Philippe Georget – Un ritornello non fa primavera

322

Editore E/O / Collana Dal Mondo
Anno 2022
Genere Thriller, Suspense, Noir
288 pagine – brossura e epub
Traduzione di Silvia Manfredo


Un romanzo che evoca i profumi floreali e speziati del sud della Francia frammisti agli odori più decisi dell’indipendenza della vicina catalogna. Un racconto che contrappone culture e unisce usanze, che schiera, come nei cortei dedicati al santo patronale, fazioni contrapposte fuse nell’intento di venerare la sacra reliquia, ma profondamente rivali.
Perpignan, venerdì Santo. Come da tradizione plurisecolare, inizia l’annuale processione del Sanch. Settecento penitenti sfilano, nascosti sotto i loro tradizionali “caparutxes”, lunghe tuniche fatte in casa e passamontagna. All’improvviso, alcuni petardi rompono il silenzio e il panico invade il corteo. Quando torna la calma, un sanguinario penitente rimane steso a terra, accoltellato.

Contemporaneamente in una gioielleria poco distante ha luogo una violenta rapina… L’indagine conduce molto rapidamente il tenente Sebag dai vicoli congestionati del quartiere gitano di Saint-Jacques agli accoglienti appartamenti dell’alta società catalana. Ma c’è un legame tra questi casi…
Un piccolo paese di provincia, che si anima tra il sacro e il profano delle festività legate al venerdì santo, viene descritto nell’intimità della società che ne è il tessuto fondamentale. Uno dei tanti luoghi appartenenti geograficamente a un paese ma con una cultura fortemente permeata da quella dell’area geografica confinante. Si respira “Occitania” e si espira “Catalogna”. Questa ambivalenza ha la funzione d’incorniciare un intrigo poliziesco ben strutturato dove ogni elemento o personaggio si muove in punta di piedi per non varcare il sottile confine del sospetto: un’intera comunità di persone definibili “marginali”, colpevoli ideali o falsi innocenti che hanno un unico elemento in comune: il silenzio, l’omertà.

Georget si prende i suoi tempi che abilmente utilizza per dare spazio a descrizioni di contesti e ambientazioni, apportando indizi fondamentali a ogni pagina, soffermandosi minuziosamente sulle metodologie di indagine. Dona consistenza ai singoli personaggi, caratterizzandolo come solo la penna do un grande scrittore sa fare, mette sulla scena ogni attore con la sua personalità ben delineata, senza trascurare neanche le comparse, quei personaggi secondari che sembrano nature morte di una scenografia ben dipinta, ma virano, grazie all’interazione sulla scena, i colori delle sorti degli altri protagonisti. Tra i protagonisti secondari spicca una senzatetto “che ha una certa cultura” chiamato “Il Libraio” che vive tra la stazione e le rive del fiume.
Un romanzo a volte lento, ma sottile, sagace, raffinato nella trama e nella scrittura che assorbe totalmente il lettore trasportandolo tra indizi e vicoli ciechi fino alla soluzione del caso, mai scontata o facilmente deducibile.

«Quella storia ha fatto nascere una quantità di voci male- vole. All’epoca i benpensanti non facevano grandi distinzioni tra pedofilia e omosessualità. Trenet amava circondarsi di uomini giovani. Forse ricreava così l’ambiente che aveva conosciuto con Albert Bausil. Nella sua casa di Aix-en-Provence dava spesso delle feste. Il che dava adito a pettegolezzi…».

Matteo Bordoni


Lo scrittore:
Philippe Georget è nato a Épinay-sur-Seine nel 1963. Dopo una laurea in Storia, si è dedicato al giornalismo, prima in radio e poi in televisione per France 3. Appassionato viaggiatore, nel 2001 ha fatto il giro del Mediterraneo in camper con la moglie e i tre figli, attraversando in dieci mesi Italia, Grecia, Giordania, Libia e altri paesi. Con D’estate i gatti si annoiano, suo romanzo d’esordio, pubblicato nel 2012 dalle nostre edizioni, ha vinto nel 2011 il Prix SNCF du Polar e il Prix du Premier Roman Policier de la ville de Lens. Di Philippe Georget le Edizioni E/O hanno pubblicato anche In autunno cova la vendetta, Il paradosso dell’aquilone, La stagione dei tradimenti e Un ritornello non fa primavera.