Mick Herron – Un covo di bastardi

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Editore Feltrinelli / Collana I Narratori
Anno 2018
Genere Noir, Mistery
336 pagine – rilegato e epub
Traduzione di Alfredo Colitto


I “Brocchi”, “cavalli lenti” (“Slow Horses” – da cui il titolo originale) che pur essendo purosangue non riescono a vincere una corsa, sono agenti segreti di seconda classe, quelli che non vengono annoverati nei vanti dell’Intelligence per via di condotte poco affini al loro ruolo e per questo allontanati da Regent’s Park e relegati a casi minori nell’attesa che il destino o l’orgoglio personale li faccia cadere lontano dalle floride fronde dell’MI5. Sono reietti passati attraverso il tritacarne di un sistema che deve avere la facciata immacolata; alcolizzati, drogati, disadattati che fanno ancora comodo, ma che devono rimanere lontano dalla candida facciata dell’opinione pubblica.

Gli uomini di Jackson Lamb, i brocchi, sono relegati a svolgere inani compiti, interminabili controlli di scartoffie impolverate – con la speranza che questo li faccia cedere e abbandonare il lavoro, ma nessuno di loro ha smesso di sognare di tornare al servizio attivo. Quando un ragazzo musulmano viene rapito, con la minaccia di decapitarlo in diretta sul web e su tutti i telegiornali, i brocchi fiutano l’occasione per riscattarsi. Il rapimento fa parte di un piano molto più articolato e sventarlo non sarà facile, tantomeno privo di rischi e purtroppo di vittime. Tuttavia Jackson Lamb sa fin troppo bene che c’è sempre un costo da pagare… e lui è disposto a pagarlo, qualunque esso sia.
Se da un lato James Bond è la copertina patinata di una serie di avventure di spionaggio, piena di esplosioni glamour e di bellissime donne, dall’altro lato Jackson Lamb è esattamente l’opposto dell’idea di agente segreto britannico che tutti ci siamo fatti nel tempo. È un’uomo violento, stravagante e anche rozzo, uno che non ha niente da perdere perché ha già perso tutto e non ha bisogno di abiti eleganti e scarpe tecnologiche per fare il suo lavoro. Gli altri elementi della squadra non sono da meno, ma tutti hanno quel bisogno di riscatto, quella voglia di rimettersi in gioco per tornare negli albi ufficiali di Regent’s Park, di ritornare sotto i riflettori che un tempo hanno illuminato spie passate alla storia per le loro gesta.
Il piacere di leggere questo libro è direttamente correlato all’intricata e complessa trama che Herron dipana capitolo dopo capitolo, impreziosendola di colpi di scena, infiniti attimi di suspense e ilari scene che alleggeriscono l’animo prima di scagliarlo contro la brutalità della scena successiva. Lo humor di Herron, tipicamente inglese e piacevolmente dark guida il lettore in una spirale di eventi che lo tengono incollato alle pagine. I dialoghi sono acerbi, diretti, estremamente contratti. I personaggi sono lontani dal suscitare empatia nel lettore: non sono simpatici, si parlano a malapena, sono antisociali e molto spesso offensivi.

Il clima politico descritto sembra essersi congelato (se confrontato con quello odierno), cristallizzato nelle minacce degli estremisti, problemi di sicurezza nazionale, l’ascesa di gruppi violenti e antisemiti, le tensioni razziali e l’assenza di una politica seria.
Il 1° Aprile 2022 è uscita su una delle piattaforme di intrattenimento, la serie liberamente ispirata al romanzo (e con lo stesso titolo originale), interpretata da Gary Oldman e composta da sei episodi.

Matteo Bordoni


Lo scrittore:
Mick Herron è nato a Newcastle upon Tyne e ha studiato a Oxford, dove vive. Definito “una delle venti migliori spy story di tutti i tempi” dal “Daily Telegraph”, insieme a bestseller come La spia che venne dal freddo di John le Carré o Un nome senza volto (The Bourne identity) di Robert Ludlum, Un covo di bastardi (Feltrinelli, 2018) è il primo romanzo di una serie da oltre 250.000 copie vendute in Inghilterra, vincitrice del più ambito premio internazionale in ambito giallo – il CWA Dagger Award – e in corso di pubblicazione in nove paesi. See-Saw Films, la casa di produzione di film come Il discorso del re e Macbeth, ne ha acquisito i diritti per la televisione.