Carlo Lucarelli – Léon

1020

Editore Einaudi / Collana Stile libero big
Anno 2021
Genere Thriller
216 pagine – brossura e epub


Due carabinieri irrompono in un’abitazione. Una giovane donna spaventata e sotto shock nascosta sotto il lavello di una cucina. Un uomo e una donna brutalmente uccisi dentro una vasca da bagno. La terribile sensazione di paura che immobilizza e soffoca travolgendoti con un’ondata densa e nera.
L’iguana, uno dei più temibili serial killer è fuggito dalla struttura a cui era stato affidato per continuare il suo percorso di detenzione e recupero. C’è il fondato timore che possa vendicarsi della poliziotta che è stata responsabile del suo arresto.
Per questo Grazia del Negro viene immediatamente prelevata dalla sala operatoria dove ha subito un cesareo e insieme alle sue neonate gemelle viene condotta in una casa protetta dove a breve la raggiungerà Simone, il ragazzo cieco che l’aiutò nella caccia al serial killer e con il quale ha avuto una storia molto importante che è finita da parecchio tempo lasciando tra loro un legame potente.
Nonostante Grazia abbia deciso di sospendersi dal lavoro per fare la mamma, la sensazione della caccia è così forte da costringerla a mettere in dubbio le sue certezze e affiancare la polizia nelle indagini.

“perché a lei soltanto quello interessava, prenderli, non capirli, erano proprio le emozioni della caccia che le restavano dentro.”

Incontro con l’autore a cura di Cecilia Lavopa

Carlo Lucarelli torna in libreria con un nuovo romanzo con protagonisti la poliziotta Grazia Del Negro e Simone, il ragazzo cieco, conosciuti per la prima volta nel romanzo “Almost Blue” pubblicato nel 1997. Léon è un thriller che tiene incollati dalla prima all’ultima pagina. Léon è tensione che cattura e trascina. È una storia ben congegnata che resta aggrappata a protagonisti di spessore, delineati magistralmente da un autore che si serve della scrittura per creare un mondo al cui centro c’è il lettore che assiste alla rincorsa dell’indagine, stupito, rapito, ostaggio di parole ed emozioni. Léon è ossessione. Il desiderio, il bisogno di essere amati. È l’amore che consola. Quello che ferisce. Che svuota. Che spinge a lasciarsi andare. O a serrarsi dentro.
Grazia è assorbita dal suo ruolo di madre, immersa nel dilagante amore per le figlie, ma anche attratta dal sentimento che provava per Simone, o comunque dalla nostalgia del ricordo per quello che è stato. Simone, che per tanto tempo si è rinchiuso dentro sé stesso, in un attimo sente crollare ogni difesa.

Lasciamo perdere Bologna, mettiamola da parte. Non è una vera e propria location in Léon, è un contenitore per la storia. La vera ambientazione è un’altra: è la mente umana. Cosa scatta nel cervello di un uomo provato o ferito dalla vita? Cosa succede a un malato mentale? Ora se le convenzioni sociali dicono che chi uccide è un assassino punto e il Diritto dice che va punito punto, cosa succede nella letteratura? Cosa si racconta quanto si parla di killer? Di mente? Di psicologia, forse perfino di psichiatria? Ma qui prodest? Al lettore? No, al lettore il più delle volte non importa affatto “entrare” nella mente dell’assassino, importa che la storia lo prenda allo stomaco, che senta fortissimo dentro di sé il desiderio di voltare pagina, di assaporare le parole che sta leggendo, di arrivare alla fine con la consapevolezza di avere avuto tra le mani una buona lettura.

E allora eccola la location del romanzo di Lucarelli. Non una città fisica. Non un posto riconoscibile. Non una stanza dove si è consumato un delitto, ma la mente del lettore che attraverso la parola del narratore costruisce, elabora, dà forma. Un romanzo come Léon va oltre il genere poliziesco perché è l’ennesima prova autoriale di un uomo che sa raccontare le storie senza attingere alla sua formazione specifica fatta di termini di criminologia e Diritto penale. Non ce ne è bisogno. E allora si ritorna alla domanda iniziale, cosa scatta nel cervello di un killer? Questa è la location dove i lettori si devono muovere per gustarsi la storia tenendo presente che le pulsioni, le sensazioni, gli stati d’animo umani sono quasi sempre universali. L’amore o la sua mancanza, allora, possono essere una location. Un posto per cui combattere e perfino uccidere.

Il “posto” in questa storia è il movente e il lettore lo capisce e freme e palpita perché in un posto così ritrovarsi dalla parte giusta o da quella sbagliata è davvero un attimo, come è un attimo che possa capitare a tutti. E la parola di Lucarelli cambia quando deve parlare di un personaggio come Grazia, cambia la robustezza della sua lingua che diventa più asciutta e a tratti confidenziale, cambia il suo stile descrittivo che si allunga stranamente in dettagli che non si trovano in altri suoi lavori, cambia perché la sua protagonista glielo chiede ad alta voce e lui non può ignorarla. Se lo facesse, allora, il funzionario di polizia della Questura di Bologna diventerebbe una investigatrice come ce se sono altre cento nella nostra narrativa. E invece no. Il personaggio creato da Lucarelli è unico nel suo genere e per questo deve essere descritto come se non fosse neppure un poliziotto, ma una donna che sa accettare anche le sue mancanze e che a volte può averne anche paura.

Léon è una lettura consigliata perché qui il genere non conta granché, conta la sensazione che si ha quando la storia comincia a prendere, conta che leggere romanzi scritti bene delizia anche chi non è abituato a farlo, conta che la lettura è un piacere e se ci sono autori come Lucarelli che ce lo rammentano spesso allora è anche meglio.

Federica Politi e Antonia Del Sambro, “Due nel mirino”

Carlo Lucarelli (Parma, 1960) è autore di romanzi, saggi e sceneggiature. Tra i suoi libri pubblicati per Einaudi , Almost Blue (1997), Un giorno dopo l’altro (2000), Guernica (2000), Nuovi misteri d’Italia (2004), La mattanza (2004), Piazza Fontana (2007), L’ottava vibrazione (2008), L’ispettore Coliandro (2009), I veleni del crimine (2010), L’ispettore Grazia Negro (2013), Albergo Italia (2014), Carta bianca (2014), Il tempo delle iene (2015), L’estate torbida (2017), Peccato mortale (2018), Navi a perdere (2018), L’inverno piú nero (2020), Via delle Oche (2021) e Léon (2021). Per molti anni ha condotto trasmissioni televisive in cui ripercorreva celebri casi criminali esaminandone gli aspetti rimasti oscuri.