sostituire la tagliatella al ragù con uno spaghetto alla bolognese qualsiasi…»
«Più o meno… Ed è questo il mio grande peccato: aver preso per il naso i fedeli.»
Consigliatissimo!

Silvia Marcaurelio


Lo scrittore:
Filippo Venturi (1972) gestisce una trattoria in centro a Bologna. Ha esordito nella narrativa nel 2010 per Pendragon, con cui ha pubblicato una raccolta di racconti e due romanzi. Per “la Repubblica” di Bologna ha tenuto dal 2016 la rubrica Dietro al banco, una sorta di Tripadvisor al contrario in cui è il ristoratore a recensire i clienti. Nel 2018 ha pubblicato per Mondadori la prima black comedy con l’oste-detective Emilio Zucchini, Il tortellino muore nel brodo.