Stephen King – L’ombra dello Scorpione (The Stand)

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Editore Bompiani
Anno 2021
Genere Thriller epico
1148 pagine – brossura e epub
Traduzione di Bruno Amato e Adriana Dell’Orto


Leggere un classico di Stephen King è un po’ come scalare l’Everest. Sai che avrai di fronte un viaggio impegnativo, che richiederà tempo e che spesso, a causa dell’altezza, andrai in debito di ossigeno. Ma ti troverai sin dal primo metro di salita in una dimensione totalmente nuova. Qui incontrerai tanti personaggi, entrerai in empatia con loro, riprenderai il vecchio vizio di sottolineare emozioni sotto forma di parole. Una volta conquistata la vetta ti sentirai appagato: il cerchio si chiuderà nel migliore dei modi. Hai letto oltre mille pagine come fossero 100. Dopo la parola fine, scenderai con indolenza e già ti mancherà terribilmente.
Era da anni che rimandavo questa lettura, non ero mai nel mood giusto per intraprendere la “scalata”. Quale miglior momento per farlo se non questo? E dire che l’Ombra dello Scorpione è un romanzo del 1978 ma è stato ripubblicato diciamo “ad hoc” approfittando della pandemia in corso, in una versione più ampia andando a implementare le già copiose pagine (1148) di una storia spaventosamente attuale.
Nella originale prefazione in due parti (da leggere “prima e dopo l’acquisto”) Stephen King in persona ci spiega i motivi di questa nuova edizione anticipando che non ci sarà un finale diverso né l’introduzione di nuovi personaggi e di nuovi sviluppi narrativi, ma solo un arricchimento del materiale già pubblicato nel 1978.

“O fedele lettore, non scoprirai vecchi personaggi che si comportano in un modo differente né a un certo punto il corso della narrazione si diramerà dal vecchio racconto portandoti tutt’altra direzione. Questa versione dell’Ombra dello scorpione è un’espansione del romanzo originale”.

Per chi non lo sapesse L’ombra dello Scorpione parla proprio di un apocalittica pandemia causata da un virus letale (creato dall’uomo in laboratorio) che riesce a diffondersi fuori dalla base militare dove era custodito. In poco tempo Capitan Trips (è questo il nome del virus) uccide il novantanove per cento della popolazione mondiale. I sintomi sono quelli di una brutta influenza e il decorso è brutale e velocissimo. Il pianeta terra è praticamente ormai nelle mani di uno sparuto gruppo di persone misteriosamente immuni. La narrazione parte con l’incidente nel laboratorio militare per poi proseguire con il racconto del rapido diffondersi del virus. Pagina dopo pagina le singole voci dei sopravvissuti si alternano e i loro destini si andranno ad intrecciare, creando quelli che si potrebbero definire due classici schieramenti: le forze del bene e quelle dell’immancabile male. I buoni condividono gli stessi sogni e gli stessi incubi che li porta a cercarsi e trovarsi per tentare di costruire, o meglio ricostruire, una nuova civiltà riconoscendo in Mother Abagail casalinga ultracentenaria, la propria guida spirituale e in Builder, ridente località nello stato del Colorado, la loro terra promessa.
Per quanto riguarda la temuta controparte della parte cattiva conosciamo una serie di personaggi, emarginati e maltrattati nella vita prima della pandemia che trovano rifugio solo ricongiungendosi al cattivo dei cattivi, una personificazione del male nella figura fin troppo umana di Randall Flagg:

“L’uomo nero si chiamava Randall Flagg. Nell’Ovest, quelli che gli resistevano o erano stati crocifissi o chissà come spinti alla pazzia e lasciati liberi di vagare nella conca ardente della valle della morte […]. Quanto prima si sarebbero trasferiti a Las Vegas, dove andava ammassandosi il gruppo più numeroso dei sostenitori dell’uomo nero. Il quale non aveva fretta”.

La lettura di questo romanzo è avvincente nel senso letterale della parola. Tralasciando le teorie complottistiche (e che comunque hanno accompagnato anche, soprattutto nella prima fase, il rapido diffondersi del Covid 19), si entra immediatamente nella storia che sembra, più che racconto, la cronaca agghiacciante del nostro passato prossimo: l’esistenza e la percezione delle cose sono cambiate inesorabilmente per ogni singolo abitante del pianeta terra da un giorno all’altro. Leggere le parole profetiche di un autore che ha saputo sempre raccontare l’uomo e ogni sua sfaccettatura, sentirlo parlare di varianti del virus e di sue mutazioni riesce a spaventare più di qualsiasi altra personificazione del male.
Stephen King ha da sempre dichiarato di non essere affezionato a questo romanzo come alle altre sue creature. Forse nel disamore per questo figlio difficile c’è la rabbia inconfessabile del suo essere stato troppo profetico? Chissà. Io continuerò sempre a considerare Stephen King un autore con la A maiuscola e gli intellettuali che storcono il naso dovrebbero invece cominciare a leggere i suoi romanzi invece di snobbarli. Perdonate il mio ennesimo paragone con il cinema: nella precedente recensione avevo paragonato i Baffi di Emmanuel Carrère a Stanley Kubrick. Stephen King è lo Steven Spielberg della situazione, ovvero un grande autore dalle indiscusse qualità artistiche, amato in modo viscerale e compreso non solo dalla critica ma anche dal pubblico.
Proprio a voler segnalare un difetto ho trovato un po’ didascalico l’aver utilizzato come base operativa della parte cattiva la città di Las Vegas, la moderna Babilonia città della perdizione, del gioco d’azzardo e del vizio in generale.
Meno fortunati e riusciti i due adattamenti per il cinema, anzi per il mondo della serialità. Esiste infatti una miniserie televisiva del 1994, diretta da Mick Garris e scritta dallo stesso King e una serie appena uscita in nove puntate con Whoopi Goldberg nei panni di Mother Abagail. La copertina della nuova edizione è la locandina della serie, distribuita in Italia da Starzplay.

Susanna Durante


Lo scrittore:
Stephen King nasce a Portland il 21 settembre del 1947. Definito dalla critica “il re del brivido”, vive e lavora nel Maine con la moglie, a sua volta scrittrice, e i tre figli. Le sue storie da incubo sono best seller clamorosi in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Stanley Kubrick, Brian de Palma e Rob Reiner. Di Stephen King Bompiani ha pubblicato: Carrie, Shining, A volte ritornano, L’ombra dello scorpione (anche nella versione graphic novel targata Marvel). Le vicende di Shining continuano nel romanzo Doctor Sleep.