Camilla Grebe – Sotto la cenere

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Editore Einaudi / Collana Stile libero big
Anno 2021
Genere Giallo
504 pagine – brossura e epub
Traduzione di Gabriella Diverio


«Nell’isola di Ornö l’aria è fresca e umida, gli scogli sono immersi nel buio ma il cielo bluastro di giugno è ancora chiaro. Il profumo di mare e di alghe è intenso. Si mescola con l’altro odore, il puzzo dolciastro e nauseabondo della morte.»
Più voci narranti.
Una sola storia, intrecciata strettamente e per vie che il lettore non immagina, almeno fino a un certo punto della vicenda.
Un giallo che mi ha tenuta sveglia alle 4 del mattino, con l’adrenalina ai massimi livelli. Non è da tutti. Eppure inizia in modo quasi tranquillo, e non fa presagire ciò che arriverà in seguito.
L’autrice Camilla Grebe e i suoi protagonisti, il poliziotto dandy Manfred Olsson, la sua collega Malin, la criminologa Hanne Lagerlind-Schön, che sta perdendo la memoria, sono già nostre conoscenze, dai precedenti romanzi.
E’ un piacere ritrovarli, anche se in questo romanzo la profiler Hanne ha un ruolo marginale, mentre Manfred e Malin sono i mattatori della scena.

C’è un leit-motiv che ricorre attraverso tutta la storia, ed è una poesia; versi che parlano di un leone, di una colomba candida…e spiazzano gli investigatori, che non riescono a immaginare chi sia l’autore; non riescono a pensare a poeti, nel mondo di spacciatori e di piccoli delinquenti in cui si aggirano per questa indagine.
Ma ogni cosa a suo tempo.

Manfred: una moglie giovane e bellissima, una deliziosa bimba di due anni. La felicità, che è però di breve durata, perché la bimba, in seguito a una caduta terribile, entra in coma…e comincia per i genitori l’incubo dell’attesa di un risveglio.
Malin: un compagno, un bimbo in arrivo a breve. Questo non intralcia, però, il suo impegno come collaboratrice di Manfred.
E poi c’è Pernilla.
E’ la mamma single di Samuel, ragazzo disturbato e ribelle, che si è infilato in giri di droga, di spacciatori. La donna è religiosissima, timorosa, e vorrebbe per lui solo il meglio, ma non riesce a tenerlo a bada. Troppo facile fare soldi con quella gente, mentre con qualsiasi lavoretto Samuel guadagnerebbe una miseria. E lui non si accontenta.

Mentre queste voci narrano le loro vicende personali, i due poliziotti sono chiamati a occuparsi di un caso: un cadavere trovato in mare, un giovane uomo, legato con catene e con tutte le ossa rotte, come se fosse precipitato da grandi altezze. Unico indizio: il giovanotto ha brandelli di pelle sotto le unghie, che potrebbe aiutare gli inquirenti.
Non passa molto tempo , che un altro ragazzo affiora dal mare ; stesso trattamento, catene, ossa rotte, ma ha un macabro particolare in più: un chiodo piantato in profondità nel tallone!
Lo sgomento dei poliziotti è totale quando scoprono che la pelle sotto le unghie del primo appartiene al secondo uomo.
E’ sempre più difficile venire a capo della faccenda.
Manfred, tormentato dai rimorsi per avere lasciato cadere la sua bimba e, dal conseguente dolore, affronta nonostante tutto il caso con il solito impegno, coadiuvato dall’efficiente Malin.

Nel contempo, scorre la storia di Samuel, di Pernilla, dei loro battibecchi: una bella introspezione dei personaggi, il rapporto tra mamma e figlio; i conflitti interiori di Samuel, combattuto fra la vita facile e il dolore di deludere la mamma.
Un giorno Samuel trova un lavoro, fuggendo da uno spacciatore che lo insegue: forse sarà la volta buona per riscattarsi. Deve fare “ il ragazzo da compagnia” di un giovane gravemente invalido, che vive in una villa sul mare, con la bella mamma.

Il lettore a questo punto si pone delle domande: le storie procedono parallele, come due binari, e riesce difficile trovare un nesso fra di loro.
Il trait d’union si presenta prepotente e improvviso, da ghiacciare il sangue.
Da un certo momento in poi gli eventi rotolano, la storia si fa frenetica, i pericoli incombono…e si capisce TUTTO!
Peccato che il lettore debba procedere nella lettura, con l’ansia alle stelle, e non possa urlare ai protagonisti i pericoli che stanno correndo!

Una storia che nella seconda parte diventa mozzafiato, e dà al giallo un’impronta veramente forte, incisiva. Certamente, tra i romanzi della Grebe con gli stessi protagonisti, il migliore! Una lettura che non dà tregua, scritta con un ottimo stile e con capitoli brevi, in cui si alternano le varie voci.
Romanzo incalzante, appassionante e, particolare notevole, che non dà solo importanza alla vicenda gialla, alla suspense, ma scava nella psicologia dei suoi personaggi e ci fa vivere con loro paure, angosce, speranze. Romanzo molto consigliato agli amanti del giallo nordico di qualità.

Rosy Volta


La scrittrice:
Camilla Grebe, laureata alla Scuola di Studi Economici di Stoccolma, Camilla Grebe ha intrapreso diverse attività imprenditoriali di successo, tra cui la fondazione di Story Side, una casa editrice di audio book. Sorella di Åsa Träff, è cresciuta a Älvsjö, un sobborgo di Stoccolma. Insieme, per Piemme, hanno pubblicato nel 2012 Nel buio, thriller d’esordio che ha avuto in Svezia un notevole successo. La protagonista, Siri Bergman, ritorna nel secondo romanzo, Trauma (Piemme, 2013). Nel 2018 Einaudi ha pubblicato Animali nel buio.