Ruth Ware – Il giro di chiave

250

Editore Corbaccio
Anno 2021
Genere Thriller
348 pagine – brossura e epub
Traduzione di Valeria Galassi


Quando Rowan legge per caso l’annuncio sul giornale non sta nemmeno cercando lavoro, ma si rende subito conto che quella è l’occasione che aspettava da tempo: un impiego come bambinaia in un contesto esclusivo, con un ottimo stipendio, vitto e alloggio compresi. E quando Rowan si trova a Heatherbrae per il colloquio con Sandra, giovane architetto e madre di quattro bambine, l’unico pensiero fisso è riuscire ad ottenere quel posto. La villa vittoriana immersa nella brughiera scozzese e isolata dal resto del mondo appare, agli occhi della ragazza, il posto perfetto in cui rifugiarsi dalla complicata realtà londinese che vuole lasciarsi alle spalle e le storie di fantasmi, declassate subito come stupide superstizioni, e lo strano avvicendarsi delle babysitter prima di lei non destano alcuna preoccupazione di fronte alla prospettiva di un anno ben retribuito e distante dalla metropoli. Rowan è sicura e l’unico suo obiettivo è ottenere quel posto di lavoro. Non sospetta certo che, una volta assunta, quella splendida casa si trasformerà nel suo incubo peggiore, che la condurrà, sola e smarrita, accusata di un omicidio che giurerà di non aver commesso, a gridare la propria innocenza attraverso una lettera che, da dietro le sbarre, ripercorrerà ogni singolo istante di quella storia agghiacciante .

Il nuovo romanzo di Ruth Ware è un thriller psicologico che tiene incollato il lettore dalla prima all’ultima pagina attraverso una spirale di inquietudine e suspense, dalla quale non riesce a liberarsi se non dopo una serie di colpi di scena perfettamente architettati da una scrittrice che, con gusto contemporaneo, conferma ancora una volta il proprio indubbio talento. Con “Il giro di chiave”, infatti, Ruth Ware riesce a rendere omaggio a un classico del genere gotico: “Giro di vite” di H. James, arricchendo però la trama di una serie di elementi contemporanei che si intrecciano e si intersecano con le figure più classiche del genere. Ritroviamo infatti la giovane bambinaia, isolata e fragile, che cerca di mascherare l’impazienza e la fatica con il golfino abbottonato e la coda di cavallo sempre perfetta, alle prese con bambine piccole e dalle dinamiche inquietanti. E poi ci sono la casa vittoriana, i rumori inspiegabili, il buio della notte, le storie di fantasmi, le superstizioni, la domestica che compare di soppiatto, burbera e sospettosa.

Ma ne “Il giro di chiave” ci sono anche altri elementi, decisamente più moderni, che rendono questo thriller avvincente e per questo molto ben riuscito. Gli elementi hi-tech si fondono infatti alla perfezione con quelli più classici che fanno da sfondo alla storia, per cui una casa dal design innovativo, con un panorama mozzafiato, un’ala dalle pareti interamente in vetro e la più sofisticata tecnologia smart, riesce a trasformarsi nell’incubo peggiore in cui ci si possa trovare imprigionati. I rumori dal sottotetto si mescolano alla voce metallica dell’app che impartisce ordini e dialoga con elettrodomestici impazziti, serrature elettroniche con riconoscimento digitale convivono con chiavi antiche dal metallo pesante, telecamere posizionate a controllo di ogni stanza contrastano con l’assoluta incuria di un esterno buio e non sorvegliato.

Attraverso una narrazione scorrevole, accattivante, intensa ma mai pesante, Ruth Ware riesce quindi a condurre il lettore – grazie alla contrapposizione di elementi fra loro incoerenti e alla rivisitazione in chiave moderna di cliché della letteratura del genere – nei meandri di una casa quasi schizofrenica, dall’animo vittoriano ma brutalmente hi-tech, una casa degli orrori confezionata dal miglior interior designer, moderna e minimalista, inquietante eppure tremendamente affascinante, capace di generare l’angoscia più pura che travolgerà con tutta la sua potenza il lettore fin dalle prime pagine.

Un viaggio nelle pieghe di un incubo che fa perdere il sonno e la lucidità, destinato a svelarsi solo nel finale. Consigliato quindi agli amanti del genere ma anche a chi voglia misurarsi con una delle figure più ansiogene della letteratura rivisitata con grande maestria da una voce moderna e talentuosa del panorama contemporaneo.

“Sentii che qualcosa dentro di me si torceva e poi spezzava, appena un po’, e di colpo non fui più sicura se avevo fatto bene ad arrivare in quella casa, dopotutto. Però capii che non sarei potuta tornare indietro. Non più.”

Un ultimo accenno in conclusione all’edizione italiana del romanzo, curata da Corbaccio. Evocativa e minimale, la copertina incuriosisce e attira attraverso una grafica pulita, coerente col genere e adatta al target cui si riferisce.

Linda Cester


La scrittrice:
Ruth Ware, inglese, ha esordito con L’invito, che è subito diventato un successo internazionale, seguito da La donna della cabina numero 10, Il gioco bugiardo, L’eredità di Mrs Westaway, oltre a Il giro di chiave. Pubblicati in Italia da Corbaccio, sono dei bestseller internazionali tradotti in più di quaranta lingue, e sono entrati nelle classifiche dei libri più venduti di tutto il mondo, fra cui quelle del Sunday Times e del New York Times. Ruth Ware vive nei dintorni di Brighton con la famiglia.