Leonardo Gori – Il ragazzo inglese

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Editore TEA / Collana Narrativa Tea
Anno 2020
Genere Giallo storico
288 pagine – brossura e epub


Nell’anno in cui ricorre il ventesimo anniversario di “Nero di Maggio”, primo romanzo della serie, tornano in libreria le avventure del Capitano Bruno Arcieri. “Il ragazzo inglese” è scritto su un doppio piano narrativo: i fatti iniziano a Firenze in Gennaio del 1970 dove un ormai maturo Arcieri, durante un’operazione avente l’obiettivo di mettere fine a una diatriba tra due persone che si protrae ormai da tanti anni, racconta nei dettagli al Maresciallo Guerra una storia molto complicata avvenuta 30 anni prima, sempre a Firenze. A quei tempi, quindi negli anni ’40, Arcieri lavorava nei Servizi Segreti ed era felicemente innamorato di una donna ebrea di nome Elena.

È facile dedurre che durante il periodo fascista vigevano le leggi razziali, motivo per cui la loro storia d’amore, che rappresenta uno dei pilastri del romanzo, è scomoda per le istituzioni per le quali presta servizio poiché, inevitabilmente, la vita privata e il lavoro si intrecciano. È proprio l’amata Elena che lo mette in contatto con Johnny, un ragazzo inglese nipote della sua amica Barbara. Quest’ultima è una chiara oppositrice del Regime e ha dedicato la sua vita ad aiutare, non sempre con metodi ortodossi, chi voleva esimersi dalla guerra anche durante il precedente conflitto mondiale. Johnny è un funzionario del governo inglese che a Firenze si è innamorato di Leda e siccome la guerra sta per entrare nel vivo, vuole sottrarsi dall’obbligo di arruolarsi promettendo al Capitano Arcieri dei documenti riservatissimi in cambio di una nuova identità per lui e la sua amata che garantirebbe loro una nuova vita lontano dal fronte. “I conflitti armati sono un prodotto del capitalismo, servono ad aumentare i profitti”. Va bene il senso di appartenenza alla propria patria e l’onore… ma non è meglio la vita? La guerra è solo sinonimo di perdita di vite umane!

Bruno è un uomo onesto, dedito al suo lavoro e molto capace ma, come tutti, non è perfetto. È un servitore dello Stato durante il periodo in cui al comando vi è Mussolini ma non è un fascista e non è favorevole all’entrata in guerra dell’Italia al fianco della Germania. Lo scrittore è bravissimo a ricostruire il cosiddetto periodo della “non belligeranza” fornendo descrizioni accurate e dando rilievo al lato politico della faccenda. Un omicidio sembra complicare i piani dei personaggi, ormai nessuno si sente più al sicuro. Vengono fuori segreti di Stato, il racconto prende la forma di una spy story in cui prendono il sopravvento i ricatti, i compromessi e gli inganni.
A volte nella vita si può scegliere, altre no. Il comune denominatore è che, in ogni caso, si perde qualcosa. “Omnia vincit amor” diceva Publio Virgilio Marone. Mmh, è davvero sempre così? “Temo che il fascismo, in questo caso, c’entri e non c’entri: è una malattia profonda che affligge noi italiani, la propensione alla piccola truffa e all’astuzia miserabile… È la nostra maledizione”. Il finale del romanzo è un susseguirsi di colpi di scena, nulla e nessuno era come sembrava e la morale che ne viene fuori si riassume bene in una battuta di un film di Renoir: “A questo mondo esiste una cosa terribile: che ognuno ha le sue ragioni”.

Vincenzo Stamato


Lo scrittore:
Leonardo Gori vive a Firenze. È autore del ciclo di romanzi di Bruno Arcieri: prima capitano dei Carabinieri nell’Italia degli anni Trenta, poi ufficiale dei Servizi segreti nella seconda guerra mondiale e infine inquieto senior citizen negli anni Sessanta del Novecento. Il primo romanzo della serie è Nero di maggio, ambientato a Firenze nel 1938, cui sono seguiti Il passaggio, La finale, L’angelo del fango (Premio Scerbanenco 2005), Musica nera, Lo specchio nero e Il fiore d’oro, gli ultimi due scritti con Franco Cardini. La serie di romanzi è in corso di riedizione in TEA. È anche autore di fortunati thriller storici e co-autore di importanti saggi sul fumetto e forme espressive correlate (illustrazione, cinema, disegno animato).