Andrea Camilleri – Riccardino

993

Editore Sellerio Editore Palermo / Collana La Memoria
Anno 2020
Genere Giallo
292 pagine – brossura e epub


“Era appena nisciuto dalla doccia che sonò il tilefono. Stintivamenti tagliò il ralogio: squasi le sei.
E chi potivi essiri alle sett’arbe?
Sollivò il ricevitori.
Complimenti!- fici in prima l”Autori.
Me la levi ‘na curiosità -dimannò Montalbano.
A disposizioni –
Com’è che nell’autri romanzi tu non comparivi mai, e in questo mi veni a scassare i cabasisi ogni cinco minuti? ”.

E così, con questo romanzo, diamo l’addio al nostro amato Maestro Camilleri, e al suo personaggio mitico, il commissario Montalbano, tanto amato da tutti i lettori.
Venendo a mancare l’autore si aspettava l’uscita del romanzo di addio, che risulta da lui scritto nel 2004; Camilleri lo consegnò all’amica Elvira Sellerio, quasi un testamento spirituale, e oggi è arrivato fino a noi.
È immaginabile, quindi, l’ansia con cui lo attendessero i fans del Maestro, e la sottile malinconia che coglie a ogni pagina. È però una malinconia addolcita sempre dall’ironia , dalla simpatia dei personaggi e dello stile di scrittura.
Romanzo singolare, proprio per la trovata originale dell’introduzione, fra i protagonisti della storia, dell’Autore, cioè di sé stesso, che viene a interagire col commissario Montalbano e a discutere con lui del caso in questione.
La vicenda ha la freschezza dei romanzi migliori di Camilleri; si nota, rispetto agli ultimi, il fatto che sia stato scritto parecchi anni fa, quando l’autore era ancora al meglio della sua produzione e della sua creatività.
Il vigatese (io lo chiamo camillerese) qui fitto e arricchito di alcuni vocaboli oscuri anche ai più anziani e scafati lettori, è sempre godibile e unico nel suo genere e da solo vale la lettura, al di là della trama .
Chi è Riccardino?
È un direttore di banca, che un giorno viene freddato davanti ai suoi tre più cari amici (sono infatti chiamati i quattro moschettieri).
L’indagine si presenta lunga e contrastata: non solo l’antipatico questore Bonetti-Alderighi frena il nostro commissario, ma ci mette lo zampino anche la Chiesa, nella persona del “Piscopo” di Montelusa, zio di uno dei moschettieri. Tra i tre, più probabile colpevole dell’omicidio e quindi eventuale motivo di disonore per il Prelato.
Riccardino, infatti, era uno sciupafemmine, instancabile play boy che aveva già, a turno, “gustato” tutte le mogli degli amici e i motivi per essere ucciso erano palesi.
Il delitto passionale è proprio quello verso cui lo spinge l’Autore, che entra nella storia come consigliere del poliziotto: corna e vendetta sono sempre un motivo che tiene, validi in ogni tempo e ad ogni latitudine.
Montalbano, però, vuole seguire altre strade, più complesse e tortuose, che passano attraverso la corruzione, il furto, lo spaccio di droga… in odore di Mafia, per cui il terreno di indagine si estende, e la storia si fa più complessa.
Molto piacevole lo scambio di opinioni fra Montalbano e l’Autore, e tutto da scoprire chi e in che modo avrà la meglio alla fine dell’inchiesta.
I personaggi che abbiamo imparato negli anni ad amare non sono tutti presenti in questa storia: manca, ad esempio, la simpatica Cammarera Adelina, mentre la fidanzata Livia fa brevi apparizioni telefoniche per convincere il nostro a improbabili viaggi in terre lontane: Rio de Janeiro e altre, a cui Montalbano, stanziale al massimo, risponde evasivamente.
Sempre simpaticissimo il buon Catarella, con i suoi sproloqui insensati, e il fedele Fazio, armato di pizzini per ogni necessità, mentre sono assenti il dottor Pasquano e il vice Mimì Augello.
Sul finale, e su come il personaggio Montalbano si congedi dai lettori, è top secret: è troppo originale. A ciascun lettore il piacere e la sorpresa di scoprirlo da solo!

