Roxanne Bouchard – Eravamo il sale del mare

468

Editore Edizioni E/O / Collana Letteratura del Canada
Anno 2022
Genere giallo
288 pagine – brossura e epub
Traduzione di Alberto Bracci Testasecca


Catherine Garant ha trentatré anni e nonostante un lavoro stabile decide di partire per la Gaspésie, non tanto per turismo quanto per ritrovare la madre biologica di cui non ha mai avuto notizie. Quando arriva a Caplan, Catherine però dovrà fare i conti con un paese che le richiede pazienza e lentezza perché, come le insegneranno, il mare ha ritmi che lei ancora non conosce.

«Catherine, perché ho l’impressione che lei non stia bene?»
«Sto bene, doc…è solo che…è come se avessi perso le istruzioni per l’uso della gioia e dell’entusiasmo. Mi sembra di essere vuota. Translucida. Non le capita mai di avere l’impressione che la terra giri senza di lei? Di sentirsi escluso dal mondo e guardare la festa attraverso un vetro insonorizzato?»

Il destino è però beffardo: in concomitanza con il suo arrivo, il corpo di Marie Garant viene ritrovato dai pescatori e portato a riva. Come è morta la donna? Un incidente in mare? A tutti appare strano perché Marie era una velista esperta che per tutta la sua vita ha navigato i mari da Nord a Sud.

Dì a Cyrille che è fatta, anch’io ho bevuto il mare.

A indagare sul caso, arriva il sergente Moralès, messicano di nascita, che come Catherine dovrà fare i conti non solo con la morte della donna: in un paese che potrebbe apparire inospitale ai forestieri, il sergente dovrà sistemare nella sua nuova casa gli scatoloni di un trasloco e un cuore che la moglie apparentemente non ama più.

Siete mai stati nella Gaspésie? Se come me non avevate mai sentito questo nome, fate una breve ricerca su internet e lasciatevi meravigliare dalle immagini che scorreranno sotto i vostri occhi. Penisola canadese delimitata dal fiume San Lorenzo, è terra di paesaggi incontaminati, fari e campanili. In Eravamo il sale del mare siamo più precisamente a Caplan, paese di duemila abitanti per la maggior parte pescatori che però vedono di anno in anno affondare i propri affari. Con i suoi personaggi bizzarri, la Bouchard riesce a trasportare il lettore nell’ambientazione che ha scelto – e che ama – per il suo romanzo.

L’opera appare come una profonda lode del mare e di quello che rappresenta nel cuore della protagonista e dei personaggi che attorno a lei gravitano: una vita, quella nella Gaspésie, che ha ritmi ben diversi da quelli a cui Catherine Garant è abituata in città. A Caplan si contano le onde, si vedono le barche arrivare con la marea troppo bassa e i pescatori fermarsi nei locali vicino al molo, e ci si confronta con se stessi e con il proprio passato. In un romanzo come questo, classificato come giallo, si trova in realtà molto di più – non a caso leggendolo ho potuto ripensare con gioia ai romanzi di Valérie Perrin (Cambiare l’acqua ai fiori e Tre sempre di Edizioni E/O e tradotti da Bracci Testasecca), e tra alcune scene di comicità date dai personaggi ben costruiti e altre scene decisamente più drammatiche, il lettore potrà sentirsi trasportato in una terra lontana. L’autrice inoltre usa la storia di Catherine per raccontarci la storia della madre, figura femminile forte e emblematica. E se anche la vita delle due donne sembra scorrere su binari differenti, in parallelo, la Bouchard riuscirà a intersecare il passato col futuro.

“Eravamo il sale del mare” è un giallo che oserei definire quasi poetico, in cui l’odore del mare e la sua salinità si sentono nell’aria e sulla pelle pagina dopo pagina. Sarà Catherine a ricostruire il passato di una madre che non ha fatto in tempo a conoscere, arrivando a costruire post mortem un legame indissolubile con lei. Se amate la letteratura straniera, questo romanzo non potrà mancare nella vostra collezione.

Adriana Pasetto


La scrittrice:
Roxanne Bouchard una decina di anni fa ha deciso di andare per mare. Ha imparato la vela, dapprima sul fiume San Lorenzo, poi in Gaspésie. Lì alcuni pescatori che andavano a tirare su le gabbie da astici l’hanno invitata a bordo, dove ha constatato che il sorgere del sole su Bonaventure non mente mai. “Eravamo il sale del mare” è il suo quinto romanzo.