Marco Aluzzi, Fabio Marani – Sombrero Swing. Quelli che…

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Edizioni IlViandante
Anno 2025
Genere Giallo
352 pagine – brossura e ebook


Può capitare, dati i casi imponderabili della vita, le sue sorprese infinite, di trovarsi in mezzo a una situazione molto più grande e complessa di quanto si è in grado di gestire, di avere scatenato eventi e ambienti di cui non si conosce il funzionamento, di cui si avverte la pericolosità, che trasmettono un fascino perverso di eccitazione e paura, si vorrebbe approfittare dell’occasione ma allo stesso tempo si ha timore delle conseguenze che potrebbero derivarne.

E in effetti, ritrovarsi tra le mani nientemeno che il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, la più ampia raccolta di disegni e scritti del genio rinascimentale conservata alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, dopo averlo sottratto ad una banda di feroci criminali, che ora si sono messi sulle loro tracce per recuperare ad ogni costo il bottino, qualche pensiero di gloria per un’eventuale vendita, ma soprattutto il timore di finire male, o anche tanto male, serpeggia tra i due stralunati protagonisti di Sombrero Swing. Quelli che… (Edizioni IlViandante), Gino ed Eugenio, i due amici ancora in cerca di riscatto.

Già protagonisti dell’apprezzato primo episodio Sombrero Swing. La volta buona (Edizioni Ilviandante), vincitore del Premio “Garfagnana in Giallo”, gli autori Marco Aluzzi e Fabio Marani in questa seconda parte tornano a fine novembre del 1973, alle porte della prima domenica senza auto, le domeniche dell’austerity, in cui si limitava al massimo la circolazione delle auto private, in un clima freddo e nebbioso, ideale per ambientare una storia noir condita però da buon umore ed episodi esilaranti, sganassoni di un prete dai modi spicci e risoluti, dalle moine di una “dark lady” bellissima che vuole, anche lei, emergere dalle paludi della provincia, dalle necessità e intelligenza di Sombrero, il cavallo da corsa sottratto in un altro tentativo di dare una svolta alle proprie esistenze, dalle diatribe con mogli, suoceri, fidanzate, incaricati sfuggenti del Vaticano, poliziotti in cerca di visibilità, tassisti giustizieri della notte, picchiatori che amano infliggere dolore, mucchi di soldi che vorrebbero compare sogni.

E, naturalmente, gli avventori dello stesso bar malfamato, il Bar Spada, quartiere Cagnola, dove ognuno ha un soprannome che identifica la propria “specialità”: il Barbisa, il Fellini, il Profesur, il Gaina, il Des Secondi…; un luogo dove ovviamente non si possono avere segreti, dove le notizie circolano velocissime tra una partita a carte e qualche grappino.

Ci si affeziona in fretta a questi strampalati personaggi, cari come vecchi parenti eccentrici, che sono le pecore nere della casata perché non allineati alle tradizioni di famiglia, scapestrati ma simpatici, a cui viene voglia di perdonare tutto, si intuisce un cuore buono e sentimenti e sinceri, si fa il tifo per loro anche quando sembra andare tutto a rotoli, quando l’immancabile imprevisto pare vanificare tutti gli sforzi e le speranze, Un giallo scanzonato, molto milanese, con alcune espressioni indimenticabili in dialetto, che celebra l’amicizia, quella vera, quella disinteressata e incrollabile, che porta a rider anche quando si è più di là che di qua, e la fantasia, la voglia di cambiare senza dimenticare il passato, il desiderio che il futuro sia migliore e con meno preoccupazioni. In attesa della prossima occasione, che, certo, sarà quella buona…

Mauro Cremon


Gli scrittori:
Marco Aluzzi nasce a Milano. È dal 1998 socio fondatore dell’Associazione Semeion Teatro nella quale si è formato come attore. Ha affinato la sua creatività frequentando corsi di scrittura e seminari di teatro. Ama Milano in tutte le sue declinazioni, le sue canzoni, i noir, la nebbia (per quel poco che ne rimane). Proprio per questo si è cimentato in un racconto sulla sua città.

Fabio Marani entra dal 1993 nel mondo della parola scritta, partecipando a diversi corsi di scrittura creativa; inizia così a scrivere racconti, con due di essi vince un premio letterario della sua città. Da quel momento inizia a tenere laboratori di scrittura. Attualmente sta conducendo un progetto con una classe di scuola superiore per una cooperativa sociale. È ormai dentro al mondo parallelo delle parole e non vuole più uscirne.