Ragnar Jónasson – La donna del faro

968

Editore Marsilio / Collana Farfalle
Anno 2020
Genere Giallo
256 pagine – brossura e epub
Traduzione di Silvia Cosimini


“Un tributo ad Agatha Christie” è stata la mia prima riflessione al temine della lettura. Quello che non quadrava erano i nomi e i luoghi, ma gli elementi c’erano tutti: una casa isolata tra la neve e le scogliere basaltiche, una vecchia governante e suo marito, il giovane rampollo e l’ospite che viene dalla capitale, la vigilia di natale e, naturalmente, un delitto. È difficile non pensare, da appassionato di Agatha Christie, alle atmosfere tipiche della regina del giallo, ai segreti che legano i protagonisti e a quella sensazione di “chi sarà il prossimo?” che si avverte pagina dopo pagina.
Due giorni prima di Natale una giovane donna viene trovata morta ai piedi della scogliera del villaggio di Kalfshamarvik. A prima vista sembrerebbe un tragico suicidio, ma scavando nella vita della ragazza si scopre che, come una scomoda eredità, le stesse circostanze avevano tolto la vita a sua sorella e sua madre nello stesso luogo. Troppe coincidenze per l’investigatore Ari Thor Arason e troppo poco tempo per cercare di risolvere un caso che potrebbe essere iniziato venticinque anni prima.

Quello che distingue ”La donna del faro” da tutti gli altri romanzi nordici che ho letto è l’ambientazione. Il filone nordico si contraddistingue per le atmosfere oscure, violente, algide in cui il delitto è compiuto con brutalità e serialità. Questo romanzo, se non fosse per i toponimi e la mancanza del verde tipicamente British, è più in linea con il filone dei gialli classici dove tutto avviene in una “stanza chiusa a chiave” (in questo caso un piccolo e isolato villaggio dell’Islanda del nord) e il colpevole è da ricercarsi nella stretta cerchia di conoscenti della vittima, quando non è il maggiordomo naturalmente. Non è un libro che ti coinvolge per l’efferatezza o la crudeltà degli omicidi. Non ci sono corse contro il tempo, ispettori dilaniati dal troppo bere o da un passato burrascoso, non ci sono giochi sadici con l’assassino. Tutto è staticamente perfetto, nascosto nei dettagli, nelle parole sussurrate, nelle occhiate di sbieco, in quei piccoli segreti celati sotto la neve perenne. Questa staticità delle azioni non va scambiata per l’assenza di un intreccio o di una trama strutturata. Le azioni si spostano sui pensieri, sui ricordi che diventano indizi importanti per ricostruire una serie di delitti dimenticati che si infrangono sulla scogliera per raggiungere il faro della verità.

“La donna del faro è il quarto capitolo della serie “Misteri d’Islanda” (L’angelo della neve – Marsilio, I giorni del vulcano – Marsilio, Fuori dal mondo – Marsilio, La donna del faro – Marsilio) e la mia prima lettura di questo filone. Non ho letto i precedenti libri e non voglio sbilanciarmi troppo, ma posso dire che la trama orizzontale non sembra avere una prevalenza su quella verticale, è quasi accennata (almeno in questo capitolo) e comunque non così complessa da non poterla ricostruire parzialmente.
Ho apprezzato questo romanzo dalle atmosfere classiche che lo avvicinano alle letture che hanno accompagnato la mia adolescenza. Se devo pensare a un erede di Agatha Christie, Ragnar Jónasson potrebbe ricoprirne il ruolo a pieno titolo. Non posso però trovare discepoli per Poirot e Miss Marple. Per quanto mi sia piaciuto Ari Thór Arason nel suo essere “alle prime armi” (cosa che lo rende più umano e credibile), non ho provato lo stesso trasporto.
Ultimo punto a favore sono le descrizioni. I luoghi sono minuziosamente raccontati attraverso colori, suoni, texture e sensazioni. Per curiosità li ho cercati e con mio grande stupore erano come li avevo immaginati.

Matteo Bordoni


Lo scrittore:
Ragnar Jónasson  (1976) vive a Reykjavík. Avvocato e giornalista, insegna diritto d’autore all’università ed è anche un noto traduttore (sue le traduzioni di Agatha Christie in islandese). È l’autore della serie Dark Iceland, un successo internazionale, di cui L’angelo di neve è il primo episodio.