Gaia Bermani Amaral – Manuzzelle

365

Editore Solferino / Collana Narratori
Anno 2021
Genere Thriller
368 pagine – brossura e epub


“Il monastero della Madonna della Catena non era cambiato. Trincerato nel proprio segreto, si stagliava sul costone di roccia bruna a dominare l’intera vallata.
Avanzavo senza distogliere gli occhi dai piedi che procedevano a passo sostenuto”.

Romanzo storico intenso, a cavallo fra fantasia e realtà, che tiene il lettore inchiodato fino all’ultima pagina.
Il contenuto è forte; l’argomento scabroso, ma non privo di fascino.
L’autrice narra di avere sentito parlare di “manuzzelle” da una donna del suo paese: manine di bimbi trovate sepolte da chissà quanto tempo e di cui non si capiva il senso.
Documentandosi ulteriormente, scoprì poi che nei pressi di conventi, in varie parti del mondo, erano state dissotterrate ossa di bambini piccoli. Da qui, l’idea di una storia che fosse ambientata in un convento di clausura, e che riprendesse quell’argomento pieno di mistero, anche se doloroso.

Sicilia. Ada ed Elda sono amiche per la pelle fin dalla tenera età. Da adolescenti, le unisce un tremendo segreto: una violenza subita, che ha sconvolto per sempre le loro vite.
Da ragazze le loro strade si dividono drasticamente: Ada si sposa – quasi per fuggire – e va a vivere al Nord; Elsa diventa sposa del Signore. Decide infatti di entrare in un convento di clausura, il Monastero della Madonna della Catena, cupo e minaccioso, inerpicato sulle Madonie. L’addio è tristissimo. Le due amiche decidono di scriversi, ma con la seconda guerra mondiale la loro corrispondenza si interrompe.
La vita scorre; Ada resta vedova, e in seguito viene a conoscenza della morte di Elda.
Ma nel 1945 riceve dalla madre un telegramma sconvolgente: forse Elda è viva, prigioniera nel convento, e potrebbe anche avere avuto un bambino. Ada, ormai libera, torna in Sicilia decisa a scoprire se la notizia sia vera.
Ritrova il suo paese, la sua gente. Dopo molte congetture, conclude di non avere che un modo per scoprire la verità: entrare lei stessa in convento! E così fa, come postulante.
L’esperienza è durissima: la Madre Badessa ,una donna ambigua; le future consorelle, immerse nel silenzio e nella preghiera quasi tutte le ore del giorno e della notte; il cibo scarso; il freddo intenso; le punizioni corporali, terribili.
Ma il fatto più drammatico da superare è questo: Elda non c’è! Che sia davvero morta?
Che sia stato tutto inutile?

Quando Ada, che sarà suor Grazia, sta per rinunciare – ma come uscire, ora, senza fare scoprire il proprio inganno? – accadono due fatti che danno inizio alla parte cruciale della storia. Da questo momento in poi, la vicenda assume toni così drammatici, da non lasciare respiro. La vita nel monastero, tremenda. Scoperte, dapprima piccole, poi sempre più importanti, che convincono la donna di essere sulla strada giusta. Ma, attenzione! Una strada molto pericolosa – Ada lo aveva sospettato già dopo una morte misteriosa, ma ora ne è certa. Di pari passo procede la sua vita da postulante, con le ferree regole del convento, e quella da…investigatrice.
Le scoperte che farà saranno angosciose. Una vera discesa all’Inferno, altro che preghiere e castità. Una spirale di violenza, di aberrazioni, di crudeltà, che colpiscono nel plesso solare il lettore.

Ciò nonostante, la vicenda è di grande fascino, e il risultato finale è un thriller di spessore scritto molto bene. Le descrizioni del paesaggio sono accurate e ci illustrano una parte di Sicilia misteriosa e arcaica, molto suggestiva.
“ La mia terra. La mia isola.
……lo vedevo in lontananza, il mio bagghiu sulla collina, immerso nel cielo giallo del tramonto. Irrorata dalla luce, anche l’erba assumeva i toni del sole.
…Se quel Dio al quale non credevo fosse esistito, la sua casa sarebbe stata qui”.

Poetiche descrizioni, alternate a crude situazioni, che assumono in alcuni punti toni irreali, ma nel contesto della storia si possono accettare. Sentimenti accuratamente descritti e messi a nudo: l’amicizia, in special modo, che pervade tutte le pagine del romanzo.
Una storia tutta al femminile; donne coraggiose, che provengono da povertà, da situazioni difficili, da abusi, ma che lottano sempre e non si lasciano abbattere in alcun modo. Che saranno, dopo tante prove, comunque vincitrici.
Il silenzio è un altro singolare protagonista. Silenzio come regola di penitenza, come occasione di preghiera. Come mezzo per avere salva la vita! Un particolare: l’uso del dialetto siciliano, molto frequente. I dialoghi si comprendono con facilità e conferiscono al romanzo un tono “speciale”. L’autrice, Gaia Bermani Amaral, attrice bella e brava; ora la scopro anche come scrittrice. Al suo romanzo d’esordio, ha sicuramente fatto centro, con un romanzo potente e pieno di suggestione.

Rosy Volta


La scrittrice:
Gaia Bermani Amaral, attrice nata a San Paolo del Brasile da madre italiana e padre brasiliano, è stata protagonista in diverse serie televisive e al cinema. Di recente, ne L’ultimo Paradiso (Original Netflix), con Riccardo Scamarcio, diretto da Rocco Ricciardulli. Da qualche anno fa parte della casa di produzione cinematografica Silver Productions. Ha pubblicato il libro di favole per bambini Le fate dell’arcobaleno e Il mistero delle Cinque Lune (2015). Manuzzelle è il suo romanzo d’esordio.