Editore Einaudi / Collana Stile Libero Big
Anno 2021
Genere Noir
232 pagine – brossura e epub
È il primo lunedì di gennaio e Roma è scossa da venti freddi e immersa in un’atmosfera gelida e triste. Il pubblico ministero Manrico Spinori della Rocca, detto “il contino”, sembra vivere un momento piuttosto tranquillo professionalmente parlando. Dopo due grandi indagini una dopo l’altra, si trova a seguire casi di routine tra ladri e spacciatori. Anche le sue colleghe abituate ad altri ritmi languiscono in attesa di qualcosa di grande che non tarda a presentarsi, inaspettato.
Sono infatti le parole di un pentito che gettano nuovi interrogativi su un vecchio caso di dieci anni prima quando una transessuale di nome Veronica viene trovata uccisa nel suo appartamento. I primi sospetti cadono su uno degli uomini che frequentava, che per la vergogna delle accuse nonché lo sgomento che tutta la loro storia venisse alla luce, si suicida mettendo la parola fine al caso.
Ora, a distanza di tempo, il pentito, però, solleva negli investigatori il dubbio che ci fosse qualcun altro dietro la morte di Veronica, o meglio qualcosa di altro, e Manrico, che sente a questo punto di non aver fatto tutto come avrebbe dovuto quando era a indagare sul caso, dopo l’emergere di strane coincidenze che gli fanno propendere verso la veridicità della testimonianza del pentito, decide di riaprire l’indagine e di coinvolgere anche le sue colleghe che, all’inizio dubitano, ma poi s’impegnano con lui nella ricerca della verità.
“voi credete di sapere, vi create una convinzione, giudicate, ve ne state al sicuro al riparo delle vostre certezze. Ma è un’illusione. Voi sbagliate, come noi, come tutti.”
“Il suo freddo pianto” è il terzo romanzo noir di Giancarlo De Cataldo con protagonista il pubblico ministero, Manrico Spinori della Rocca, di nobili origini, la cui ricchezza però è andata perduta negli anni a causa della forte e ingestibile ludopatia della madre con la quale è tornato a vivere dopo la separazione dalla moglie dalla quale ha avuto un figlio. Con loro vive Camillo, il maggiordomo, che ormai è uno di famiglia, dopo averli serviti nel bene e nel male per tantissimi anni, e che ora segue con particolare attenzione la madre di Spinori nelle sue folli notti al tavolo da gioco. Manrico è un grande appassionato di musica, soprattutto operistica ed è in essa che cerca sempre nuovi collegamenti con i delitti sui quali sta indagando. Sentimentalmente parlando invece si trova in una situazione burrascosa diviso come è tra desideri contrastanti. Al lavoro invece la squadra tutta al femminile da cui è circondato, è sempre più affiatata, tanto da riuscire a collaborare al meglio utilizzando ognuna di loro le proprie capacità. In questa nuova indagine oltre alle ispettrici Cianchetti, Orru e Vitale si unirà alla squadra una nuova compagna che non tarderà a dare il suo prezioso contributo.
È una Roma strana e fascinosa quella a cui dà vita De Cataldo in questo terzo romanzo della serie del pubblico ministero con il titolo nobiliare; una città che conserva l’antico fascino delle casate e dei palazzi blasonati e insieme di quelle periferie che da Pasolini in poi narrano di miseria e volontà di riscatto, di fallimento e prostituzione, di solidarietà e accidia. In questo contrasto da grande narrazione autoriale si dipana una storia feroce e intensa che prende vita dalle ambientazioni ancora più che dai personaggi. Un racconto che senza la minuziosa descrizione della villa dove viene protetto a vista dalle Forze dell’Ordine il pentito che fa riaprire il caso, della sala da concerto milanese dove Manrico rincontra la donna che vorrebbe avere al suo fianco, di quel profondo sud da cui la bella Veronica vuole scappare a tutti i costi per poi rimanere lo stesso fagocitata da un destino che nessun luogo può levargli di dosso, sicuramente sarebbe un poliziesco carino ma non assolutamente perfetto come ora in effetti è.
La prima volta che ho letto De Cataldo mi sono detta che scriveva proprio ma proprio bene, ora sono al suo ultimo libro e posso dire che non è più così, che De Cataldo scrive sublimemente perché azzecca tutti i termini più giusti proprio per le sue storie, perché Il suo freddo pianto se fosse stata scritto da un’altra grande firma del nostro panorama letterario sarebbe stato sempre un buon noir, ma non sarebbe stato il più bel noir scritto da De Cataldo perché solo lui sa perfettamente cosa far dire a Manrico, a Orru, a Vitale e a Camillo ed esattamente quando farglielo dire. E questo ai lettori piace proprio un casino!
Federica Politi e Antonia Del Sambro, “Due nel mirino”
Lo scrittore:
Giancarlo De Cataldo è nato a Taranto e vive a Roma. Per Einaudi ha pubblicato: Teneri assassini (2000); Romanzo criminale (2002 e 2013); Nero come il cuore (2006, il suo romanzo di esordio); Nelle mani giuste (2007); Onora il padre. Quarto comandamento (2008) ; Il padre e lo straniero (2010); con Mimmo Rafele, La forma della paura (2009);Trilogia criminale (2009); I Traditori (2010); con Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli, Giudici (2011); Io sono il Libanese (2012 e 2013); con Massimo Carlotto e Gianrico Carofiglio, Cocaina (2013); Giochi criminali (2014, con Maurizio de Giovanni, Diego De Silva e Carlo Lucarelli); Nell’ombra e nella luce (2014); con Carlo Bonini, Suburra (2013 e 2017, diventato prima un film di Stefano Sollima, poi una serie diffusa in centonovanta Paesi da Netflix) e La notte di Roma (2015); con Steve Della Casa e Giordano Saviotti, la graphic novel Acido fenico (2016); L’agente del caos (2018) e il ciclo con protagonista il Pm romano Manrico Spinori: Io sono il castigo. (2020), Un cuore sleale (2020) e Il suo freddo pianto (2021); con Cristina Cassar Scalia e Maurizio de Giovanni, il romanzo a sei mani Tre passi per un delitto (2020). Ha curato le antologie Crimini (2005) e Crimini italiani (2008). Nel 2019 sono usciti Alba nera (Rizzoli) e Quasi per caso (Mondadori). Insieme a Graziano Diana ha diretto il documentario Il combattente – Come si diventa Pertini, tratto dal suo libro omonimo (Rizzoli 2014).












