Stephen King – Billy Summers

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Editore Sperling & Kupfer
Anno 2021
Genere thriller/noir
528 pagine (versione inglese) – brossura e epub
Titolo originale Billy Summers
Lingua originale inglese
Traduzione di Luca Briasco


Versione inglese della copertina

Una premessa: questa recensione si basa sulla lettura della versione originale, in inglese, del libro, la cui pubblicazione in italiano è stata annunciata tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre con traduzione di Luca Briasco.
Billy Summers è un reduce della guerra in Iraq che ha perso molti amici a Fallujah; essendo un cecchino veramente ottimo, una volta tornato alla vita civile si è trovato una professione adatta a lui, nella quale raggiunge l’eccellenza assoluta: il sicario. È un uomo di cultura (quando facciamo la sua conoscenza, lo troviamo intento a leggere “Teresa Raquin” di Émile Zola) e, cosa sorprendente per chi fa il suo lavoro, un individuo sensibile, che accetta soltanto contratti su persone “malvagie”, che meritano di essere punite. Ha un’abilità sorprendente, oltre che per centrare il bersaglio a distanze enormi, per trovare vie di fuga da qualunque situazione, grazie anche all’appoggio di un “facilitatore” (il concetto è questo, poi il sempre ottimo traduttore Luca Briasco sceglierà la definizione che a lui sembrerà più adeguata).

Billy è stato ingaggiato tramite alcune conoscenze nella malavita di Las Vegas; purtroppo, nessuno può sapere in anticipo quando la vittima designata sarà portata al tribunale locale per essere processata. Billy, quindi, deve vivere per un periodo sotto una falsa identità, quella di un aspirante scrittore, e finisce per costruire, suo malgrado, un rapporto di amicizia con diverse persone. Nel frattempo, comincia davvero a scrivere la propria storia, partendo da un’infanzia davvero tragica fino a Fallujah. Finché un’altra persona entra nella sua vita, cambiando completamente le carte in tavola.
Chiariamo subito una cosa: questo romanzo non ha assolutamente nulla di horror o di soprannaturale, a parte un riferimento a una certa leggenda che viene comunque ridicolizzato dai protagonisti (e che gli appassionati di King riconosceranno molto facilmente e con gran piacere). Ci incontreremo persone orribili, situazioni che potrebbero risultare raccapriccianti, ma nulla di più di quanto si possa trovare in qualunque crudo thriller moderno. Si tratta invece di un noir tesissimo, avvincente, alternato a scene del passato di Billy descritte sotto forma di diario, partendo da un certo avvenimento tragico che preferisco non anticipare per arrivare a una riflessione, dura e realistica, sulla guerra in Iraq osservata attraverso gli occhi di chi vi ha partecipato, armi in mano.

Il romanzo si può grosso modo dividere in due parti. La prima, le cui premesse ho descritto sopra, ci fa avvicinare al personaggio di Billy, costruendolo lentamente, pagina dopo pagina; ce lo fa conoscere e capire, ci fa dubitare di lui e ci fa credere nelle sue motivazioni. King gioca insomma con il lettore, che viene portato ad ammirare un assassino prezzolato. La seconda parte, introdotta dalla comparsa improvvisa di un nuovo personaggio, è più frenetica, più piena di azione nonostante la presenza di diversi momenti di riflessione anche molto profonda, con alcuni passaggi davvero emozionanti e altri decisamente toccanti. Personalmente, ammetto di aver versato una lacrima a un certo avvenimento che naturalmente mi guardo bene dal menzionare qui.

“Billy Summers” ci porta uno Stephen King inatteso, un bravissimo autore di thriller che evita completamente il soprannaturale. Ma allo stesso tempo resta lo stesso autore che sa fare emozionare, che accompagna il lettore ad appassionarsi ai suoi personaggi, alle loro vicende, a sentirsi partecipe dei loro problemi. Si tratta di un romanzo davvero eccezionale da questo punto di vista, che – da lettore appassionato di Stephen King – mi sento di consigliare vivamente anche a chi non ama le trame soprannaturali e spesso “orrorifiche” che hanno reso famoso l’autore del Maine.

Marco A. Piva


Lo scrittore:
Stephen King vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha e la figlia Naomi. Da più di quarant’anni le sue storie sono bestseller che hanno venduto 500 milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Stanley Kubrick, Brian De Palma, Rob Reiner, Frank Darabont. Oltre ai film tratti dai suoi romanzi, vere pietre miliari come Stand by Me – Ricordo di un’estate, Le ali della libertà, Il miglio verde, It – per citarne solo alcuni – sono seguitissime anche le sue serie TV. Per i suoi meriti artistici, il presidente Barack Obama gli ha conferito la National Medal of Arts. Nel 2018 ha ricevuto il PEN America Literary Service Award.