Stephen King – Later

781

Editore Sperling & Kupfer / Collana Pandora
Anno 2021
Genere thriller/horror
320 pagine – brossura e epub
Titolo originale: Later
Traduzione di Luca Briasco


Una premessa: questa recensione si basa sulla lettura della versione originale, in inglese, del libro, che è stato pubblicato in italiano (in contemporanea con l’edizione in lingua originale) da Sperling & Kupfer con traduzione dell’ottimo Luca Briasco
Stephen King torna con il suo terzo romanzo (dopo “Colorado Kid” e “Joyland”) pubblicato da Hardcase Crime, una casa editrice dedita esclusivamente alla narrativa noir e hard-boiled. O forse, avendo letto questo romanzo, quasi esclusivamente.
La storia è narrata dal giovane Jamie Conklin, figlio di un’agente letteraria di New York; Jamie non ha mai conosciuto il padre, né la madre gli ha mai fatto sapere chi fosse. Jamie ha un dono: vede i morti. Ma non, come lui stesso afferma, come Malcolm Crowe, il personaggio interpretato da Bruce Willis in “Il sesto senso”; Jamie li vede solo poco dopo la morte, per qualche ora o al massimo pochi giorni, prima che svaniscano. E ha scoperto una cosa: se si pone loro una domanda precisa, i morti non possono mentire.
Da bambino, quando ha iniziato a rendersi conto di questo fatto, Jamie ne ha naturalmente parlato alla madre Tia, in particolare in occasione della morte improvvisa di una loro vicina di casa, moglie dell’adorabile professor Martin Burkett, che gli rivela dove ha nascosto certi gioielli. Tia non vuole discutere della cosa e, come è comprensibile, convince Jamie a non farne parola con nessuno, ma lei stessa finisce per menzionarlo a quella che Jamie definisce “un’amica”, un’amica che molto spesso passa la notte a casa loro condividendo il letto con Tia. Si tratta di Liz Dutton, agente di polizia.

Improvvisamente, proprio in un periodo di crisi economica, uno degli autori sotto contratto con l’agenzia letteraria di proprietà di Tia muore senza aver terminato la sua ultima, attesissima opera, sui proventi della quale Tia contava per districarsi da una difficile situazione finanziaria. E alla donna tornano in mente i poteri del figlio.
La storia, ambientata negli anni intorno al 2010, ci viene raccontata in retrospettiva proprio da Jamie, che ora ha poco più di vent’anni. In effetti, come suggerirebbe il contesto in cui il romanzo è stato pubblicato, “Later” è di base un romanzo thriller, con crimini che vengono commessi, vittime più o meno innocenti da salvare o vendicare, il coinvolgimento delle forze dell’ordine… c’è tutto. Ma in realtà il fuoco della storia è Jamie, è il suo cercare di vivere in maniera più o meno normale nonostante il suo potere, è un fatto che accade poco dopo aver parlato con l’autore defunto che segnerà profondamente i prossimi anni della sua vita.

Jamie, nella sua veste di narratore, ci ripete più volte che questa storia è una storia dell’orrore. Lui si riferisce al fatto che vedere i morti, soprattutto coloro che sono defunti in circostanze tragiche come incidenti o omicidi, possa essere qualcosa di estremamente spiacevole, terrorizzante. E si capisce. Ma in realtà, oltre a questo, c’è anche l’orrore vissuto da un bambino che, pur non essendo in grado di capire esattamente cosa stia succedendo, vede la madre faticare per arrivare a fine mese, lo zio disabile curato sempre peggio perché la famiglia non può permettersi di ricoverarlo in una buona casa di cura, l’odore di vino farsi sempre più presente in casa. E poi, certo, c’è l’orrore più “alla Stephen King” di un certo evento, importantissimo nella vita di Jamie e fondamentale alla trama del libro; un evento che fa riferimento a qualcosa che è avvenuto decine di anni prima, in un altro, amatissimo romanzo dello stesso autore; qualcosa che farà fermare i “Constant Reader” (è così che Stephen King soprannomina i suoi lettori più affezionati, tra i quali includo me stesso), colpiti dalla sorpresa del tutto inattesa e da un fiume di ricordi e congetture, che l’autore non aiuta a chiarire lasciando in sospeso un certo aspetto.

“Later”, quindi, è un romanzo che non appartiene veramente alla serie della Hard Case nella quale è stato pubblicato. Naturalmente, in Italia esce per la stessa casa editrice che pubblica tutti i suoi romanzi, e con la traduzione del sempre abilissimo Luca Briasco. Un’unica critica che ho da muovere all’edizione italiana è la scelta di non tradurre il titolo, che non comprendo, poiché la parola “later” (che tradurrei con “più tardi”, o qualcosa di simile a seconda del contesto) è effettivamente usata molto spesso all’interno del romanzo, e in un paio di occasioni la figura del narratore sembra far riferimento proprio a questo suo “vizio” linguistico per spiegare il titolo da lui scelto per questa sua memoria.
Comunque sia, ignorando questi discorsi sulla casa editrice originale e sul titolo, che alla fin fine lasciano un po’ il tempo che trovano, “Later” è un romanzo particolare, che oscilla tra il puro thriller e il fantastico, con pochi ma importanti tocchi di horror che impreziosiscono la storia con la maniera nella quale sono inseriti in un contesto specifico. Un romanzo sorprendente, avvincente, che lascia un ottimo ricordo una volta finito.

Marco A. Piva


Lo scrittore:
Stephen King vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha e la figlia Naomi. Da più di quarant’anni le sue storie sono bestseller che hanno venduto 500 milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Stanley Kubrick, Brian De Palma, Rob Reiner, Frank Darabont. Oltre ai film tratti dai suoi romanzi, vere pietre miliari come Stand by me – Ricordo di un’estate, Le ali della libertà, Il miglio verde, It – per citarne solo alcuni – sono seguitissime anche le sue serie TV. Per i suoi meriti artistici, il presidente Barack Obama gli ha conferito la National Medal of Arts. Nel 2018 ha ricevuto il PEN America Literary Service Award.