Silvio Governi – La lista di Greta

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Editore Les Flâneurs Edizioni / Collana Elite
Anno 2024
Genere Giallo
366 pagine – brossura


Noi lettori spesso pensiamo che, dato che i libri ci fanno vivere molte vite e ci fanno guardare con gli occhi dell’immaginazione, siamo senza pregiudizi.
E invece ne abbiamo tanti.
Alle volte ne siamo consapevoli.
E alle volte i pregiudizi ci possono tornare utili.
Il romanzo La lista di Greta, di Silvio Governi, pubblicato da Les Flâneurs, l’ho letto senza aspettative.
Perché era, è, il romanzo di un autore emergente, perché conosco poco l’editore che lo ha pubblicato, perché non ho letto commenti in merito.
Ma sono estremamente contenta di averlo letto senza aspettative.
Se si potesse, sarebbe bello fare qualsiasi cosa, nella vita, senza aspettative.
Dicevo sono contenta di averlo letto senza aspettative perché è davvero un bel romanzo. Di cui ho potuto cogliere le tante sfumature e stratificazioni.

Greta ha sedici anni, quasi diciassette. Gioca a pallavolo, è brava a scuola, non fuma e non beve, ha un ragazzo con cui esce senza troppa convinzione, e soprattutto ha due amiche dalle quali è inseparabile, Viola e Giulia. Con Viola sono amiche fin da piccole, mentre Giulia, che ha un paio d’anni di più, si è inserita nel gruppo solo al liceo, dove si sono trovate tutte e tre nella stessa classe.
Greta è una ragazza normale, di famiglia normale, in una Roma normale.

Un mattino Greta scompare. Non è nel suo letto, non è con le amiche, non è da nessuna parte. Il suo telefono “non è al momento raggiungibile” ma quel momento non finisce mai. Nessuno l’ha vista, nessuno ne sa nulla. L’unica traccia è nella telecamera del parcheggio di casa, immortalata mentre, intorno a mezzanotte, sale su una macchina di cui non si vede la targa.
Le ricerche partono subito, anche perché il padre Antonio è ispettore di polizia. Altrettanto subito si arenano.
Passano le 48 ore entro le quali è ancora probabile trovare la ragazza viva. E poi cominciano a passare i giorni, uno dietro l’altro, giorni di dolore insopportabile, di ragionamenti per cercare di immaginare cosa sia successo, giorni di osservazione di dettagli e particolari che potrebbero aprire uno spiraglio, far capire che cosa è successo. Con il senso di avvicinarsi alla soluzione, ma non abbastanza. Con anche la consapevolezza che come quasi sempre la verità sta molto vicina a noi, ma non per questo più facile da vedere.
Ci sono le feste dove circolano alcool e droghe. C’è un lavoro che Greta aveva cominciato e che ha piantato lì senza dirlo a nessuno. C’è forse un molestatore, il padre del bambino a cui Greta per un po’ ha fatto da baby sitter. C’è un fidanzato troppo geloso che è stato lasciato. E c’è la lista che Greta e le sue amiche hanno stilato, ciascuna scrivendo i 10 desideri a cui non rinuncerebbe per nulla al mondo.
Vengono fatti appelli sui social e in Tv, intanto che i genitori si consumano in un’angoscia che non trova ristoro, mai.

Alla fine, sarà una confessione a svelare il mistero.
Una confessione che chiarisce la meccanica, i passaggi.
E che in un certo senso chiarisce anche la motivazione.
Siamo di fronte alla banalità del male, al qualunquismo della cattiveria. Si dice cattiveria gratuita ma in fondo, ogni cattiveria è gratuita. Non c’è bisogno di grandi ragioni o di grandi ragionamenti per compiere il male.
Governi è molto limpido e molto coraggioso nel cercare di capire dove si origina il male e nell’accettare che non si origini da nessuna parte, che stia dentro qualcuno e si compia in modo si potrebbe dire “naturale”. Che si possa ammettere di aver compiuto un delitto soltanto perché qualcuno non ci piaceva. Che non siano necessarie delle circostanze drammatiche o estreme o speciali, per fare un assassino o un delinquente. Possono bastare le circostanze comuni di una vita comune.

Ma insieme all’indagine, questo romanzo racconta una generazione, o meglio racconta uno sguardo su una generazione, quella appunto degli adolescenti di oggi. È uno sguardo affettuoso e caloroso, che tuttavia da quell’affetto e quel calore non si fa accecare. Si stupisce, come noi lettori, di trovare una violenza femminile su cui non abbiamo mai voluto soffermarci. Si stupisce anche, e noi lettori con lui, di trovare la violenza dove ci sono opportunità, comodità, libertà di movimento e di scelta. Però intanto osserva. Cerca di mettersi nei panni delle ragazze, e una parte del libro è raccontata da Greta in prima persona, una Greta a cui è il narratore Silvio a dare voce, e quindi è piuttosto un controcanto. E insieme il tentativo di vedere le cose con degli occhi non propri, con degli occhi immaginari.
In questo modo Silvio Governi ci regala un giallo di grande tensione che è però anche un romanzo tout court.
Ricco di osservazioni, di suggestioni, e di domande.
Alle quali non so, se sapremo mai dare una risposta. Ma che nondimeno ci dobbiamo porre.

Anna Da Re


Lo scrittore:
Silvio Governi, classe 1967, è un regista romano. Nel 2014 il suo cortometraggio Ad esempio, interpretato da Vinicio Marchioni e Sabrina Impacciatore, è stato candidato al David di Donatello. Con Piemme ha pubblicato il romanzo Domani arriva veloce.