Cristina Cassar Scalia – L’uomo del porto

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Editore Einaudi / Collana Stile libero big
Anno 2021
Genere Giallo
328 pagine – brossura e epub


Nella grotta dell’Amenano, adibita a saletta di un noto locale nel centro città, viene ritrovato il cadavere di un uomo, riverso a faccia in giù nel letto del fiume e con numerose ferite da arma da taglio. Il luogo del delitto è molto particolare: l’Amenano è un fiume sotterraneo che, dopo un’eruzione dell’Etna risalente a secoli fa, è stato ricoperto di lava e scorre sotto la città di Catania. La grotta ha un soffitto molto basso, di roccia lavica frastagliata, nella piccola zona calpestabile ci sono pochi tavolini, l’aria è umida, l’ambiente claustrofobico. La vittima è Vincenzo La Barbera, professore di filosofia al liceo classico di Catania. Un tipo particolare, un po’ solitario, che viveva su una barca a vela ormeggiata al porto, disponibile e gentile, insegnante da più di vent’anni, amato dai ragazzi e dai colleghi. Una persona perbene e stimata da tutti. Il caso si presenta quindi da subito molto difficile: nessuna pista da seguire, nessun indizio, nessun legame con la malavita.

Un’indagine perfetta per il vicequestore Vanina Guarrasi, un ottimo modo per impegnare la testa ed evitare i brutti pensieri. Vanina infatti – palermitana dal carattere burbero, donna forte, coraggiosa e con una pesante storia alle spalle, trasferitasi alla Mobile di Catania ma non ancora abituata a vivere alle pendici dell’Etna -, si trova sotto scorta a seguito della minaccia di morte proveniente dalla mafia palermitana e a complicare ulteriormente una situazione già difficile ci pensano i fantasmi che affiorano dal passato e i sentimenti mai sopiti per Paolo Malfitano, magistrato a Palermo, sotto scorta anche lui.
Per far luce su questo nuovo mistero Vanina avrà quindi bisogno non solo dell’aiuto di tutta la sua squadra, impegnata a proteggerla e a scoprire tutti gli indizi che porteranno a svelare il passato ribelle del professore, figlio rinnegato di una delle famiglie più in vista della città, idealista convinto e impegnato nella lotta contro la tossicodipendenza, ma anche dell’indispensabile confronto con Biagio Patanè, commissario in pensione, instancabile e fedele amico, capace di aiutarla non solo a risolvere i casi più complicati ma anche a far chiarezza dentro di sé, ora che la corazza, che a fatica ha costruito negli anni per ripararsi dall’angoscia e dalla paura di un passato troppo difficile, sta iniziando lentamente a sgretolarsi.

Incontro con l’autrice a cura di Cecilia Lavopa, con Linda Cester

“L’uomo del porto”, quarto capitolo della serie sul vicequestore Vanina Guarrasi, si presenta da subito come un giallo intrigante e dalla trama ben costruita, che conferma il grande talento di Cristina Cassar Scalia. Perfetti infatti struttura e ritmo del romanzo, sempre dinamico e in grado di catturare l’attenzione del lettore fino all’ultima pagina. Grazie a una scrittura sempre piacevole, fluida ed elegante, capace di fondere alla perfezione la lingua siciliana con la lingua italiana, il romanzo si caratterizza poi anche per il sapiente intreccio dei diversi piani narrativi, che si dipanano con armonia fra la risoluzione di un mistero dalle molteplici sfaccettature e l’evoluzione delle vicende personali dei personaggi principali.
In questo quarto romanzo, infatti, Cristina Cassar Scalia riesce, da un lato, a misurarsi con delicatezza con il difficile tema della tossicodipendenza, narrata non solo nella sua dimensione e nelle sue condotte attuali ma anche ripercorrendo vicende e dinamiche di una generazione passata, rivelando fragilità e disagi di un mondo eterogeneo, capace di interessare trasversalmente diverse età e classi sociali.
Ma non solo, dall’altro lato l’autrice conferma il proprio talento nel dare grande risalto alla storia personale di Vanina, narrando con intensità l’evoluzione emotiva di un personaggio capace di suscitare nel lettore una forte empatia. Vanina infatti viene raccontata fin da subito nelle sue difficoltà a gestire frustrazioni e limitazioni date dalla mancanza di libertà che il vivere sotto scorta necessariamente provoca, occasione, di contro, capace di generare una grande solidarietà e svelare il forte senso di amicizia e di affetto da parte di chi lavora e vive a stretto contatto con lei. Inoltre, la durezza del suo involucro protettivo, sviluppato negli anni a naturale difesa da un passato difficile e pesante, continuando a sgretolarsi pian piano, rivela, nel procedere della narrazione, fragilità e sentimenti in grado di evolversi e maturare, svelando al lettore lati di Vanina e della sua storia personale e familiare inediti e ancora da approfondire.

Nella lotta costante del vicequestore fra il cercare di seppellire ed allontanare il peso di un passato che continua a tormentare il presente e l’emergere di un contenuto emotivo che non riesce più a restare segregato nella chiusura dei suoi meccanismi di difesa più resistenti, fondamentale si conferma ancora una volta la figura dell’ex commissario ottantatreenne Biagio Patanè – personaggio sempre più di rilevo, quasi un comprimario -, intuitivo e brillante nonostante l’età, in grado di sintonizzarsi alla perfezione non solo con le intuizioni tecniche dell’investigatrice, ma anche di suscitare quella tenerezza e quel senso di fiducia, di abbandono e di protezione necessari in un momento così delicato dell’evoluzione personale e sentimentale di Vanina.
Ultimo e prezioso elemento fondamentale della narrazione di Cristina Cassar Scalia si conferma infine la sua grande capacità di descrivere la Sicilia con i suoi sapori, odori e colori stupendi. Un romanzo che fa bene all’anima – soprattutto in questo delicato momento che tutti stiamo attraversando -, che non solo regala una Sicilia vera, con tutte le sue meraviglie e le sue criticità, ma in grado soprattutto di mostrare il cuore pulsante ed empatico di una comunità calda e generosa.

Il solito accenno, in conclusione, all’edizione del romanzo, come sempre sapientemente curata da Einaudi. La copertina de “L’uomo del porto” si conferma, come quelle dei capitoli precedenti, stupenda e in grado di attirare l’attenzione non solo del target cui si riferisce ma anche del lettore interessato a scoprire le atmosfere del romanzo che vengono perfettamente evocate da un tratto accattivante e coerente con il contenuto.

Linda Cester


La scrittrice:
Cristina Cassar Scalia è originaria di Noto. Medico oftalmologo, vive e lavora a Catania. Ha raggiunto il successo con i romanzi Sabbia nera (2018 e 2019), La logica della lampara (2019 e 2020), La salita dei Saponari (2020 e 2021) e L’uomo del porto (2021) – tutti pubblicati da Einaudi – che hanno come protagonista il vicequestore Vanina Guarrasi; da questi libri, venduti anche all’estero, è in progetto la realizzazione di una serie tv. Con Giancarlo De Cataldo e Maurizio de Giovanni ha scritto il romanzo a sei mani Tre passi per un delitto (Einaudi Stile Libero 2020).