Piera Carlomagno – Nero lucano

340

Editore Solferino
Anno 2021
Genere Giallo
352 pagine – brossura o epub


Matera.
Carlo Levi, nel suo “Cristo si è fermato a Eboli” la descrive così: – Chiunque veda Matera non può non restarne colpito, tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza -.
Matera: sassi, pietra bianca, chiese rupestri, grotte; salite, discese; e poi, nuovo, antico…Una città dal fascino unico.
In questo romanzo di Piera Carlomagno, Matera la fa da padrona.
È la co-protagonista, insieme alla dottoressa Viola Guarino, anatomopatologa, ed è così bella, così viva nel racconto, che pare di vederla; per chi la conoscesse già, è un ricordare continuo: angoli, atmosfere, suggestioni.
Ritroviamo qui la protagonista del precedente romanzo, “Una favolosa estate di morte”, alle prese con una nuova indagine complessa e travagliata al punto giusto.
Un cadavere orrendamente sfigurato viene ritrovato nei dintorni di Matera, in una giornata fredda e tempestosa: l’uomo ha il cranio perfettamente diviso in due da un colpo ben assestato da…una scure? Così parrebbe agli inquirenti, che innanzitutto devono dare un nome al poveretto.
L’uomo è l’ingegnere Brando Carbone, un ricco notabile della città, vissuto per molti anni al nord dove ha concluso affari importanti e tornato da poco in Basilicata.

Viola Guarino, chiamata a fare la sua parte, non è solo un’anatomopatologa apprezzata, un’ottima profiler, ma ha la fama di…strega: le sue intuizioni hanno un che di magico, di soprannaturale; sarà forse la sua discendenza da nonna Menghina – Mariarìt per la gente del luogo – la più nota prefica di tutta la regione? In ogni caso, discendenza o no, la donna porta sempre un fattivo contributo alla risoluzione dei casi.
Viola è affascinante: ama viaggiare veloce sulla sua Ducati, specie la notte, che le favorisce i pensieri.
Un particolare curioso: l’uomo ucciso aveva una cartina della Basilicata stretta nella mano, con dei punti segnati; uno è quello un cui il cadavere è stato ritrovato. È chiaro subito agli investigatori, tra i quali Loris Ferrara,il sostituto procuratore napoletano (con cui Viola ha avuto un intenso momento nel romanzo precedente), che la cartina sia un messaggio dell’assassino, come i versi della Divina Commedia..ma quale?
Mentre cercano di sciogliere il rompicapo, un altro cadavere viene scoperto: stesse modaltà, carta della Basilicata, versi di Dante, cranio aperto in due da un professionista della mazzata decisa.
Quest’uomo era stato ucciso prima di Carbone, ma fa parte con certezza dello stesso misterioso disegno.
Altro particolare indizio: un coniglio strangolato e impiccato.
A questo punto è chiaro che si sia alle prese con un serial killer e che forse la vittima non sarà l’ultima. Ma il movente? Follia? Vendetta?

I personaggi che fanno da corollario sono interessanti: soprattutto Leda Montessori, la vedova di Carbone, inquieta, torbida, sfuggente. Poi c’è la fedele segretaria – amante , che lo attendeva in ufficio per concludere un affare milionario. Le due donne hanno però un alibi di ferro: bisogna cercare altrove il colpevole.
Anche il secondo ucciso riserva sorprese fra le sue conoscenze: l’uomo, un possidente locale, era in buoni rapporti con Carbone,ma non è un dettaglio sufficiente per capire il nesso fra i due omicidi.
Protagonista,nella storia, la “buona società” materana, in odore di Massoneria; i segreti, gli intrighi, i favori.
Si scava nel passato , ai tempi addirittura del liceo, quando gli amici che contano erano già compagni di scuola e…chissà che proprio da allora non si sia messo in moto tutto il perverso ingranaggio!

La vita di Matera, del materano e dei suoi abitanti è narrata qui magistralmente in tutte le sue sfumature, moderne o antiche.
Si spazia da usanze e credenze di un tempo, alla modernità degli impianti eolici, dei pozzi di petrolio, degli affari milionari.
Si narra l’immoralità di un certo ambiente, in cui ricchezza e potere sono sovrani: non solo quella nei rapporti interpersonali, ma anche in quelli lavorativi.
Il quadro che emerge dalle indagini è complesso e tortuoso, e riserva sorprese agli investigatori; inutile dire che l’apporto di Viola, sia come medico che come” strega” sarà decisivo. Un bel giallo italiano, scritto magistralmente, con tutte le carte in regola per diventare un successo. Anche con questo romanzo Piera Carlomagno ha fatto centro.

Rosy Volta


La scrittrice:
Piera Carlomagno, giornalista professionista, scrive su Il Mattino di Napoli. Con CentoAutori ha pubblicato i romanzi gialli “Le notti della macumba” (2012), finalista al Premio Tedeschi 2011 e “L’anello debole” (2014) Premio Garfagnana in Giallo sezione ebook IV edizione (2014), Premio Speciale Giuria Proviero Città di Trenta VII edizione (2014), Premio Assoluto Casa Sanremo Writers V edizione (2015), Premio Lomellina in Giallo V edizione (2015). Nel 2013 ha vinto il Terzo Premio Carlo Levi della Fondazione Giorgio Amendola di Torino con il racconto “L’elettore”. Altri racconti sono presenti in antologie. È presidente dell’associazione noir “Porto delle nebbie” che cura la sezione “Largo al giallo” del festival Salerno Letteratura e organizza “Le notti di Barliario”. È laureata in Lingua e letteratura cinese e ha tradotto un’opera teatrale del Premio Nobel Gao Xingjian.