Sébastien Bianco – Sotto il sole bastardo

1277

Editore Mondadori / Collana Narrative
Anno 2020
Genere giallo
240 pagine – brossura e epub


Arcadia Verné – detta Perla -, Giacomo “Jack” Montichiari, Sebastiano e la città di Milano i principali protagonisti di Sotto il sole bastardo di Sébastien Bianco (è uno pseudonimo).
Una Milano dalle innumerevoli sfaccettature che raccoglie le storie di Perla, Jack e Sebastiano e ce le restituisce avvolte in un manto di sensibilità e struggimento. Vite difficili, piene di ostacoli che mettono duramente alla prova ma che ci dimostrano come, nonostante le difficoltà, qualcosa di buono si possa edificare su fondamenta scricchiolanti.
Perla e Jack si sono conosciuti da ragazzi, come due anime simili che il destino ha fatto incrociare.
Un pomeriggio che stavo tornando dagli allenamenti, ero ancora alle medie, l’ho vista strizzarsi a un muro mentre prendeva sberle e sputi da una mandria di ragazzini che vivevano nelle nostre case. Ho messo in riga i più scatenati ma non ho fatto in tempo a fermare quello che stava pestando sotto i piedi una catenina che le aveva regalato il padre, una fila di perline di plastica. Con un calcio l’ha fatta finire in un tombino. Prima gli ho rotto il naso, poi gli ho massacrato le costole, e poi un altro paio di mazzate in faccia, casomai ci fosse rimasto qualche osso superstite; e dopo sono andate a pescare l’ultima perlina, che era incastonata nella grata, e gliel’ho portata. Da quel giorno è stata Perla.

E da quel giorno Perla e Jack saranno fratello e sorella, un legame che persiste tutt’ora, sono diventati adulti ma non c’è niente e nessuno che li divida Un legame che li ha uniti da quando vivevano nello stesso quadrilatero di case di ringhiera fino ad ora che si sono costruiti la loro vita professionale, Perla – avvocato in studio di associati – e Jack – meccanico e non solo in un punto di assistenza -.
Perla mette a disposizione la sua professionalità per aiutare le persone in difficoltà e ad aiutarla troverà al suo fianco Jack che si occupa come dire dei “lavori sporchi”, lavori dove è necessario usare le maniere forti. È un linguaggio che Jack usa con le persone che utilizzano lo stesso di linguaggio e con queste persone non potrebbe essere diversamente. Un atteggiamento duro e massiccio verso chi lo merita e che comprende solo questo di linguaggio.
E poi c’è la parte interiore di Jack, quella sensibile, malinconica, struggente. Amorevole nei confronti di chi merita, come è stato nel caso di Perla e come sarà nei confronti di Sebastiano, il ragazzo che lui e Perla affiancheranno in un percorso liberatorio da un mondo che non gli appartiene. La parte sensibile e nostalgica di Jack è legata al ricordo di Clelia, la sua amatissima moglie.
Clelia era morta da due anni, non riuscivo ancora a parlarne, nemmeno con lei. A Perla era piaciuta subito, erano diventate grandi amiche, più di quando io potessi prevedere e poi capire, ma i nostri ricordi combaciavano, né i suoi sentimenti potevano sovrapporsi ai miei e, tanto meno, quello che aveva prodotto in noi il dolore, come se ci riferissimo a due punti lontani dello stesso movimento, lei all’alba io al tramonto, o viceversa. Non dire niente di lei, diceva il mio sguardo”.

Clelia è sempre presente nel cuore e nella mente di Jack, il loro amore va oltre la morte, nonostante la morte. La sua consolazione è andare a trovarla, sedersi sulla sua tomba, parlarle con le parole dei ricordi. Lui ha fermato il suo tempo a quell’anno e a quei giorni durante i quali ha dovuto dire addio alla sua Clelia, per sempre. Una ferita che non si rimargina, un dolore che persiste e che lo fa richiudere in se stesso. Lei continua ad essere presente e non potrebbe essere diversamente, andare a trovarla gli dà momentaneamente un po’ di pace.
E poi c’è Sebastiano che è nato e cresciuto in una famiglia di mafiosi e che si ritrova in una situazione che lo mette in seria difficoltà. Rischia moltissimo ma è convinto di quello che ha fatto, è consapevole della sua scelta e va avanti. Sebastiano è la dimostrazione che nonostante il contesto in cui sei nato e cresciuto, si può essere diversi da ciò che ci circonda e non per forza dobbiamo esserne succubi. La sua è una famiglia di mafiosi, lo sono suo padre e i suoi fratelli. Il suo destino parrebbe segnato e invece no, lui è diverso, vuole e sente di essere diverso. E così merita una possibilità, la possibilità di allontanarsi da quell’ambiente e vivere una vita opposta, contraria, lontana da tutto ciò che rappresenta un’esistenza malavitosa. È un ragazzo che sogna una vita normale, una vita fatta di lavoro e soddisfazioni personali. Grazie alla sua volontà e all’aiuto di Perla e Jack riuscirà nel suo intento.

“Sotto il sole bastardo” ci parla di amicizia, quella forte e duratura, quella che è nata tra due solitudini e che permette di ridurla quella solitudine, di mitigarla, e nonostante le difficoltà che ci presenta la vita, sapere di avere accanto qualcuno sempre e comunque.
Ci parla di chi ha la forza e la volontà di darsi una possibilità, di non rinunciare alla propria serenità e dignità solo perché si è nati in un contesto che non abbiamo chiesto ma che ci siamo ritrovati addosso solo perché nati in un posto e in una famiglia che non ci rispecchiano.
I dialoghi, le vicende, i pensieri dei protagonisti mi hanno accompagnata in un percorso serrato, ritmato, in un’alternanza di azione e di riflessione, di gesti violenti e di gesti di tenerezza assoluta. E mi hanno fatto affezionare a Perla, Jack e Sebastiano. Li ho lasciati a malincuore ma consapevole di essermi regalata un’altra avvincente e incantevole lettura.

Cecilia Dilorenzo


Lo scrittore:
Sébastien Bianco è un nom de plume. Nessuno sa chi vi si nasconda dietro.