Richard Osman – L’uomo che morì due volte

365

Editore SEM Libri
Anno 2021
Genere thriller
384 pagine – brossura o epub
Traduzione di Roberta Corradini


Elizabeth, ex spia, è con gli amici del Club dei delitti del giovedì sera quando ricorda la lettera ricevuta: un uomo – ufficialmente morto – è tornato in città e vuole incontrarla. Mentre Joyce, Ron e Ibrahim discutono sulla possibilità di adottare un cane, lei ricorda le circostante in cui ha dovuto fare credere che il suo ex marito fosse morto.

Sono le tre del pomeriggio, Elizabeth sta portando dei fiori per Michael Carmichael. Il morto. Il cadavere annegato, tutt’a un tratto vivo e vegeto e residente al numero 14 di Ruskin Court. L’uomo che lei aveva sepolto in un cimitero dello Hampshire, attualmente impegnato ad aprire e scatole del trasloco e a bisticciare con il nuovo wi-fi.

Douglas, affascinante spia con il vizio dell’adulterio, ha rubato diamanti per venti milioni di sterline e ora, grazie a Elizabeth, vorrebbe recuperarli e cambiare vita. Aiutato da Poppy, Douglas ha alle calcagna Lomax, losco trafficante a cui quei diamanti sono stati sottratti.

Adesso deve rendersi conto che è compromesso. Deve rendersi conto che è da solo. Non può fidarsi di nessuno. Esce sul pianerottolo e sente il bollitore che fischia giù in cucina. Falso. Può fidarsi di Elizabeth. Di questo è sicuro.

Insieme ai quattro anziani, Donna e Chris si ritroveranno nuovamente al centro dell’indagine mentre a loro volta cercheranno di incastrare una trafficante di droga e uno dei suoi galoppini che ha aggredito Ibrahim in città. I suoi amici saranno disposti a tutto pur di vendicare l’amico, ferito nel fisico e nella mente.

Sto imparando che ogni tanto è importante fermarsi, bere un bicchiere e fare due chiacchiere con gli amici, anche se tutt’intorno cominciano a impilarsi cadaveri. E di recente non ce ne sono mancati, di cadaveri impilati.

Difficile trovare ai giorni nostri un libro così sorprendente. L’uomo che morì due volte è brillante, ironico, spietato e cruento quanto basta. Richard Osman, dopo il successo de Il Club dei delitti del giovedì, torna in libreria con il quartetto più simpatico e più strampalato che ci sia: Elizabeth, Joyce, Ron e Ibrahim sono i quattro anzianotti nuovamente coinvolti in una indagine pazzesca. Il romanzo viene narrato da un narratore esterno e da Joyce che parla al lettore direttamente dal suo diario giornaliero. Il linguaggio scelto è consono alla situazione e ogni personaggio è ben delineato anche tramite i dialoghi: i quattro protagonisti mantengono inalterati le loro caratteristiche senza perdere un tocco di umorismo e di profondità. Per quanto quest’opera possa sembrare infatti “leggera” presenta al suo interno riflessioni e spunti particolarmente delicati: si parla di paure, di morte e di solitudine.

Insomma, Osman ha creato un universo in cui gli anziani riprendono possesso del territorio e delle infinite vicissitudini che possono vederli coinvolti, dando loro una seconda giovinezza e – soprattutto – importanza. Quello che più colpisce è però la capacità dell’autore di non edulcorare un romanzo solo perché i protagonisti sono in là con l’età e di rimanere quindi fedele alla brutalità che un thriller richiede: omicidi, anche piuttosto violenti, non mancano in questa trama e non viene meno neanche lo spirito da spia di Elizabeth che è pronta al sacrificio di alcuni per il bene di tutti. L’uomo che visse due volte è un romanzo estremamente piacevole che riesce a divertire e intrattenere il lettore donando qualche ora di spensieratezza, affrontando però anche tematiche più complesse come quelle riguardanti la demenza senile. Inutile sottolineare quanto io mi sia divertita e appassionata durante la lettura.

Adriana Pasetto


Lo scrittore:
Richard Osman (1970) è un presentatore televisivo, produttore, regista e scrittore inglese. Il suo esordio, Il Club dei delitti del giovedì, è stato un bestseller internazionale ed è rimasto per 22 settimane in testa alle classifiche inglesi. Questo è il suo secondo romanzo.