Michael Connelly – Le ore più buie

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Editore Edizioni Piemme
Anno 2022
Genere Thriller
397 pagine – rilegato e epub
Traduzione di Alfredo Colitto


Un titolo evocativo non solo per la sua eco, quasi didascalica, alle ore che precedono l’alba, ma per il significato più nascosto, meno evidente se ci soffermiamo sulle parole, quello legato alle ore più buie di questo secolo, quelle della pandemia, delle strade deserte, delle mascherine, della paura del contagio. In questo suo 36° libro, quarto della serie dedicata a Ballard e Bosch, l’autore si sofferma a descrivere la situazione pandemica dell’America: la perdita di fiducia nelle istituzioni, la paura del prossimo che si aggiunge a quella del diverso, il problema delle vaccinazioni, la crisi economica e del lavoro. La pandemia come rumore di fondo a una quotidianità che fa fatica a ritrovare la sua routine, che cela atroci delitti e che cerca di rialzarsi nonostante tutto.

Renée Ballard è in prima linea durante la notte di S. Silvestro. La città di Los Angeles si sta preparando a festeggiare un nuovo anno sperando di dimenticare velocemente quello passato. Questa è la notte più difficile per chi è di “ronda” perché i festeggiamenti molto spesso mascherano crimini scellerati e creano situazioni di disagio per le forze dell’ordine la cui reputazione è scesa al minimo storico negli ultimi anni. Inizia il countdown e con questo la “pioggia di piombo” investe la città. Ballard viene chiamata sulla scena di una sparatoria che sembra accidentale ma che si rivela essere una resa era dei conti. Da questo momento in poi sarà difficile per la Detective riuscire a recuperare ore di sonno perse per cercare e ottenere quella giustizia che è una sorta di mantra in ogni libro di Connelly.

Ballard ha raggiunto in questo libro una maturità nel senso stretto di evoluzione del personaggio. Per via della pandemia ha dovuto abbandonare la sua vita sulla spiaggia per la “scomoda” vita in un condominio. È una donna difficile, la controparte femminile di Bosch, non riesce a reprimere la sua frustrazione derivante dalla mancanza di professionalità dei colleghi, dall’ostruzionismo cieco e dalla pigrizia. A differenza di Bosch, ormai in pensione, Renée ha quell’indolente forza di volontà che la porta a cavalcare l’onda del sospetto, trovandosi a uscire dagli schemi rischiando il suo lavoro e la sua stessa vita.
Bosch ha dalla sua parte la maturità e la professionalità di un detective che ha dedicato la sua vita alle indagini, è più riflessivo e stratega, non pecca d’impulsività. È la nemesi do Ballard, un freno benevolo che le permette di rimanere sulla carreggiata pur viaggiando alla velocità della luce.

Le personalità dei due detective sono quasi indistinguibili (se non per la modalità di approccio al problema), entrambe focalizzate sull’indagine, sul seguire tracce, sul dedicare ogni sforzo residuo alla ricerca della giustizia, quella delle vittime e quella di una sistema che ormai è infettato da una malattia molto più pericolosa del COVID-19: la corruzione.
Le ore più buie è un coro polifonico di linee narrative che si intrecciano, fondono e risolvono come onde sonore. Ballard indaga contemporaneamente su un omicidio, una serie di aggressioni a sfondo sessuale che sembrano convergere verso un modus operandi comune e una serie di boicottaggi interni al dipartimento che minano la sua credibilità. Tutto questo viene raccontato in un flusso unico che mantiene separate le trame pur facendole sfiorare, toccare, a volte sovrapponendosi altre divergendo. Nulla risulta confuso, è difficile perdersi nei dettagli simili e questo è un lavoro certosino che solo un grande scrittore può fare.

Ballard è un personaggio che crea empatia, mantiene il nostro interesse, ci incolla alle pagine sperando che abbia successo, che raggiunga l’obiettivo, anche quando questo la porta fuori dal seminato. Ci lascia senza fiato quando prende decisioni discutibili, ci sfianca con la sua forza di volontà. Ci sentiamo stanchi e frustrati quando la pressione aumenta, ma nonostante questo procediamo all’unisono perché la ricerca della verità è più importante di ogni altra cosa.
Un libro che non è fine a se stesso, non si sofferma sul mero racconto dei fatti ma è anche uno specchio della realtà contemporanea, un occhio indagatore sui problemi che l’America sta affrontando, partendo proprio da quella istituzione che è alla base di tutto: la giustizia.

Matteo Bordoni


Lo scrittore:
Michael Connelly è una delle più grandi star della narrativa americana, raggiunge il primo posto in classifica con ogni suo nuovo romanzo. I lettori italiani lo hanno accolto con entusiasmo fin dal primo libro pubblicato, Debito di sangue da cui è stato tratto un film diretto e interpretato da Clint Eastwood. I lettori hanno poi imparato a conoscere il detective Harry Bosch, indimenticabile protagonista di molti suoi thriller, tra cui Il ragno, vincitore nel 2000 del Premio Bancarella. In anni più recenti, Connelly ha ideato un nuovo riuscitissimo protagonista, Mickey Haller, che svolge la sua attività dal sedile posteriore di una Lincoln, oltre che in tribunale, e che, nella riduzione cinematografica di The Lincoln Lawyer, ha il volto noto di Matthew McConaughey. Connelly è stato spesso in Italia, tra le presenze eccellenti di numerosi festival: il Festivaletteratura a Mantova, il Noir in Festival a Courmayeur, dove gli è stato conferito il Raymond Chandler Award, e il Festival Internazionale delle Letterature a Roma.
Nel 2016 è stata trasmessa in Italia la serie televisiva Bosch, di cui Connelly ha curato la sceneggiatura. Tra i suoi ultimi romanzi pubblicati in Italia da Piemme: La strategia di Bosch, Il passaggio, Il dio della colpa. Il passaggio segna il ventesimo “compleanno” di Harry Bosch.