Marco Vichi – Un caso maledetto

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Editore Guanda / Collana Narratori della Fenice
Anno 2020
Genere Noir
384 pagine – brossura e epub


Torno a Firenze in una domenica di gennaio del 1970 per rincontrare il commissario Franco Bordelli, le cui imprese ormai seguo con crescente interesse da anni.
Torno in una città a me familiare, per vicinanza geografica, che nel corso della mia vita ho avuto modo di visitare spesso, ma che nelle pagine dei romanzi di Marco Vichi ho il piacere di attraversare con uno sguardo diverso dosandolo attraverso il filtro di un tempo di cui non potrei aver memoria per questione anagrafica.
Torno al commissariato di polizia dove scopro alcuni cambiamenti. C’è un nuovo questore, di origine abruzzese, che sembra andare molto d’accordo con Bordelli. Piras, invece a soli ventiquattro anni, è già diventato vice commissario e l’affiatamento con il suo superiore, sia personale che professionale, è sempre maggiore.

Franco Bordelli, indole solitaria, attitudine alle riflessioni, amante della buona cucina, di lunghe passeggiate nella natura così come di durevoli soste di fronte al camino disperso tra le pagine di un buon libro, è a pochi mesi dal pensionamento e s’interroga su quale sarà il suo futuro, su come impiegherà le sue giornate dopo. Lui, che è sempre stato uno sbirro e sempre lo sarà, si domanda anche, guardando al passato, se le sue azioni siano state giuste, se nel suo piccolo è riuscito a raddrizzare situazioni allo sbando, rendendo la società un posto migliore.

“Accettare la sconfitta è legittimo, ma riflettere è doveroso. Se ci si scoraggia di fronte all’impossibilità di sconfiggere le ingiustizie del mondo, si rischia di non fare nulla, ed è assai peggio che fare almeno qualcosa.”

Intanto si trova ad affrontare un osceno caso di omicidio: un anziano conte brutalmente ucciso nella propria abitazione. Si riconosce la mano di diversi assassini e la furia che scaturisce dall’odio, dalla crudeltà, dall’asservimento e dal sopruso che sempre si celano all’interno di un branco. Il commissario inizia la sua indagine su questo difficile caso con l’aiuto di Piras nella febbrile ricerca dei volti di chi arriva ad uccidere per punire un essere umano, forse per il proprio orientamento sessuale.

Marco Vichi torna in libreria con un nuovo romanzo con protagonista il commissario Bordelli, “Un caso maledetto”, edito da Guanda, in cui si ripercorre fondamentalmente la struttura dei precedenti libri accentuando nei lettori la sensazione di familiarità appena immersi nelle pagine. C’è l’indagine sì, ma come spesso succede negli altri romanzi, è solo un pretesto per raccontare la società del tempo e l’umanità che la vive, resa reale attraverso dettagli e informazioni storiche ma anche di cultura popolare che concorrono a dipingere un affresco pulsante in cui il commissario Bordelli con il suo indiscutibile carisma e fascino si muove alla ricerca di un colpevole, o dei colpevoli come in questo “caso maledetto”.

Un romanzo in cui oltre alla storia principale legata all’omicidio ne confluiscono molte altre che si amplificano dalle voci di persone, con diversi toni, in cui il commissario s’imbatte ma anche di altre che vengono dal passato, dai ricordi o delle storie raccontate dai commensali delle ormai mitiche cene bordelliane che anche qui ci tengono compagnia per un numero considerevole di pagine.
“Un caso maledetto” affronta la tematica dell’ orientamento sessuale, in un periodo in cui ancora erano in troppi a non accettare “la diversità”. Si parla anche di libertà, del diritto a essere se stessi senza doversi nascondere agli occhi degli altri. Si guarda alla novità, con disagio e con attrazione. Della presunzione di sapere che spesso penalizza più che aiutare. Delle mille sfaccettature dell’animo umano di fronte alle quali mai potrà esserci noia o torpore. Della capacità di guardarsi come di fronte ad uno specchio nell’esistenza di un altro, per comprendere meglio cosa ci diversifica e imparare di conseguenza qualcosa in più su noi stessi. La consapevolezza che l’essere umano non riesca a trarre insegnamento dal proprio passato comune e storico arrivando a commettere gli stessi errori.

“La cosa peggiore è che l’uomo non impara nulla dal proprio passato, nemmeno dalle peggiori tragedie.”

Federica Politi


Lo scrittore:
Marco Vichi è nato nel 1957 a Firenze e vive nel Chianti. Presso Guanda ha pubblicato i romanzi: L’inquilino, Donne donne, Il brigante, Nero di luna, Un tipo tranquillo, La vendetta, Il contratto, La sfida, Il console, Per nessun motivo; le raccolte di racconti Perché dollari?, Buio d’amore, Racconti neri, Il bosco delle streghe, Se mai un giorno; i graphic novel Morto due volte con Werther Dell’Edera e Il commissario Bordelli con Giancarlo Caligaris, e la favola Il coraggio del cinghialino. Ha inoltre curatole antologie Città in nero, Delitti in provincia, È tutta una follia, Un inverno color noir, Scritto nella memoria. Della serie dedicata al commissario Bordelli sono usciti, sempre per Guanda: Il commissario Bordelli, Una brutta faccenda, Il nuovo venuto, Morte a Firenze (Premio Giorgio Scerbanenco– La Stampa 2009 per il miglior romanzo noir italiano), La forza del destino, Fantasmi del passato, Nel più bel sogno e L’anno dei misteri.