Manuel Rios San Martin – L’impronta del male

1280

Editore Nord
Anno 2020
Genere Thriller
552 pagine – rilegato e e pub
Traduzione di Federico Taibi


Siamo in Andalusia, a Niebla, città più vicina ad Atapuerca, paesino relegato in un angolo sperduto della Spagna che però rappresenta anche uno dei più grandi siti di archeologia preistorica del mondo. Qui lavora Inés Madrigal, ed è proprio mentre spiega a un gruppo di studenti come sia avvenuto il primo omicidio di cui abbiamo testimonianze, che alcuni studenti si allontanano dal gruppo scoprendo il cadavere di una giovane.

«Significa che quando l’hanno portata qui era già morta», dedusse l’ispettrice.

Sul caso indaga Silvia, ispettrice che già sei anni prima aveva avuto a che fare con un caso simile nelle Asturie: il corpo di una donna era stato ritrovato in un sito archeologico, sepolto nudo e in posizione fetale; caso in cui il colpevole, o almeno quello che era stato ritenuto tale, era scomparso da un giorno all’altro.

La registrazione durava ancora qualche secondo, ma si vedeva solo il terreno e si sentivano le grida degli alunni che chiamavano la professoressa.

Al suo fianco Daniel, che con lei aveva collaborato nel caso precedente e con il quale aveva avuto una relazione: uomo di fascino e cultura, dotato di grande intuito ma meno abile nelle relazioni personali che ha lasciato la polizia per avventurarsi nella sicurezza privata. E il novello Rodrigo che da sempre nutre per l’ispettrice Silvia Guzmán una grande stima.

Eva Santos aveva un grande potere.
E ci giocava.
Ma era morta.

La vittima, anche questa volta, è una giovane donna, ma quali saranno i segreti custoditi nel più grande sito preistorico spagnolo? Chi era Eva Santos, e perché tra le tante donne presenti è stata uccisa proprio lei? Una ragazza che all’apparenza potrebbe sembrare simile a molte altri: le amiche, il fidanzato e un concerto a cui desiderava partecipare. Come ha trovato la morte nei resti archeologici?

Entrambi sprofondarono nei propri pensieri finché lui non si chiese a voce alta: «In quale momento della nostra evoluzione ci siamo trasformati in assassini?»

“L’impronta del male” è un thriller mozzafiato caratterizzato però dal suo profondo collegamento alla storia umana: la preistoria, i siti archeologici e gli studiosi infatti permeano questo volume travolgendo il lettore in una profonda curiosità non solo per il caso ma anche per la storia. Daniel, uomo colto, e il direttore degli scavi Samuel, che spesso instaurano profondi dialoghi filosofici sull’uomo e la sua natura, intervallano capitoli prettamente dedicati alle indagini, dando al volume un ritmo coinvolgente e tenendo sempre il lettore attento e curioso. Durante le indagini molti saranno i sospettati, e il lettore potrà iniziare a capire come sia accaduta la vicenda, ripercorrendo anche le indagini precedenti riguardo al caso delle Asturie.

L’autore inoltre delinea personaggi complessi e interessanti, creando anche tra loro una forte tensione sentimentale e sessuale ma non si limita a questo, facendo in modo che durante le indagini siano in grado di crescere, maturare e migliorare senza perdere di vista la propria individualità. Manuel Ríos San Martín, in quello che è il suo romanzo d’esordio, non si risparmia e non sceglie la via più facile: “L’impronta del male” è un romanzo complesso e labirintico che unisce l’uomo di oggi all’uomo che fu migliaia di anni fa.

Il volume risulta interessante quindi per vari aspetti, anche quelli che portano il lettore – ancora meglio se appassionato come me – a trovarsi proprio all’interno dei resti archeologici e dei suoi scavi: tra grotte, capanne e sentieri di montagna Silvia e Daniel dovranno impegnarsi completamente per risolvere il caso di Atapuerca e scoprire perché sia così simile al caso delle Asturie. Un romanzo che ci fa chiedere, infine, quanto di quell’uomo preistorico sia rimasto in noi.

Adriana Pasetto


Lo scrittore:
Manuel Ríos San Martín è nato a Madrid nel 1965. È laureato in Scienze delle Comunicazioni e ha lavorato per anni per le maggiori case di produzione televisive spagnole, sia come produttore sia come regista e sceneggiatore. L’impronta del male è il suo romanzo d’esordio.