Alessandro Reali – Dalle finestre del borgo. Agenzia Sambuco & Dell’Oro: indagini dal passato.

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Editore Frilli / Collana Supernoir
Anno 2022
Genere Giallo
256 pagine – brossura e epub
Edizione speciale con illustrazioni


Sono esattamente dieci anni che ho fatto “amicizia” con la coppia vincente Sambuco & Dell’Oro. Ricordo la loro prima indagine, intitolata “Fitte nebbie”.
Mi aveva colpito questo abbinamento di due personaggi così diversi, diametralmente opposti fra loro che però, per una strana alchimia, si compensavano perfettamente, come due metà della stessa mela.
Uno, Sambuco, serio, posato, quasi noioso nella sua normalità; provato dalla vita in modo doloroso, con la perdita dell’unico figlio, che ricorre in ogni sua storia, in ogni suo percorso. Questo dolore ha solo aggiunto all’uomo una sensibilità più accentuata, un’attenzione speciale ai sentimenti altrui, alle situazioni che affronta nel suo difficile lavoro.

L’altro, Selmo Dell’Oro, un vero gaudente. Apparentemente superficiale, quasi sessuomane; vive la sua vita con leggerezza, buttandosi in avventure erotiche di ogni tipo, pur avendo al fianco una (paziente) e bella donna, che lo ama, nonostante.
Selmo, però, serve! Perché grazie alla sua vita scapestrata ha accesso in locali non proprio raffinati; in ambienti poco raccomandabili, come sono certe sue conoscenze, che al momento giusto gli forniscono, però, le giuste informazioni.

Poi, ci sono altri personaggi ricorrenti, nelle loro storie: i più noti sono Felicino Gatti, giornalista scomodo dai raffinati gusti culinari; la loro barista preferita, la signorina Grandi Tette – lascio immaginare ai lettori il perché di questo appellativo. Non meno importante, il vice ispettore Michele Genziana che, in quanto amico d’infanzia, divide con Sambuco le informazioni: una sorta di mutuo soccorso nelle indagini.

Fatte queste doverose premesse, dirò che ho faticato leggermente a calarmi in questa storia ”diversa”. Per fortuna la fatica è stata di breve durata; infatti ho ripreso presto il timone delle vicende. Il libro è stato scritto nel 2020, durante la Pandemia di Covid 19, di nostra triste conoscenza, ed è una specie di “amarcord” di vecchi casi dal 1990 in poi.
Come eravamo.

Per questo motivo, il lettore deve fare qualche passo indietro e immaginare un giovane Sambuco alle prime armi, quando decide di intraprendere la carriera di investigatore privato, solo. Poi ha modo di collaborare con Selmo Dell’Oro e, dopo la prima iniziale reticenza – per carità, sacrosanta – capisce che loro due insieme possono arrivare a buoni risultati, e da qui parte la premiata ditta Sambuco & Dell’Oro.
Qui, in questi primi racconti, Sambuco è sempre posato, ma molto diverso dall’uomo triste e deluso di oggi; prima scapolo, poi sposato e padre di quell’adorato bambino, che perderà tragicamente cammin facendo.
Le storie sono piacevoli, ambientate in quella Pavia che Alessandro Reali ci ha fatto conoscere e apprezzare romanzo dopo romanzo, con le sue nebbie, i suoi freddi intensi invernali, le sue calde estati; con il Ticino, sempre coprotagonista, quasi fosse persona vivente.
Un fiume che non solo scorre, ma respira, e accompagna le vicende delle persone che man mano incontriamo nei percorsi. Sia che scopriamo il cadavere di una donna sulle sue rive melmose; sia che lo attraversiamo sul Ponte Coperto; sia che passeggiamo sulle sue rive.

I protagonisti dei racconti sono ben tratteggiati, non solo con caratteristiche fisiche precise – che permettono di immaginare il personaggio mentre si legge – ma soprattutto nelle loro debolezze. Nei loro oscuri segreti del passato. Nelle loro diatribe familiari, che spesso hanno tragiche conseguenze.

Le storie scorrono così, piacevolmente, e intanto incontriamo più volte la signorina Grandi Tette, l’amico Felicino, il vice ispettore Genziana, e ci pare di muoverci fra vecchie conoscenze. Poi, le “nuove”: maniaci, traditori, politici corrotti, mogli o mariti affranti, prostitute, insospettabili omicidi. Di tutto un po’; una variegata umanità, comune in fondo, come si potrebbe trovare ovunque.
Su tutto, qualche riflessione odierna qua e là, che narra con parole efficaci e dolorose il Covid19. Le paure della gente, i dubbi, i progressi, le tante – troppe – morti che ci siamo lasciati alle spalle in quel terribile periodo.
Una piacevole lettura, nostrana, perciò credibile; storie che intrigano nonostante la loro brevità e che aggiungono tasselli alla nostra amicizia con questi due bei personaggi, che amo molto.

Rosy Volta


Lo scrittore:
Alessandro Reali è nato a Pavia nel 1966, ha pubblicato per Fratelli Frilli Editori: Fitte nebbie, La morte scherza sul Ticino, Risaia Crudele, Sambuco e il segreto di Viale Loreto, Ritorno a Pavia, La Bestia di Sannazzaro, Ultima notte in Oltrepò e Il fantasma di San Michele.