Claudio Secci – La stanza dell’acqua grigioverde

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Editore Delos Digital
Anno 2023
Genere Thriller
220 pagine – brossura e ebook


È uscito da qualche mese, per Delos Digital, l’ultimo thriller del torinese Claudio Secci, dal tanto intrigante quanto strano titolo “La stanza dell’acqua grigioverde”.
L’ho definito “strano”, sì, e l’ho fatto volutamente, perché proprio questa è stata la prima, istintiva sensazione che questo titolo ha suscitato in me: ci ho visto la promessa di qualcosa di inconsueto e sfuggente, che andasse oltre la realtà, oltre la normalità, oltre il quotidiano… oltre l’apparenza. E ci ho visto giusto.

Secci ambienta la vicenda nella sua Torino, notoriamente definita la città più esoterica d’Italia, nonché luogo che l’autore indubbiamente conosce bene, particolare che rende credibile, fluida e naturalmente ricca la descrizione dell’ambientazione, contribuendo a dare solidità alla struttura del romanzo. La vicenda ruota attorno all’omicidio – vero o presunto – di una giovane giocatrice di Padel, Margherita Boasso, avvenuto – sempre presumibilmente – nel circolo “I canottieri”, all’ora di chiusura di un giorno come tanti. Ma, direte voi, come può un omicidio essere presunto? Ci sarà un corpo da esaminare, no? No… o meglio, il custode del circolo – Lorenzo Santi, uomo purtroppo non affidabilissimo per via del suo reiterato abuso di alcol e psicofarmaci – giura di aver visto il corpo insanguinato della Boasso nei bagni, ma nei pochi minuti che ha impiegato per chiedere aiuto, il corpo è inspiegabilmente scomparso.

A corroborare la sua testimonianza c’è solo un’unica, lievissima traccia di sangue sotto la sua scarpa… traccia che, però, potrebbe svelare un’altra verità. Ad indagare su questo caso non ci sono super detectives dai mezzi e dall’acume infiniti, ma persone normali con i loro limiti, le fragilità ed anche l’ingegno e le intuizioni.
La particolarità più spiccata che ho rilevato in questo thriller è nello stile di Secci: tutto viene raccontato con apparente naturalezza, le frasi sono fluide, scivolano lisce sulla pagina, quasi che una scrittura non barocca, spogliata da orpelli e il più possibile vicina all’essenza dei personaggi (che come detto sono persone normali), rendesse anche più facile interiorizzare gli eventi narrati.

I colpi di scena e le svolte sono introdotti con la stessa apparente – ma in realtà studiata – semplicità e perciò risultano più che mai d’impatto nel lettore. Ho intravisto in questo modo di scrivere e di narrare una precisa scelta stilistica e narrativa di Secci che ho trovato assolutamente riuscita.
In definitiva, “La stanza dell’acqua grigioverde” è un thriller interessante, affatto banale e assolutamente ben scritto e articolato che ci porta nella Torino dei giorni nostri che, al di là degli esoterismi veri o immaginati, rappresenta bene problemi sociali che attanagliano il nostro tempo e che, ahinoi, troviamo in tanti altri luoghi del globo.

Rossella Lazzari


Lo scrittore:
Claudio Secci è nato e cresciuto a Torino. Informatico di professione presso una multinazionale del trasporto, è sposato e adora viaggiare con sua moglie Francesca alla scoperta di luoghi suggestivi. Ogni destinazione è fonte di ispirazione per l’inizio di una nuova storia. Scrive dal 2008 e spazia dal thriller al giallo, dal romance alla saggistica. Predilige le sfide e mettersi in gioco. Nel 2018 fonda un Collettivo per autori emergenti ed esordienti (CSU) che oggi conta quasi trecento fruitori. Procura spazi espositivi per fiere e promuove le opere gratuitamente come forma di volontariato. Ha presentato i suoi scritti attraverso 170 incontri in tutta Italia ed è stato recensito da magazine nazionali e testate giornalistiche. Ha pubblicato venti romanzi e partecipato ad antologie e progetti comunitari per libri di beneficienza. È direttore della rivista letteraria “Spazio Lettura – oltre l’autore”.

Nel 2022 frequenta un master di Storytelling con la Scuola Holden della durata di quattro mesi.