Mauro Ignazio Alò – La notte dell’equinozio

366

Editore Alter Ego / Collana Spettri
Anno 2020
Genere thriller
436 pagine – brossura


Convinto di essere solo stanco di fare sempre le medesime cose, aveva persino modificato dieta e allenamento, ma nulla era cambiato. Allora, seguendo un istinto che sentiva del tutto avulso dalla ragione, quella stessa mattina era partito per Lavari, il paese della Liguria dove era nato e cresciuto. Ora però stava di nuovo montando dentro di lui un’inspiegabile angoscia, accompagnata dalla percezione di aver abbandonato un nido sicuro che aveva paura di non riconoscere più.
Lui è Elia Greco, uno dei protagonisti de La notte dell’equinozio di Mauro Ignazio Alò, edito Alter Ego.
Da Torino, dove lavora come progettista di case, Elia decide di tornare lì dove c’è la casa di famiglia, una casa ormai vuota e abbandonata a se stessa. I genitori di Elia sono morti qualche anno prima “Forse la morte dei genitori lo aveva sconvolto più di quanto lui stesso fosse disposto ad ammettere. Eppure. Doveva esserci qualcos’altro che ancora gli sfuggiva” e ancora prima sua sorella è misteriosamente scomparsa, e di lei si è persa ogni traccia.
A Elia capita di soffrire di amnesia, non ricorda molti dei suoi ricordi, tutto questo lo angoscia non poco. Decide, forse pensando di riuscire a capire quello che lo tormenta, di rivedere la casa dove è vissuto con la sua famiglia e nello stesso tempo chiede una consulenza a due investigatori privati, Lara Ferri e suo padre. Ai quali poi si affiancherà il commissario di polizia Riccardo Nardi.
“La notte dell’equinozio” ci pone davanti a un annoso dilemma, quali sono i limiti che noi uomini possiamo superare, se dobbiamo fermarci a un certo punto o se in nome della scienza dobbiamo proseguire senza preoccuparci delle conseguenze.

E su questo punto entrano in scena i laboratori Cordero a Torino, laboratori che presentano una facciata legale ed una meno legale. La facciata legale si occupa di ricerca circa il funzionamento del nostro cervello, quella meno legale…
La ricerca è fondamentale in ogni ambito, è necessaria per poter intervenire dove ci sono problematiche, contribuire a migliorare ogni aspetto possibile della nostra quotidianità per poter vivere una vita migliore per quanto possibile.
Ma cosa succede quando l’uomo, offuscato dalla propria onnipotenza, decide che bisogna andare oltre, mettendo da parte ogni buon senso, rischiando di raggiungere un punto di non ritorno?
Succede che i danni possono essere irreversibili, possono variare i regolari meccanismi del nostro corpo fino a farci finire in un vicolo cieco.
Durante la notte dell’equinozio i diversi protagonisti si ritroveranno a vivere ore terribili, in un continuo nascondersi tra i meandri dei laboratori, di fronte a un nemico che ormai ha ben poco di umano. Ma chi ha creato il mostro? L’uomo è capace di realizzare opere meravigliose così come opere devastanti inseguendo sogni malsani e autodistruttivi.
L’autore, Mauro Ignazio Alò, è una persona competente nell’ambito della ricerca, quindi ha potuto esporre gli studi portati avanti all’interno dei laboratori, studi sul cervello umano. Io personalmente però mi sono persa in tutti quei tecnicismi, mi hanno distratta dalla lettura, per quelli che sono i miei gusti di lettrice, la presenza massiccia di terminologia tecnica mi procura un po’ di fatica nel seguire, mi distrae dalla lettura.

“La notte dell’equinozio” è la notte in cui la maggior parte dei protagonisti si ritrova a dover fronteggiare il nemico, una scheggia impazzita, sottoposta ad esperimenti che lo hanno mutato nel profondo. Lara ed Elia; Greg Lucas che rappresenta la carta stampata e la maniera di fare un certo giornalismo, un giornalismo d’assalto che piomba sulle notizie; Nisha Kurr, assunta da poco nel centro Cordero, lei non ha idea di quello che si nasconde dietro la facciata ufficiale, ma avrà modo durante quella lunga notte di scoprire la follia che si nasconde all’interno dei laboratori. Una lunghissima notte colma di violenza.
A fine lettura ho avuto come l’impressione di aver visto un film tv, per come è strutturata la trama o per alcune situazioni che vanno dall’intensa violenza al salvataggio in extremis. Non so se questo sia un bene o un male. La risposta va ricercata, credo, in quelli che sono i gusti letterari di ogni lettore. Lascio a voi trovare la vostra.

Cecilia Dilorenzo


Lo scrittore:
Mauro Ignazio Alò vive a Modena. Laureato in ingegneria mineraria, inizia a lavorare come ricercatore in una grande azienda e gira per il mondo per presentare articoli scientifici. Poi, quasi per caso, si iscrive a un concorso per diventare insegnante, e da quel momento la sua vita subisce un brusco cambiamento. Ora insegna matematica e fisica in un liceo scientifico della sua città, ama il suo lavoro e non si è mai pentito della sua scelta.