Herbert Lieberman – Caccia alle ombre

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Editore Minimum fax
Anno 2020
Genere Noir
528 pagine – brossura e epub
Traduzione di Raffaella Vitangeli


Non mi sento in colpa per ciò che ho fatto. Al contrario, mi sento a posto. Non tutti sarebbero in grado di fare certe cose. Non tutti hanno il fegato per riuscirci. Non sono diverso dalle altre persone. Dio mi ha creato come ha creato tutti gli altri, quindi deve aver avuto un motivo per mettermi qui. E’ tutto già scritto.

Scagli la prima… penna chi di voi non ha mai commesso il peccato di cercare recensioni prima di leggere un libro. Ebbene sì, ne ho voluto cercare alcune sui libri di Herbert Lieberman prima di cominciare con la lettura del romanzo, ultimo di una trilogia intitolato “Caccia alle ombre”, edito dai tipi di Minimum fax.
Era da tanto che non leggevo un libro simile e, dopo aver sentito Luca Briasco raccontare che in America i libri di Lieberman escono solo in epub perché si tende a leggere libri molto più commerciali, sono arrivata alla conclusione che il lettore medio non sia più abituato a leggere noir di un certo tipo, o comunque thriller di un certo livello.
È altrettanto vero che mi pare ci sia una strana combinazione di bravi autori dimenticati versus grosse case editrici. Sarebbe un discorso da approfondire, magari in altra sede… Ma mi/e vi chiedo: non avete mai la sensazione che spesso non arrivino in Italia libri di scrittori che meriterebbero maggiore attenzione? Ne avrei un elenco, di americani e non, dei quali ho potuto leggere soltanto un romanzo e poi non ne sono stati tradotti altri.

La casa editrice Minimum fax ha comunque una selezione di libri che esula dal filone commerciale, garantendo una qualità molto elevata, tanto che di questo autore sono stati tradotti e pubblicati tre romanzi. Herbert Lieberman, nato nel 1933, è stato definito il grande maestro dimenticato del crime americano. Vince nel 2018 il Grand Prix de Littérature Policière. con “Città di morti”, pubblicato per la prima volta nel 1977 e pubblicato in Italia nel 2018, seguito da “Il fiore della notte” (2019) e quest’ultimo, conclusivo della trilogia, del quale vi parlerò oggi.

Siamo sempre a New York, città dalle varie sfaccettature e ambientazione perfetta per Lieberman, ma non solo, per raccontare gli angoli bui in cui convivono assassini e colletti bianchi. Protagonista in questo romanzo è il detective Francis Mooney, già incontrato nel precedente thriller Il fiore della notte, dove ha condotto un’indagine che lo ha provato nell’animo e nel fisico. Ormai in sovrappeso e arrivato a una certa età, introverso e refrattario ai comandi, l’uomo viene mal tollerato sul lavoro ma è un cane da tartufo e non si lascia sfuggire una preda.
Anche questa volta le sue abilità saranno messe a dura prova per catturare un serial killer che prima di uccidere le sue vittime le aggredisce e le stupra.
Viene soprannominato l’Ombra danzante e la caratteristica particolare è che in ogni scena del delitto lascia una serie di disegni e di simboli sui muri all’apparenza privi di significato.
Si teme, tra l’altro, che il suo modus operandi venga utilizzato anche da qualcun altro, come si definisce in gergo: un copycat. Sembra, infatti, che gli assassini siano due e non uno soltanto.

A breve Mooney andrà in pensione e non vuole lasciare casi pendenti prima di ritirarsi. Solo che c’è subito il sostituto, giovane e rampante, che non aspetta altro di prendere il suo posto. Quindi è una corsa contro il tempo per il detective, anche se di “corse” se ne intende, visto che ha la passione per i cavalli e appena può gira con sua moglie per gli ippodromi a scommettere.
Anche Paul Konig, l’anatomopatologo già apparso in “Città di morti”, tra i più conosciuti e stimati di New York, cercherà di dare una mano al detective per risolvere il complicato caso.

Tradotto da Raffaella Vitangeli, “Caccia alle ombre” risale al 1989 e solo oggi abbiamo la possibilità di leggere questa opera, che sembra dare risalto alla figura del detective Mooney, ma in realtà è una sorta di romanzo corale, un coacervo di voci che punta il riflettore sulle varie personalità, su fragilità e debolezze dell’essere umano. Un fardello che chiunque, in un modo o nell’altro, è costretto a portarsi addosso.
Una lettura che non lascia indifferenti, si entra nella mente del poliziotto, ma anche in quella dell’assassino, così come in quella dei comprimari. Si percorrono le vie di una città tentacolare e affascinante, che da un lato ti schiaccia e ti lascia solo e dall’altro ti incanta con le sue luci colorate. Peccato che basta girare l’angolo per trovarsi in mezzo a strutture fatiscenti e appiccicate una all’altra. E’ questo il sogno americano?
Un caleidoscopio di vite che si intrecciano e si fondono, creando una storia dalla quale farete fatica ad allontanarvi.
Un libro che dipinge e non respinge, che osserva senza giudicare. Uno scrittore che con questi tre libri è riuscito senza alcuna fatica a conquistarsi uno spazio nella mia libreria.

Cecilia Lavopa


Lo scrittore:
Herbert Lieberman, nato a New Rochelle, nello stato di New York, è narratore e drammaturgo. Ha pubblicato quattordici romanzi, tra cui il serial thriller Nightbloom e il gotico Crawlspace. Città di morti, uscito nel 1976, è oggetto di un autentico culto in Francia, dove ha vinto il prestigioso Grand Prix de Littérature Policière.