Gianrico Carofiglio – La disciplina di Penelope

459

Editore Mondadori / Collana Giallo Mondadori
Anno 2021
Genere Giallo
192 pagine – brossura e epub


“Date parole al dolore. Il dolore che non parla sussurra al cuore oppresso e gli dice di spezzarsi”.

Di solito amo iniziare i miei commenti con una citazione dell’autore. Questa si trova nel romanzo, ma è tratta dal “Macbeth” di Shakespeare. Mi sembrava particolarmente adatta a rendere l’idea del dolore, che permea, in modo più o meno nascosto, tutta la storia. Ho amato tanto il personaggio Guido Guerrieri di Gianrico Carofiglio, la sua vita, i suoi travagli interiori; ora mi piace, e mi sorprende, trovare una storia scritta al femminile. Penelope Spada, ex pubblico Ministero, è la protagonista di questo giallo breve, conciso, ma ricco di contenuti e di risvolti nascosti. Una bella sorpresa, insomma, soprattutto perché dopo le storie di Guerrieri non avevo più trovato nei romanzi di Carofiglio, seppure piacevoli, quel “quid” che mi coinvolgesse, che mi facesse leggere velocemente, con piacere.
Chi è dunque Penelope Spada?

Di lei non sappiamo molto; c’è tanto non detto, nella vicenda, o detto fra le righe. C’è molto spazio per l’immaginazione: che cosa avrà fatto questa donna per avere dato una svolta radicale alla sua vita, e ritrovarsi disoccupata, a svolgere un ruolo di quasi- investigatore privato? Che cosa le sarà accaduto? Non ci è dato sapere, e questo ci fa sperare in un proseguimento delle sue avventure in un secondo romanzo. Penelope conduce una vita disordinata e nel contempo contraddittoria: mangia solo cibo sano, ma fuma e si concede alcoolici in abbondanza. Si sveglia, all’inizio del romanzo, con un uomo accanto nel letto, di cui non sa nulla – e soprattutto non vuole sapere nulla! Come lui molti altri, prima. Una specie di desiderio di autodistruzione, di annientamento. Saranno le delusioni?

E’ come se la donna volesse anestetizzarsi, non pensare. Stordirsi tra un vizio e l’altro. Eppure, nonostante queste abitudini disordinate, ci appare una persona sensibile, attenta al dolore e ai problemi altrui; forse perché ha sofferto lei stessa. La donna un giorno viene contattata da un uomo, Mario Rossi. Persona apparentemente banale, come il suo nome. Un uomo triste, deluso, perché un anno prima la moglie è stata trovata morta, uccisa da un colpo di pistola alla nuca, e il sospettato numero uno è stato sempre il marito. In mancanza di prove egli era stato poi scagionato, ma non è soddisfatto: certo della sua innocenza, vorrebbe che Penelope indagasse ancora, così da allontanare ogni ombra di colpevolezza dalla sua figura .
Lo deve alla loro bambina, per cui vuole essere “limpido”.
Non è facile, un anno dopo, visto che la polizia aveva già indagato a lungo sul caso senza venire a capo di nulla. Grazie all’aiuto di un vecchio amico cronista di nera, Penelope riprende le fila della storia, e con un indizio labile, che prima nessuno aveva tenuto in considerazione, riparte da zero. Anzi, no: riparte dall’indizio.
Sugli abiti della donna uccisa c’erano alcuni peli di cane bianco.
E’ veramente poco, ma l’investigatrice improvvisata “sente” che l’entusiasmo della caccia, della ricerca , le sale di nuovo dentro, e comincia proprio da qui. Da questo poco o nulla.
Improvvisamente la voglia di indagare, di scoprire le dà nuovo entusiasmo.
Non sarà una caccia breve, né facile; talvolta serve anche un po’ di fortuna – e qui ci sarà – o un’intuizione geniale al momento giusto, perché…ZAC, si venga a capo della matassa.

Dolore che si respira, dicevo.
Penelope ha sofferto, è tutt’ora una donna tormentata. Mario Rossi vive con l’ossessione di essere scagionato agli occhi della figlia da quel tremendo sospetto: se non è sofferenza questa.
Alla fine della storia, anche il colpevole riverserà su Penelope e sul lettore il suo carico di pena… Un romanzo non corposo, che contiene comunque tutte le carte in regola per essere gradito. Molto scorrevole, scritto con lo stile ineccepibile di Gianrico Carofiglio, e condito con qualche tocco qua e là di termini legali e situazioni legate alla professione dell’autore. Penelope Spada può risultare simpatica o sgradita, ma è certamente un bel personaggio nato dalla penna di questo scrittore, che ci fa ben sperare in altre avventure a lei legate.

Rosy Volta


Lo scrittore:
Gianrico Carofiglio, magistrato dal 1986, ha lavorato come pretore a Prato, Pubblico Ministero a Foggia e come Sostituto procuratore alla Direzione distrettuale antimafia di Bari. È stato eletto senatore per il Partito Democratico nel 2008. Il suo primo romanzo è del 2002, Testimone inconsapevole, edito da Sellerio. Con quest’opera Carofiglio ha inaugurato il legal thriller italiano. Il romanzo, che introduce il personaggio dell’avvocato Guido Guerrieri, ottiene vari riconoscimenti riservati alle opere prime, tra cui il Premio del Giovedì “Marisa Rusconi”, il premio Rhegium Iulii, il premio Città di Cuneo e il Premio Città di Chiavari. Sempre con protagonista Guerrieri, da Sellerio seguono nel 2003 Ad occhi chiusi (premio Lido di Camaiore, premio delle Biblioteche di Roma e “miglior noir internazionale dell’anno” 2007 in Germania secondo una giuria di librai e giornalisti) e nel 2006 Ragionevoli dubbi, premio Fregene e premio Viadana nel 2007, premio Tropea nel 2008. Tra i suoi numerosi libri ricordiamo Il passato è una terra straniera (Rizzoli, 2004), premio Bancarella 2005, da cui è tratto l’omonimo film prodotto da Fandango nel 2008; con il fratello Francesco la graphic novel Cacciatori nelle tenebre (Rizzoli 2007), premio Martoglio; L’arte del dubbio (Sellerio 2007); Né qui né altrove (Laterza 2008); Il paradosso del poliziotto (Nottetempo 2009); Le perfezioni provvisorie (Sellerio 2010); Il silenzio dell’onda (Rizzoli 2011), Il bordo vertiginoso delle cose (Rizzoli 2013), La casa nel bosco (scritto con il fratello Francesco, 2014). Tra le più recenti pubblicazioni Einaudi si ricordano: Una mutevole verità (2014) e la nuova indagine di Guido Guerrieri La regola dell’equilibrio, Passeggeri notturni e L’estate fredda (2016); Alle tre del mattino (2017), La misura del tempo (2019) e Non esiste saggezza. Edizione definitiva (2020). Altre sue pubblicazioni sono: Della gentilezza e del coraggio. Breviario di politica e altre cose. (Feltrinelli, 2020) e La disciplina di Penelopee (Mondadori, 2021). Premio Speciale alla carriera della XXVII edizione del premio letterario Castelfiorentino di Poesia e Narrativa 2016.