César Pérez Gellida – L’ultima a morire

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Editore Ponte alle Grazie
Anno 2021
Genere thriller
552 pagine – brossura e epub
Traduzione di Thais Siciliano


Sara Robles è comandante della Squadra omicidi di Valladolid, città che si trova nel nord occidente della Spagna. Una donna dalla personalità forte, con un carattere complesso e dalle esigenze particolari a cui non riesce a rinunciare ma nella cui soddisfazione trova la maniera di riconoscersi e di affermare se stessa. La sua terapista la definisce affetta da ipersessualità e questa continua ricerca del piacere la porta ad avere una vita sessuale molto varia. C’è stata però una relazione durata diversi anni con un collega che poi è stato trasferito e questo è stato parte del motivo della fine della loro storia.

“tutto quel che accade è sempre una conseguenza di qualcos’altro. Ha un’origine, un perché, e quindi se si riesce a non soffocare il libero arbitrio, a riconoscere le occasioni che si presentano e soprattutto ad approfittarne, allora le circostanze rimangono quello che sono: semplici circostanze.”

È maggio e Sara, assieme alla sua squadra, deve indagare sulla strana morte di un’anziana signora trovata nella vasca da bagno all’interno della sua abitazione. Mentre sono impegnati a reperire indizi e testimonianze, si verifica una rapina all’interno del Museo Nazionale di Scultura, al cui interno i ladri giungono attraverso il sottosuolo, lasciando dietro di se dei morti.
Le indagini si sovrappongono velocemente togliendo respiro alla squadra che si trova immersa in una rincorsa verso la scoperta della verità non senza colpi di scena che mi hanno tenuta incollata alla storia fino all’ultima pagina.

Con “L’ultima a Morire”, Gellida arriva nelle librerie italiane contribuendo con il suo stile ad arricchire lo scenario de la novela negra a noi finora conosciuto. La sua scrittura è fluida, scorrevole e di grande impatto. Ha una notevole capacità descrittiva, mai ridondante, che riesce a portarti in luoghi lontani avvolgendoti nelle loro atmosfere particolari.
Inoltre ha saputo creare personaggi primari e secondari di grande spessore, curandone particolari, non mancando di metterne in luce sia i lati luminosi che quelli che potrebbero tendere a nascondersi negli angoli bui dell’animo umano e a risultare scomodi.

Un romanzo che affronta tematiche diverse. La speranza, un sentimento controverso in cui ci si divide tre chi vede in essa qualcosa capace di portarti lontano e chi ci scorge solo qualcosa che non ti condurrà mai da nessuna parte. Del modo in cui alcune persone riescono a metabolizzare i successi degli altri e di quelli che proprio non riescono a digerire i propri fallimenti continuando a trascinarli come un fardello nel proprio presente, zavorra ingombrante verso il futuro. Della fortuna che può fare la differenza tra la vita e la morte.

“Essere liberi, amico mio, è un motivo sufficiente per sorridere ogni giorno, il problema è che noi stessi ci rinchiudiamo in prigioni invisibili dalle quali poi non riusciamo più ad uscire.”

Federica Politi


Lo scrittore:
César Pérez Gellida (Valladolid, 1974), laurea in geografia e storia, master in direzione commerciale e marketing, ha lavorato nelle comunicazioni fino al 2011, quando ha deciso di dedicarsi unicamente alla scrittura. I suoi originali thriller hanno riscosso grande successo in Spagna – dove si è persino coniato il termine gellidismo per definire lo stile e il tono che gli sono propri – e gli hanno fruttato numerosi premi.