Andrea Fazioli Friedrich Glauser – Le vacanze di Studer. Un poliziesco ritrovato

422

Edizioni Casagrande / Collana Scrittori
Anno 2021
Genere giallo
192 pagine – brossura
Traduzione di Gabriella De’ Grandi


In una torrida estate del 1921 Jakob Studer, commissario della polizia di Berna, è in vacanza con la moglie ad Ascona, un tranquillo villaggio di pescatori affacciato sul Lago Maggiore. Nulla sembra guastare la quiete sonnolenta del posto, fino al momento in cui Studer viene avvicinato da uno scrittore, come lui svizzero tedesco, che gli chiede aiuto. Non lontano dalla sua precaria abitazione, sul sentiero ai margini del bosco, è stato ritrovato il corpo senza vita di una giovane donna, e la polizia locale è convinta che il colpevole sia lui. Tra camelie in fiore, commercianti annoiati e bonari poliziotti con i quali è facile incappare in malintesi, Studer comincia svogliatamente a indagare sulla vittima, una danzatrice straniera amica di un vecchio barone caduto in disgrazia e vicina agli eccentrici artisti del Monte Verità.”
Questo è il risvolto di copertina de Le vacanze di Studer (Un poliziesco ritrovato) di Andrea Fazioli edito Edizioni Casagrande.
Vorrei cercare di riuscire, almeno in parte, a descrivere la bellezza del libro e a spiegarvi perché mi è piaciuto così tanto.

Prima di tutto, da queste pagine, ringrazio Edizioni Casagrande per aver avuto l’idea di questo notevole esperimento letterario e per aver affidato ad Andrea Fazioli il compito di mettere in pratica tale esperimento. La scelta non poteva essere migliore considerato il lavoro egregio svolto. Parto dal libro, nel senso proprio del tipo di edizione: bellissimo da tenere tra le mani, per la copertina, per il tipo di carta, per le proporzioni. E se il contenitore è così ben fatto, il contenuto è delizioso.
Lo è perché richiama uno stile rétro e desueto, appunto per questo affascinante.
Fazioli è partito da alcuni frammenti di un romanzo poliziesco dello scrittore Friedrich Glauser (1896-1938), romanzo ambientato ad Ascona nel 1921. Va da sé che quindi si è trattato di riprendere qualcosa che ci riporta al passato e allo stile letterario che veniva utilizzato.
I classici del nostro passato si approcciano ai fatti di violenza che ci sono sempre stati e sempre ci saranno in maniera differente. Percorrono la via della riflessione e della intuizione ma questo non significa nascondere il male delle vicende delittuose, anzi. Significa riflettere su quello che accade, cercare di capire, insinuarsi nelle pieghe dell’animo umano, meditare sul perché l’uomo decida di comportarsi con malvagità. Non ci sono risposte, ma domande e riflessioni sì.

“Perché? – domandò Studer.
Naturalmente sapeva che non esisteva una vera risposta. Come poteva esserci? Era la domanda, la domanda più antica, quella che brucia nelle notti insonni, quella che porta gli uomini e le donne a piangere, a ridere, a costruire palazzi e ponti, a giocare all’amore pur di non pensarci. Perché un uomo uccide la madre di sua figlia? Per quali ragioni?”

Oggi siamo talmente circondati dalla violenza e dalla malvagità, che spesso – quando mi immergo in un giallo o un thriller o un noir – non ho molta voglia di leggere trame intrise di violenza, ma ho proprio una necessità di farmi avvolgere dalle riflessioni, dalla ricerca nei meandri dell’animo umano che, ripeto, non fanno passare in secondo piano l’efferatezza dell’evento delittuoso, ma ce ne regalano un’altra prospettiva, altrettanto importante. Andrea Fazioli attua questo percorso nelle sue opere. Lo seguo da diversi anni e ogni volta che leggo un suo libro so che ritroverò quelle atmosfere che tanto mi piace ritrovare come lettrice.
Studer, il commissario in vacanza, a cui viene chiesto di capirci qualcosa sul ritrovamento del cadavere di una danzatrice straniera, è tratteggiato in maniera superba. Un poliziotto vecchio stile il quale, anche se in vacanza, non si esime dal fornire il suo aiuto. In fondo un poliziotto è pur sempre un poliziotto anche in vacanza. Seguiremo il suo peregrinare, le sue riflessioni, la sua maniera di porsi nei confronti dei protagonisti.
“Studer pensò che spazio tempo, peso e flusso erano anche i fattori entro cui si muoveva un’indagine. Soprattutto il peso, cioè il carattere delle persone implicate, e il flusso, cioè l’attitudine delle cose a procedere per conto loro, verso il loro destino. Un poliziotto qualche volta non deve fare altro che attendere ed essere pronto.”
La storia del ritrovamento del cadavere della vittima viene riproposto più volte, attraverso la visuale dei diversi protagonisti. Riflettevo su questo espediente utilizzato e ho pensato che l’autore volesse sottolineare come la storia si ripeta e come noi uomini facciamo gli stessi errori, cambiano le persone e le prospettive, ma gli errori sono sempre gli stessi. E’ stata una mia chiave di lettura. C’è tanto altro ne Le vacanze di Studer e vi invito a scoprire le finezze letterarie dell’autore.
Le vacanze di Studer mi ha permesso di conoscere la casa editrice Casagrande che spero di incontrare ancora nel mio percorso di lettrice e di rinnovare, se ce ne fosse bisogno, la mia stima nei confronti di Andrea Fazioli.

Cecilia Dilorenzo


Lo scrittore:
Andrea Fazioli (Bellinzona, 1978) è noto in Svizzera e in Italia soprattutto per i suoi romanzi noir, tra i quali ricordiamo Gli svizzeri muoiono felici (2018) e L’arte del fallimento (2016), entrambi editi Guanda. Con le edizioni Casagrande ha pubblicato la raccolta di racconti Succede semprr qualcosa (2018).