Cinzia Bomoll – Non dire gatto

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Editore Ponte alle Grazie
Anno 2023
Genere Giallo
320 pagine – brossura e ebook


Dopo “La ragazza che non c’era”, Ponte alle grazie pubblica Non dire gatto, la seconda indagine dell’ispettrice ferrarese Nives Bonora, nata dalla penna di Cinzia Bomoll.
Il giallo ci catapulta, senza mezzi termini, in uno scenario dal forte impatto narrativo ed emotivo: proprio in apertura troviamo Nives Bonora – confusa, piena di interrogativi eppure in qualche modo lucida – alle prese con una scena del crimine molto speciale. Era appena arrivata a casa del suo collega Pizzi per un incontro privato, quando qualcuno ha sparato all’uomo tentando di ucciderlo. Sembra che il suo tempestivo intervento abbia dato al collega qualche speranza di sopravvivere, nonostante versi in pessime condizioni, ma ora Nives deve scoprire chi gli ha sparato e perché. E deve farlo da sola: il commissario Brandi, geloso e testardo, pensa che lei sia troppo coinvolta e la tiene fuori dal caso, ma non è da Nives farsi fermare da un rifiuto… deve indagare, capire, scoprire… comincerà dalla sorella di Pizzi, l’adolescente disabile che gli ha fatto una strana telefonata durante l’attentato. Cosa sa quella ragazzina puntigliosa e sprezzante? Nella nebbia delle lande desolate della bassa ferrarese, fragilità segrete e trame oscure si celano dietro una facciata di tranquillo, bucolico, abulico nulla.

Non è facile descrivere le sensazioni suscitate in me da questo giallo. Da un lato c’è l’indagine, interessante, ben articolata, che approfondisce un tema – quello dell’adesione a sette od organizzazioni che sfruttano le fragilità di chi ha gravi problemi personali – non esattamente originale, ma qui molto ben sviluppato; dall’altro c’è Nives Bonora. Quest’ispettrice tenace, spregiudicata, insofferente all’autorità, con una tendenza a mentire, a infischiarsene delle regole, avrebbe avuto tutte le carte in regola per piacermi, eppure non mi è simpatica. A dire il vero credo che Nives Bonora non sia simpatica a nessuno, men che meno a se stessa, e credo anche che gliene importi poco; tuttavia ho come l’impressione che l’autrice, nel tentativo di farla uscire dai canoni del personaggio femminile stereotipato, l’abbia resa un tantino troppo eccessiva: è eccessiva nei modi, negli escamotages, nell’esternare il suo disappunto, fino a risultare quando non poco credibile, almeno poco simpatica.

Ciò premesso, il gradimento o l’antipatia verso un personaggio è una mera questione di gusto personale, perciò queste mie considerazioni vanno fatte rientrare in quest’alveo. Tornando al piano generale va detto che, sebbene sia l’inizio che la fine del libro siano alquanto bruschi (così come si entra subito nel vivo della storia, nel finale tutto si interrompe altrettanto bruscamente in attesa del seguito), l’autrice è abile nel disseminare dettagli e riferimenti al romanzo precedente della serie che, se da un lato sono utili a comprendere meglio le dinamiche orizzontali tra i personaggi, dall’altro suscitano la curiosità di chi si ritrovi a leggere questo volume senza aver letto il precedente e magari voglia recuperarlo.

Da non trascurare, infine, la contestualizzazione: altro punto a favore di questo giallo è la sua italianità. La Bomoll descrive, infatti, con cura e precisione, una provincia unica come lo sono tutte le province italiane, ma al contempo uguale a tanti altri luoghi del nostro Paese, con le loro dinamiche, i microcosmi in continua evoluzione, le certezze granitiche e le abitudini immodificabili.
In definitiva, “Non dire gatto” è un buon giallo, con uno stile di scrittura deciso, una buona storia, una bella caratterizzazione di ambientazioni e personaggi e si inserisce in una serie gialla con discreti spunti di interesse.

Rossella Lazzari


La scrittrice:
Cinzia Bomoll vive oggi nella città natale. Ha pubblicato i romanzi Lei che nelle foto non sorrideva (Fazi,2006), 69 (Fazi, 2011), Cuori a spigoli (Ianieri, 2019), La ragazza che non c’era (Ponte alle Grazie, 2022), Non dire gatto (Ponte alle Grazie, 2023). È anche sceneggiatrice (vincitrice del Premio Solinas 2021) e regista per il cinema e la tv. Ha realizzato tre lungometraggi: Il segreto di Rahil (2007), Let’s dance (2011) e La California (2022, premiato come miglior film straniero al Beverly Hills Film Festival).