Claire Evans – Le tombe di Whitechapel

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Editore Neri Pozza / Collana I narratori delle Tavole
Anno 2021
Genere thriller storico
368 pagine – brossura e epub
Traduzione di Massimo Ortelio


Siamo a Whitechapel, quartiere nell’Est End di Londra, anno 1882. Le giornate sono fredde, cupe e piene di nebbia e gelo, quando Cage Lackmann conosciuto come “il paladino degli innocenti” si trova nuovamente coinvolto in un caso di omicidio. Un giovane ragazzo è stato infatti trovato ucciso ma alcune particolarità sembrano collegare questo caso a uno precedente, di cinque anni prima. Il corpo del giovane Crewler, come quello della giovane nuova vittima, era infatti stato rinvenuto con indosso vestiti da donna. A muovere le fila dei processi di Lackmann, c’è però l’uomo che comanda tutti i crimini e i criminali della città, Obediah Pincott.

A differenza delle altre, la sua poesia non era accompagnata da illustrazioni, e Cage sapeva perché Moses Pickering non aveva illustrato i suoi versi in segno di rispetto: temeva di screditare il nome dell’uomo che l’aveva salvato dalla forca.

L’ispettore Cross, dedito ai vizi, è sicuro che il colpevole sia Moses Pickering, un uomo che Cage aveva già difeso cinque anni prima e che è conosciuto per i suoi comportamenti effeminati nonché per le famose illustrazioni dei libretti poetici a cui anche Cage ha preso parte.

Rimise le fotografie nella busta. «Pensate che sia stato Pickering?»

Cross scoppiò a ridere. «Ma cosa vi salta in mente, Lackmann? Perché dovrei collegare fra loro i casi di due quindicenni uccisi a cinque anni di distanza, entrambi conciate come bagasce ed entrambi strangolati nel loro letto?»

Nessuno però sa che Cage, alla ricerca del vero colpevole, sta nascondendo a se stesso e alla amata madre un segreto che porta con sé dall’infanzia. Potrà l’avvocato Lackmann espiare le proprie colpe o verrà dichiarato colpevole?

È finita ormai e quel che prova è qualcosa di nuovo e temerario. Un senso di pace.

Dopo il successo de “La quattordicesima lettera”, Claire Evans ci riporta nella Londra vittoriana portando con sé il personaggio, già fortemente coinvolto, Obediah Pincott. Se nel primo romanzo però il capo dei criminali era coinvolto nella narrazione, in questo volume rimane quasi ai margini presentandosi solo come l’uomo per il quale il nostro protagonista lavora, o meglio è obbligato a lavorare. Un avvocato, Lackmann, con un senso di giustizia alquanto particolare tanto da riuscire spesso, grazie alle sue capacità da teatrante, a regalare la libertà a tutti i tirapiedi di Pincott. La Evans si dimostra, qualora ce ne fosse bisogno, impeccabile nella descrizione storica di una Londra che noi non abbiamo potuto vivere, ma in questo volume ho percepito una mancanza di suspense che si protrae fino agli ultimi capitoli, capaci invece di risvegliare il lettore.

“Le tombe di Whitechapel”, che prende il nome proprio da una poesia, è a mio avviso un romanzo con poco equilibrio. Lo stile dell’autrice è in grado di coinvolgere il lettore, di farlo camminare per strada buie e innevate ma la trama non riesce a catturare fin oltre la metà della storia. Se “La quattordicesima lettera” era stato per me un piccolo capolavoro nel romanzo thriller/storico, questo rimane tra le opere piacevoli ma non superbe. Vorrei però sottolineare la bravura dell’autrice nel descrivere l’anima di Cage, come fosse una fotografia, e nella delucidazione fondamentale in questa opera di crimine e peccato.

Adriana Pasetto


La scrittrice:
Claire Evans ha lavorato per oltre vent’anni alla BBC prima di dedicarsi esclusivamente alla scrittura. La quattordicesima lettera, il suo primo romanzo, ha ottenuto un grande successo di pubblico e di critica al suo apparire in Inghilterra.