IL COMMIATO.
È giunta l’ora del commiato, dunque. Che poi, un addio non è, perché personaggi come il commissario Montalbano non muoiono mai.
Restano scolpiti a fuoco nella memoria e nel cuore dei loro lettori: troppo posto hanno tenuto negli anni, troppe attese condivise, per l’uscita di ogni nuovo romanzo!
Ormai i suoi modi di dire sono diventati un po’ anche nostri: ve lo garantisco, “pirsonalmente di pirsona”!
Chi non ha avuto almeno una volta i cabasisi scassati, e ha osato anche pronunciare la fatidica frase, perché detta così non sembrava neppure volgare?
Chi, fra i lettori, non è andato (o non ha sognato di andare) una volta a Punta Secca, per guardare da sotto il famoso balconcino affacciato sul mare, sperando magari di vedere il commissario spuntare dalle onde dopo una nuotata?
Chi, mangiando un cannolo, non ha pensato alla golosità del dottor Pasquano?
Chi non ha immaginato Salvo Mantalbano, solo o seduto da Enzo, che si sbafava i “purpiteddri” o la Pasta ‘ncasciata?
Si potrebbe continuare per ore coi ricordi – perché ormai sono ricordi – ma non suscitano lacrime , bensì una sottile tenerezza per quanto di bello e di buono ci abbiano regalato queste letture.

Grazie Maestro Camilleri, di essere esistito e di averci regalato bellezza a profusione.
Grazie, Salvo Montalbano!

Rosy Volta


Lo scrittore:
Andrea Camilleri (Porto Empedocle, 1925-Roma, 2019), regista di teatro, televisione, radio e sceneggiatore. Ha insegnato regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Ha pubblicato numerosi saggi sullo spettacolo e il volume, I teatri stabili in Italia (1898-1918). Il suo primo romanzo, Il corso delle cose, del 1978, è stato trasmesso in tre puntate dalla TV col titolo La mano sugli occhi. Con questa casa editrice ha pubblicato: La strage dimenticata (1984), La stagione della caccia (1992), La bolla di componenda (1993), Il birraio di Preston (1995), Un filo di fumo (1997), Il gioco della mosca (1997), La concessione del telefono (1998), Il corso delle cose (1998), Il re di Girgenti (2001), La presa di Macallè (2003), Privo di titolo (2005), Le pecore e il pastore (2007), Maruzza Musumeci (2007), Il casellante (2008), Il sonaglio (2009), La rizzagliata (2009), Il nipote del Negus (2010, anche in versione audiolibro), Gran Circo Taddei e altre storie di Vigàta (2011), La setta degli angeli (2011), La Regina di Pomerania e altre storie di Vigàta (2012), La rivoluzione della luna (2013), La banda Sacco (2013), Inseguendo un’ombra (2014), Il quadro delle meraviglie. Scritti per teatro, radio, musica, cinema (2015), Le vichinghe volanti e altre storie d’amore a Vigàta (2015), La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta (2016), La mossa del cavallo (2017), La scomparsa di Patò (2018), Conversazione su Tiresia (2019), Autodifesa di Caino (2019); e inoltre i romanzi con protagonista il commissario Salvo Montalbano: La forma dell’acqua (1994), Il cane di terracotta (1996), Il ladro di merendine (1996), La voce del violino (1997), La gita a Tindari (2000), L’odore della notte (2001), Il giro di boa (2003), La pazienza del ragno (2004), La luna di carta (2005), La vampa d’agosto (2006), Le ali della sfinge (2006), La pista di sabbia (2007), Il campo del vasaio (2008), L’età del dubbio (2008), La danza del gabbiano (2009), La caccia al tesoro (2010), Il sorriso di Angelica (2010), Il gioco degli specchi (2011), Una lama di luce (2012), Una voce di notte (2012), Un covo di vipere (2013), La piramide di fango (2014), Morte in mare aperto e altre indagini del giovane Montalbano (2014), La giostra degli scambi (2015), L’altro capo del filo (2016), La rete di protezione (2017), Un mese con Montalbano (2017), Il metodo Catalanotti (2018), Gli arancini di Montalbano (2018), Il cuoco dell’Alcyon (2019), Riccardino (2020).

Premio Campiello 2011 alla Carriera, Premio Chandler 2011 alla Carriera, Premio Fregene Letteratura – Opera Complessiva 2013, Premio Pepe Carvalho 2014, Premio Gogol’ 2015.