Gian Andrea Cerone – Le notti senza sonno

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Editore Guanda / Collana Guanda Noir
Anno 2022
Genere Noir
576 pagine – brossura e epub


“Il male lascia sempre un’eredità di dolore”.
Sono parole del Commissario Mario Mandelli della Questura di Milano, rivolte al collega Ispettore Antonio Casalegno, e riassumono in una riga le numerose tematiche di questo intrigante romanzo. Gian Andrea Cerone: una voce nuova del thriller di casa nostra, fresca, piacevole. Uno stile impeccabile, a volte arguto, a volte doloroso. Una vera scoperta!

Milano.
“Ogni grande città ha una doppia anima. Quella scintillante, produttiva e placida del giorno e quella oscura, parassitaria e spietata della notte”.

Due protagonisti molto diversi tra loro, in questa storia nera.
Mandelli, commissario di mezza età, tranquillo, innamorato della moglie; Casalegno, affascinante dongiovanni barbuto, più giovane e impulsivo. Intorno a loro, belle figure marginali – ma neppure troppo – fra cui spicca la robusta collega ex lanciatrice di giavellotto, abilità che servirà allo scopo, in un certo momento, o Zilli, il geniale hacker con l’ufficio stile Nasa.
È l’inizio – di nostra triste conoscenza – della pandemia. Si narra, in questura, di un virus che ha contagiato un uomo a Codogno, e i medici si affannano a capire mentre ancora il resto del mondo intorno a loro “viaggia” su binari di normalità senza immaginare, ahimè, il futuro.

Due casi, entrambi terribili, seppure lontani tra loro come tematica, devono essere affrontati dai nostri eroi. Un serial killer uccide delle donne e lascia in giro macabri reperti, dopo averle mutilate. Gli inquirenti sono certi che siano messaggi – l’assassino vuole comunicare qualcosa di preciso – ma per il momento non hanno alcun appiglio che li aiuti a capire. La situazione ricorda però in alcuni punti un vecchio caso e un triste personaggio. Anni prima, un certo Cecchini era stato arrestato per ripetute violenze ad alcune donne, stupri, amputazioni… L’ultima sua vittima era riuscita a sfuggirgli, pur restando menomata: proprio da qui i due colleghi decidono di muovere i primi passi della difficile indagine. Cercandola e interrogandola, pur sapendo quanto sia difficile ritornare su un passato da dimenticare.

Mentre ancora non hanno superato lo sgomento, un altro omicidio scuote la città. La vittima è un famoso e ricco gioielliere, in seguito a una rapina – così pare – finita tragicamente. Panizza, questo il suo nome, appartenente alla miglior borghesia milanese, ha una solida fortuna accumulata nel tempo, fin dalle precedenti generazioni. Da quando ha perso la moglie si è liberato di quasi tutte le sue attività, tranne una gioielleria e qualche cospicuo commercio di preziosi per conto di altri.
Il colpo, effettuato da due persone, è così perfetto nella sua organizzazione , nella tempistica, nei dettagli, da lasciare sorpresi gli inquirenti. Anche qui, bisogna iniziare da qualche parte, e l’unico sistema pare cominciare dalle persone vicine: interrogare la colf, l’unica figlia dell’uomo, il socio , persona ambigua e poco simpatica, a prima vista.

I casi, considerati nel breve giro di otto giorni, “rubano” letteralmente energie, serenità, sonno, ai due principali inquirenti e alla loro squadra. Giorni intensi di tensione alle stelle, di colpi di scena, di adrenalina. Mentre si susseguono le indagini, soprattutto quelle inerenti al serial killer, col terrore che colpisca nuovamente, scorrono davanti ai nostri occhi le loro vicende private: amori, lievi dissapori familiari, rimorsi, momenti di tenerezza. Sono questi, tutti, che danno umanità ai personaggi, che arricchiscono la storia di molte sfumature. La fine delle indagini arriverà grazie all’intuizione dei due poliziotti, alla loro capacità di lavorare e pensare in sincronia, all’avere creato una “squadra “ che funziona. E, finale nel finale, la pandemia avanza, subdola e inesorabile. Rimane, infine, un senso di amaro in bocca.

Il MALE, quello che cui parlava all’inizio il commissario Mandelli, qui è rappresentato in ogni sfaccettatura. Nella crudeltà di qualcuno che, per traumi pregressi, sfoga la sua violenza malata su donne inermi. Nella delinquenza spietata di chi pratica il traffico di organi. Nella più sottile e nascosta avidità, anche vicina a chiunque di noi, che può portare a gesti estremi di violenza. Romanzo, lo ribadisco, che ha portato nelle mie letture “gialle” e non solo una ventata di freschezza e di novità; che ho apprezzato al punto da leggere avidamente fino all’ultima riga. Gian Andrea Cerone: non perdiamolo di vista, ci riserverà belle sorprese!


Lo scrittore:
Gian Andrea Cerone, savonese classe 1964, milanese d’adozione, ha una lunga esperienza nell’ambito della comunicazione, dell’editoria tradizionale, televisiva e digitale. Tra i numerosi incarichi svolti, è stato responsabile delle relazioni istituzionali presso il ministero dello Sviluppo Economico e presso EXPO 2015. Nel 2018 ha fondato la piattaforma editoriale di podcast Storielibere. Le notti senza sonno è il suo esordio nella narrativa, il primo romanzo della serie che vede in azione la squadra investigativa dell’Unità di Analisi del Crimine Violento di Milano.