Tana French – Il rifugio

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Editore Einaudi / Collana Stile Libero Big
Anno 2020
Genere Thriller
656 pagine – brossura e epub
Traduzione di Alfredo Colitto


Patrick Spain e i suoi due bambini – Emma e Jack – vengono ritrovati morti all’interno della loro abitazione, Jenny – la madre – è in fin di vita. Una famiglia sterminata tra le mura di casa. Nel proprio rifugio. Il luogo all’interno del quale ci si sente al sicuro, dove si svolge la propria vita familiare e personale.
Patrick e Jenny si amano da quando sono ragazzi, quelle coppie di cui si è sicuri della riuscita e della longevità del loro amore e della loro unione. E sarà esattamente così. Hanno due splendidi bambini e hanno realizzato il sogno di acquistare una casa in un luogo in cui il progetto iniziale si presentava fantastico. Broken Harbour prima, Brianstown dopo, posizionato sulla costa. Il progetto prevedeva la nascita di un bel quartiere con annessi tanti servizi. Un quartiere residenziale con tutti i comfort. Nella realtà quel progetto ad un certo punto si ferma, molte case vengono lasciate a metà e dei servizi promessi neanche l’ombra. Quei cittadini che hanno investito i loro risparmi e che si sono trasferiti nel nuovo quartiere si sentono abbandonati in quello che è diventato un non luogo lasciato a se stesso. E se ci aggiungiamo una grave crisi economica che farà perdere il lavoro a Patrick, il risultato nefasto sembra inevitabile.

I contrasti, le prime crepe che vanno a minare una vita serena e felice, il mondo che crolla, una particolare ossessione che invade la mente di Patrick , la disperazione e la paura che sgretolano piano piano le fondamenta che fino a quel momento erano solide ed ora invece si frantumano.
Sarà Mick “Scorcher” Kennedy l’incaricato delle indagini, indagini problematiche e complesse, molto delicate. Trovarsi davanti ai cadaveri di due bambini è troppo sconvolgente e difficile da accettare. Kennedy ha un ricordo indelebile e doloroso che lo lega a Broken Harbour. Da adolescente ci andava in vacanza con la sua famiglia, i suoi genitori e le sue due sorelle.
E proprio durante una vacanza accade qualcosa che lascerà nella disperazione lui e il resto della famiglia, in particolare sua sorella minore Dina che porta ancora i segni. Dina ha creato un mondo tutto suo in cui rifugiarsi, un luogo dove può difendersi dal dolore. Quando si affaccia da quel mondo cerca di sostenere Mick che è molto provato da questo caso. Anche a costo di litigarci furiosamente, Dina in tutta sincerità e con il suo amore fraterno, pone Mick davanti a se stesso senza se e senza ma.

Non credo che i detective della Omicidi debbano avere figli. Ti rammolliscono, non ce la fai più a sopportare la tensione, e alla fine fai solo dei gran pasticci, al lavoro e probabilmente anche con i figli. Non puoi avere tutte e due le cose. Io ho scelto il lavoro.”
“Oh, mio Dio, quante stronzate. Nessuno evita di fare figli perché crede di non doverli avere. Dai sempre la colpa al tuo lavoro, che noia. Perché non vuoi avere figli?”
“… Perché il rischio è troppo. E’ così forte che al solo pensarci mi viene da vomitare. Ecco il motivo”… “Non è per via del lavoro. Vuoi dire me. Il rischio che diventino come me:” – “Non sei tu quella che mi preoccupa”. – “Chi è, allora?” – “Sono io” … – “O non sono abbastanza stupido o non sono abbastanza coraggioso. Ma non posso affrontare questo rischio.”

E poi c’è Conor, un carissimo amico di Patrick e Jenny, hanno condiviso adolescenza e giovinezza, e fino ad un certo punto la vita da adulti. Conor ha sempre amato Jenny e non ha mai smesso di amarla e l’ha amata talmente tanto da non contrastare mai il rapporto dei due cari amici. Per lui sono e saranno sempre una coppia meravigliosa che merita il meglio e il suo amore lo custodisce gelosamente dentro di sé. Ad un certo punto a causa di alcune incomprensioni le loro strade si divideranno ma Conor in una certa maniera continuerà a seguirli, quasi a volerli proteggere fino a prendere una decisione perentoria e determinata, e non ci pensa due volte. Decide e basta, anche se questa decisione significherebbe per lui macchiarsi di un’onta indelebile e terribile.

Il rifugio di Tana French è un libro doloroso e spietato.
Doloroso per gli eventi raccontati, spietato per come avvengono quegli eventi.
Dal punto di vista emotivo la sua lettura lascia segni indelebili, vicende di profonda attualità che si vorrebbe non accadessero mai, scelte definitive che non hanno ritorno, un baratro nero e oscuro che avvolge tutti, i protagonisti e coloro che vi ruotano intorno. Un thriller che riporta a vicende che spesso, troppo spesso, ritroviamo nelle cronache.
Una casa, una vita e una famiglia che da rifugio diventano trappole. E come animali spaventati si cerca di scappare da quelle trappole ma nella realtà ci si rimane ancora più imprigionati e incastrati fino a cercare quella che si ritiene la soluzione migliore, ingannati dallo squilibrio più totale.
Leggere Il rifugio è stato un percorso amaro e dolente, si vorrebbe tanto che quello letto fosse solo frutto di fantasia e una volta chiuso il libro tutto sparisse. Invece la French non fa altro che riportare su carta la cruda realtà, la realtà di Patrick e Jenny, quella di Mick e Conon.
Patrick e Jenny che devono fare i conti con il troppo amore.
Mick che deve comunque e sempre andare avanti nonostante quello a cui deve assistere per lavoro.
Conor, persona sensibilissima che colpisce per il sacrificio disposto a fare.
Ma anche di quelle realtà di cui siamo spettatori nel quotidiano e che lasciano l’amaro in bocca. Nonostante l’autrice parli di un argomento struggente, ho apprezzato il suo mettere in evidenza gli aspetti psicologici dei vari protagonisti, tracciandone sempre un profilo preciso ed esaustivo, senza puntare il dito, senza condannare nessuno e lasciando spazio alla pietà. Certi avvenimenti non avranno mai una risposta ai perché e la French ci racconta che anche nelle migliori persone il blackout mentale può risultare in agguato e presentarsi come e quando non ci saremmo mai aspettati.

Cecilia Dilorenzo


La scrittrice:
Tana French è nata negli Stati Uniti nel 1973 ed è cresciuta tra Irlanda, Italia e Malawi. Della sua serie incentrata sulla squadra Omicidi di Dublino, Einaudi ha pubblicato L’intruso (2017), Il collegio (2019), Il rifugio (2020) e Nel bosco (2020). Dai romanzi Nel bosco e il successivo La somiglianza (di prossima pubblicazione negli ET) è tratta la prima stagione della serie tv Dublin Murders.