Jerome Loubry – Perché hai paura?

386

Editore SEM
Anno 2021
Genere Fiction, Thriller, Mistery, Crime, Crime Fiction
352 pagine – brossura e epub
Traduzione di Luigi Maria Sponzilli


I labirinti della mente umana posso trasformarsi in terribili trappole o rassicuranti rifugi da cui è impossibile evadere. Questi luoghi mentali, isole circondate da acque tempestose, sono fortificazioni innalzate da una mente che vuole allontanare la realtà insostenibile, angosciosa di una violenza subita. Sono aree franche in cui si è “onnipotenti”, zone in cui la fantasia può materializzarsi in universi reali in cui sentirsi protetti, sollevati. Sono tane che proteggono ma allo stesso tempo isolano, fanno da filtro alla realtà e all’interazione con il mondo reale fino alla perdita di contatto con la tangibilità di quello che si cerca di scacciare. Questi paradisi, o inferni, possono avere infiniti livelli di realtà, ognuno costruito per impedire al mondo, ai mostri, di entrare e portare il loro orrore.

1986, Normandia. Sandrine Vaudrier, giovane giornalista, viene a conoscenza della morte della nonna materna mai conosciuta. Come unica erede deve recarsi su un’isoletta poco distante dalla costa atlantica per raccogliere i pochi averi della defunta. Quando arriva sull’isola, grigia e fredda, Sandrine scopre che è abitata solo da quattro anziani organizzati quasi in un’autarchia. Tutti descrivono sua nonna come una persona cordiale e affascinante. Tuttavia, l’atmosfera è strana in quel luogo…
“Perché hai paura?” è un thriller psicologico con una trama complessa che non è possibile riassumere in poche righe. È caratterizzata da più linee temporali che si incrociano, si influenzano e risolvono in un unico filo conduttore che viene rivelato solo all’ultima pagina sciogliendo nodi e dubbi lasciati come “boe di segnalazione” nelle acque tempestose dell’intreccio. Rispecchia la complessità dei labirinti della mente, filtrando la realtà con gli occhi della fantasia, edulcorandola, ma lasciando tracce delle atrocità come briciole che segnano il cammino verso l’uscita sul mondo reale o sul rifugio successivo.

I personaggi sono accattivanti, profondi, perfettamente delineati nel loro ruolo, ma allo stesso tempo una continua sorpresa: evolvono pagina dopo pagina, svelandosi o celandosi dietro i loro pensieri e l’interazione con gli altri attori sulla scena. Nulla è scontato. Ogni pedina posta sulla scacchiera ha una funzione definita, non sempre intellegibile nell’immediato. Ogni “boa di segnalazione” è un segnale luminoso che va colto e lasciato maturare per comprenderne il vero significato.
Il finale, l’espediente per far combaciare le tessere di quel puzzle presentato nelle pagina precedenti, è brillante; capovolge il punto di vista mostrando al lettore che le “boe di segnalazione” fluttuanti sulla superficie tempestosa del mare sono in realtà sommerse nelle acque apparentemente calme di una mente che ha modificato gli schemi di riferimento classici per strutturare una realtà parallela a quella vissuta.

Un libro che fa riflettere, che fa capire che una gabbia, un labirinto mentale, può essere il semplice sorriso, un “va tutto bene” dietro il quale nascondiamo l’abisso di sofferenze che la nostra mente rifugge senza tregua. Un lapsus può essere una “boa di segnalazione”, un faro acceso di giorno, difficile da vedere sotto il bagliore raggiante del sole, che segnala che è più facile nascondersi nei riflessi delle falsa felicità che nelle tenebre della sofferenza.

Matteo Bordoni


Lo scrittore:
Jerome Loubry è nato a Saint-Amand-Montrond nel 1976. Ha lavorato nel settore della ristorazione fino al 2016, quando ha deciso di diventare scrittore. L’anno successivo pubblica il suo primo romanzo, “Les Chiens de Détroit”. Nel 2018 è stato considerato uno dei più promettenti autori di thriller francesi dal quotidiano Le Parisien.