Torinoir – Regio Crimen

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Torinoir è un collettivo di talentuosi scrittori nato per raccontare i cambiamenti di Torino per mezzo del romanzo giallo-noir. Ha pubblicato con Golem Edizioni tre edizioni di Memonoir l’agenda dedicata al giallo e al noir (2014, 2016 e 2017I e la raccolta La morte non va in vacanza (2015). Per Edizioni del Capricorno ha pubblicato Porta Palazzo in noir (2016), Il Po in noir (2017) e Montagne in Noir (2018).

Per Golem Edizioni, già disponibile in libreria e negli store on line, l’antologia di racconti intitolata Regio Crimen, ambientati al Teatro Regio di Torino. Iniziativa nata dal collettivo per ricordare la prematura scomparsa del collega Marco Dibenedetto i cui diritti d’autore andranno al figlio dii dieci anni.

Nelle prossime settimane il libro verrà presentato a vari incontri a Torino e dintorni, vi invitiamo a seguire gli appuntamenti che verranno promossi da casa editrice e autori. Vi anticipiamo intanto la sinossi:

Gelosia, invidia, ripicca, prepotenza, odio profondo, ma anche amori impossibili e cuori infranti, nella lirica i sentimenti sono espressi all’ennesima potenza e dove i buoni, i ravveduti e i puri d’animo, difficilmente sono vincenti o hanno riscatto. Le opere racchiudono, tra meravigliose note, tutti i colori più profondi e tetri dell’animo umano. Il palco del Teatro Regio di Torino ha visto scorrere questi colori, e i suoi rossi tendaggi hanno fatto da cornice a drammi intimi e immortali.
Un terreno fertile per il collettivo di scrittori di Torinoir che, in questo volume, erigono il Teatro Regio e i suoi luoghi meno noti ai cittadini, a palcoscenico di delitti e drammi accomunati da un unico filo rosso: quello della lirica.

Questa raccolta non è un semplice omaggio al più importante teatro cittadino, protagonista esso stesso di una travagliata storia e risorto a nuovo splendore dalle sue ceneri, ma è un progetto ben più ampio. Il 31 luglio 2024 il collettivo ha subito la perdita di uno dei suoi membri più attivi e vivaci: Marco G. Dibenedetto.
L’esigenza di fare qualcosa in memoria di Marco è stata immediata. Per riconoscenza, certo, ma anche per perpetrare l’umanità e la memoria di un amico, di un uomo buono e generoso, di una persona per bene che ha condiviso la vita di Torinoir per una decina d’anni. Da lì, la volontà di pubblicare questa antologia che racchiude, oltre ai racconti legati al Teatro, anche l’ultimo scritto di Marco. Una narrazione cruda e quasi premonitrice.