Craig Robertson – Il fotografo

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Editore SEM
Anno 2020
Genere Thriller
333 pagine – brossura e epub
Traduzione di Stefano Travagli


Quando non riusciamo a dirle, le cose che abbiamo in testa ci sembrano più spaventose di quanto non siano. Pensiamo che se non le diciamo non sono vere, che non è successo niente, ma non funziona così.
Se ci teniamo tutto dentro, diventa solo più grande. Ma se lo lasciamo uscire, rimpicciolisce.

Qualche anno fa, una ragazza molto carina che conoscevo mi ha raccontato che, mentre viaggiava in metropolitana, si era accorta che un uomo seduto di fronte a lei le stava fotografando le gambe – aveva la minigonna – con il cellulare.
Si è alzata di scatto e urlandogli contro gli ha detto di cancellare immediatamente la foto che aveva fatto (sempre che ne avesse fatta solo una…), sotto lo sguardo sorpreso delle persone, che ovviamente hanno continuato a farsi i fatti loro.
Mentre mi raccontava questo episodio, pensavo a quanto siano fragili i nostri confini, la nostra privacy che tanto viene sbandierata come un diritto inviolabile e che invece, regolarmente, viene calpestata come in questo caso.
Proprio di recente ho letto di una modella che ha denunciato lo skipper di una barca presa a noleggio, per averla fotografata a sua insaputa e diffuso poi le immagini su internet.
Insomma, succede tutti i giorni e immaginatevi se dovesse capitare anche a voi, in qualsiasi momento della giornata, che siate in giro a portare i vostri figli a scuola o a spasso con il cane, che qualcuno vi faccia delle foto senza chiedervi il permesso.

E’ questa la storia che ci racconta Craig Robertson nel suo ultimo thriller intitolato proprio “Il fotografo”, pubblicato da SEM.
Durante una perquisizione in casa di un uomo sospettato di essere uno stupratore seriale, vengono trovate un centinaio di foto: sono tutte giovani e affascinanti donne in momenti diversi della giornata ed è evidente che non si sono accorte di essere state le protagoniste dell’obiettivo.
Peccato che in tribunale le prove a suo carico non sono sufficienti per incriminarlo e le foto non possono essere acquisite…
Rachel Narey, ispettrice di polizia di Glasgow, si rende conto di avere tra le mani un caso importante, soprattutto perché l’uomo sospettato sembra intoccabile e nessuna, fra le vittime di stupro, sembra volerlo riconoscere.

Rachel non si lascia intimidire e comincia una ricerca accurata facendosi aiutare da suo marito giornalista Tony. Pensa anche a sua figlia Alanna, che è ancora troppo piccola per capire quale mondo ostile la aspetta, fatto di pericoli nascosti e di minacce alla sua vita. Sì, perché da quando la poliziotta ha iniziato a smuovere qualche macigno, qualcuno sembra non gradire e inizia a fare telefonate nel pieno della notte senza dire una parola.
Un thriller che, nonostante non sia da cardiopalma, riesce con un ritmo lento ma insinuante a crescere e caricarsi di momenti disturbanti.
La caratterizzazione dei personaggi, dalla poliziotta allo stesso maniaco seriale è particolareggiata, anche se vorrei leggere di più di Rachel e spero di ritrovarla in qualche altro romanzo.
L’ambientazione è Glasgow ma potrebbe essere in una qualunque altra parte del mondo, è palpabile il campanello di allarme che si accende all’idea di violazione del proprio spazio, della propria casa, della propria intimità.
Una goccia di sudore mi percorre il collo e diventa quasi automatico andare a controllare la porta di casa, la chiusura della finestra. O guardarmi intorno mentre sto passeggiando, chissà se quell’uomo che vedo poco distante sta guardando il cellulare o mi sta fotografando?
Sto esagerando, forse.

Robertson è riuscito, da uomo prima che da scrittore, a trattare un tema così delicato come quello della violenza sulle donne con una sensibilità non comune.
Leggere il suo libro è stato come aprire una porta che conduce all’odio più profondo, non solo verso le donne, ma anche verso gli altri attraverso i canali social, all’uso delle parole che offendono, che incitano, che minacciano.
Ho chiuso l’ultima pagina del libro, ma purtroppo non posso chiudere quella porta…
Lettura consigliata.

Cecilia Lavopa


Lo scrittore:
Craig Robertson, giornalista e scrittore scozzese, è un apprezzato autore di thriller e di crime story. Sangue bianco è il suo primo libro tradotto in italiano.