Marco Marinoni – La memoria del male

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Editore Ugo Mursia / Collana Giungla gialla
Anno 2022
Genere Giallo
450 pagine – brossura e epub


“Il passato di ciascuno di noi è un luogo buio, abitato da ombre e fantasmi.
A volte riusciamo a tenerli rinchiusi laggiù.
Altre volte sono loro che ci vengono a cercare”.

Che grande scoperta questo autore, mio corregionale.
Ho iniziato il romanzo con curiosità: mi piace sempre leggere storie che si svolgano in Liguria, in luoghi a me noti. Mi pare di viverli.
Appena iniziato il romanzo, mi sono resa conto di trovarmi di fronte a un gran bel giallo, di quelli da centellinare come un buon vino, per le molte sfaccettature che man mano emergono nella lettura.
Siamo nel finalese; un paesino dell’entroterra ligure, di quelli apparentemente tranquilli, dove non accade mai nulla di diverso, di eclatante. Eppure qui qualcosa è avvenuto, esattamente nel 1937; un fatto reale: l’omicidio di una pastorella uccisa a colpi di pietra nei boschi.
Questo remoto episodio è stato l’elemento ispiratore della storia narrata in “La memoria del male”, da Marco Marinoni, ma arricchito da storie nuove e antiche intrecciate fra loro e vissuto da personaggi difficili da dimenticare.

L’inizio è già intrigante: un cacciatore ferito gravemente in un dirupo. La moglie allertata dal fedele cane Alì lo trova; invece di cercare i soccorsi lo abbandona, poi uccide il cane a pietrate e lo seppellisce.
Sembra una storia incominciata e risolta.
Ma questo ingannevole inizio mette in moto una catena di eventi dolorosi che hanno radici profonde in un passato prossimo e remoto. Fatti che emergeranno a poco a poco, nel dipanarsi della vicenda, e che ci permetteranno di conoscere a fondo i protagonisti, i loro lati luminosi e quelli oscuri. E qui nessuno è immune.
Quando il cadavere viene scoperto si pensa inizialmente a un incidente: capita che un cacciatore cada in un luogo impervio, dove non c’è campo per chiedere aiuto, e sia trovato troppo tardi. Ma il cane scomparso?
Qui le persone a indagare sono due: Carraro, ex poliziotto curioso e amico dello scomparso.
Bonora, poliziotto in carica, giovane e capace, ma con una singolare particolarità che lo rende diverso da tutti quelli incontrati finora. L’uomo infatti soffre di un raro disturbo detto “sinestesia”: quando ode un suono, la sua corteccia visiva lo associa a un colore. Per cui in tutte le situazioni noi, con lui, “vediamo” tutte le sfumature di colore , per esempio il canto degli uccellini è giallo, mentre il garrito dei gabbiani è rosso….I rami che si muovono nel vento sono grigio perla, e così via. Un’intuizione molto affascinante, questa, dell’autore.
Questa dote speciale gli sarà molto di aiuto, perché Bonora vede il colore della menzogna (viola tendente al vinaccia?) e quello della sincerità. E nel suo lavoro è una bella risorsa.

Anche le donne di questa vicenda hanno un ruolo fondamentale.
Francesca Venturino, la vedova, affascinante insegnante, provata da poco da una mancata maternità. Donna tormentata da rancori, da rimpianti, da antichi sensi di colpa.
Alessandra, la moglie di Carraro, donna positiva ed equilibrata, con una spina nel cuore: la figlia Serena che non vede da anni per un disaccordo col padre.
Carraro è un personaggio magistralmente tratteggiato, con le sue fragilità e la sua determinazione ad andare avanti, nonostante. Una malattia subdola e sempre più incombente gli toglie le forze e minaccia di non farlo procedere nella sua indagine: ma lui deve farcela, deve capire, e poi (forse) si arrenderà al suo destino, qualunque esso sia.
Bonora, altra figura speciale, immerso nel suo mondo di suoni/colori, che il lettore segue affascinato.
Queste due figure di poliziotti, così diverse fra loro, ci porteranno con le loro ricerche in una girandola di storie vecchie e nuove, alla fine tutte concatenate fra loro, veramente intriganti! E scopriremo così dei lati oscuri e inquietanti che mai avremmo immaginato. Il bianco e il nero non sono mai netti e definiti…

I luoghi: l’entroterra ligure; gli abitanti un po’ ruvidi e chiusi; il paesaggio; tutto è narrato dall’autore con profonda conoscenza e amore che si percepiscono in ogni pagina.
L’uso di parecchie frasi in dialetto può risultare di primo acchito un po’ ostico, ma ciascuna di esse è seguita da una sorta di “traduzione” in italiano, rendendo così tutto chiaro.
Veramente una bella storia: complessa, credibile, dove passato e presente sono perfettamente intrecciati e danno luogo a un romanzo corposo e affascinante.
“I vecchi peccati hanno ombre lunghe”( Agata Christie): citazione dell’autore nella prefazione. Mai frase fu più appropriata!

Rosy Volta


Lo scrittore:
Marco Marinoni (Monza, 1974) vive a Finale Ligure e insegna Musica Elettronica al Conservatorio di Latina. Ha vinto il primo premio alla VII edizione di Gialloluna Neronotte 2019, nelle sezioni Racconto Inedito e Romanzo Inedito. I suoi racconti sono pubblicati sui Classici del Giallo Mondadori. È autore di cinque romanzi, tra cui Follia a due (2021), pubblicato da Mursia nella collana Giungla Gialla.