Jess Kidd – La follia dei Flood

1275

Editore Bompiani / Collana Narrativa contemporanea
Anno 2020
Genere Thriller
368 pagine – brossura e epub
Traduzione di Sergio Claudio Perroni


“Guado, inciampo tra scatoloni e pile di tende ammuffite e finisco impigliata in spire di cavi, accalappiata da attaccapanni e molestata da assi da stiro in calore. Incespico tra dischi, libri, coperte lerce, colleziono sacchetti di plastica bisunti, forconi da giardino […] e un frullatore mai usato che può anche grattugiare e sbucciare. E gatti, gatti, gatti.”

Ad avventurarsi in una giungla di ciarpame domestico e felini dai nomi altisonanti non è Lara Croft o una simil avvenente eroina pixelata. Si tratta invece di Maud Drennan, una normale e semplice (almeno all’apparenza) assistente sociale alla quale viene affidato l’ardito compito di occuparsi di Cathal Flood, capostipite dell’omonima e misteriosa famiglia.
L’ormai anziano uomo vive a Bridlemere, nell’elegante West End londinese in una dimora vittoriana, ormai in decadenza, Cosa può esserci di interessante in un vecchio iracondo, scorbutico, accumulatore compulsivo, solitario e misterioso? Molto più di quello che sembra.
Quella di Maud all’inizio è un’impresa disperata. I precedenti assistenti sociali non hanno avuto fortuna con il signor Flood. Maud però “ha una marcia in più” e qualità preziose: ha la capacità di saper ascoltare e una curiosità sincera e non morbosa per il passato dell’uomo. Perché qualcosa di terribile e oscuro è successo proprio in quella casa grondante di oggetti e di indizi. Mary Flood, moglie di Cathal è morta cadendo dalle scale, una caduta che sembra accidentale. Vi sono vecchie foto che ritraggono discendenze delle quali viene negata l’esistenza e la presenza di un figlio, Gabriel detestato dal padre per oscuri motivi. Ma se il signor Flood è “strano”, come classificare i compagni di merende di Maud?

Oltre a Renata, la sua vicina di casa e consigliera, per la quale proporrei all’autrice un bello spin off, c’è uno sparuto gruppo di santi e sante che le fanno compagnia e la consigliano. Sono descritti con realismo e ironia: c’è Santa Difna che aspetta Maud tutti i giorni fuori dal cancello di casa Flood (Santa Difna è tutta fumo: tutta occhi scuri e lampeggianti, ma sotto sotto è terrorizzata da qualsiasi cosa fuori dal comune o troppo banale o sgradevole), San Giorgio con la canonica armatura, Santa Monica (cogitabonda e sfuggente, incline a estraniarsi e a fissare il vuoto).

E poi con stupore i santi della mia terra: Santa Rita da Cascia (Vestita con scuri panni monastici, ha un’aria seria, non parla mai ma spesso trasuda empatia. Sfarfalla e s’illumina a intermittenza, come un neon difettoso) e San Valentino (È un vecchio santo sornione e strabico. […] Il santo si accomoda sul puff sorridendo, e così rivela di avere solo tre denti e una certa tendenza a sputacchiare). Questi santi hanno poco di edificante e sono poco più che testimoni delle indagini di Maud che vuole a tutti costi conoscere la verità pacificando i vivi e i morti. Le fanno compagnia e ogni tanto ammiccano con benevolenza. Riuscirà Maud a scoprire i segreti e a far luce sui numerosi punti oscuri della famiglia Flood?
Le indagini vanno di pari passo con la disperata pulizia della grande casa, stracolma di ricordi e dei ritagli di una vita dai quali Il vecchio Flood non riesce a separarsi.

La follia dei Flood è una lettura molto originale e difficile da catalogare. Ha tutti gli elementi del giallo, ci sono morti sospette e sparizioni. A guidare le indagini però c’è un’assistente sociale e la sua intenzione primaria è quella di fare bene il suo lavoro, ovvero prendersi cura di una persona anziana e questa nobile motivazione si sposa ben presto con la volontà di capire e di risolvere misteri. Nel disperato tentativo di “disaccumulo” si crea un punto di contatto tra l’anziano Flood e la giovane Maud, grazie proprio all’attitudine di ascolto della giovane donna e della sua capacità di andare oltre le apparenze.
La narrazione in prima persona ci permette di condividere il punto di vista di Maud e di poter seguire le indagini e i suoi pensieri in “poltronissima” ma anche di godere della sua grande ironia. Il romanzo è impregnato di misteri ed elementi gotici edulcorati da situazioni al limiti del comico. Il tutto grazie alla complessità di Maud, solo in apparenza inadeguata e imbranata. E se amate i gatti con un po’ di fortuna, tra le pagine del libro e tra pile di polverosi e vecchi numeri del National Geographic ne incontrerete tanti: “Gatti di ogni tipo: fulvi, neri, chiazzati, tigrati, pezzati. Gatti che dormono che scrutano, che si grattano e si leccano le chiappe su cuscini putridi”.

Susanna Durante


La scrittrice:
Jess Kidd è cresciuta e vive a Londra. Il suo primo romanzo, Lascia dire alle ombre (Bompiani, 2018), è stato finalista all’Irish Book Awards nel 2016 e nello stesso anno l’autrice ha vinto il Costa Short Story Award. Il secondo romanzo, La follia dei Flood, è stato finalista del Kerry Group Irish Novel of the Year Award in associazione con la Listowel Writers’ Week.