Omar Di Monopoli – Uomini e cani

362

Editore Adelphi / Collana Fabula, 333
Anno 2018
Genere Noir
182 pagine – brossura e ebook


Le azioni si svolgono nell’arco di una settimana, dal Lunedì al Sabato in una scrittura molto corretta e raffinata: la stesura è ricercata nel suo descrivere ambienti degradati e privi dei crismi sia cristiani che di civile convivenza. I paesaggi sono quelli di cespugli rachitici di rovo e di sambuco, agavi schiantate dal vento le cui radici messe a nudo imprigionano carcasse rugginose di elettrodomestici spiaggiati. Gli ambienti splendidamente descritti sarebbero perfetti per come appaiono, non fosse per la presenza umana che tutto degrada e riduce a discarica putrida.
Gli occhi e le mani di rapaci affaristi e palazzinari desiderosi di raccogliere denaro a detrimento dell’ambiente e della natura, conducono un gioco che facilmente si torce contro di loro in una altalena di vittime e carnefici in cui i protagonisti sono resi troppo ciechi per rendersi conto della loro pochezza umana.

L’autore dimostra di conoscere alla perfezione sia gli ambienti in cui la storia si snoda sia le umane debolezze dei personaggi che si alternano in una giostra di invidia e disprezzo, orgoglio e presunzione, ricatto e prevaricazione.
“Perché di questo è fatto l’uomo. Di orgoglio, perdio. E di niente altro”.
L’umanità descritta si divide in due categorie: quelli che hanno una pistola in casa e quelli che hanno un fucile. E le armi cantano con generosità in un ambiente in cui si verificano frequenti intermittenze della corrente, dove sono assenti i sistemi fognari in mezzo a un cronico dissesto delle strade nella totale inesistenza di strutture di accoglienza turistica, complice una latitanza delle autorità amministrative.

“Per di qua, disse infine il carabiniere titillando il nulla con le dita”.
Le forze dell’ordine sono spettatrici di una tragica rappresentazione teatrale che si snoda sullo sfondo di una natura parzialmente incontaminata appartenente ad atmosfere odissiache: animali selvatici si muovono ignari e a loro agio in un ambiente ancora primordiale su cui incombe lo spettro della speculazione edilizia. E i cani del titolo dell’opera sono le creature a metà strada tra le bestie selvatiche e gli umani: condividono i tempi e i capricci di questi ultimi che si distinguono da loro forse solo per la presenza di un abbigliamento peraltro spesso lercio e assimilabile agli stracci dei quadrupedi. Ma questi cani hanno un codice d’onore che li fa spesso stare su un podio più alto di quello dei loro padroni.

“La figura atticciata di un uomo in calzoncini corti, accaldato e porporino in volto, la fronte aggrottata in tre piccole escrescenze, si piantò minacciosa al centro della soglia”.
Molti umani sono descritti in maniera cruda e realistica: persone rozze e ignoranti interessate a soddisfare bisogni istintuali immediati senza riuscire ad apprezzare la natura ricca e generosa che li circonda.
“La laguna era un infinito respiro liquescente crivellato dai bagliori di blu e di bianco che impuntivano la notte”.
Nella pura bellezza e luminosità dei paesaggi mediterranei, si scorgono riflessi di luce americana che ricollegano la lettura a certi ambienti di praterie western assolate e polverose, come in quadri di pittori yankee famosi e meno famosi, permettendoci tuttavia di assaporare una storia di butteri e villici italiani che non sfigurerebbe in un film di Quentin Tarantino.

Rinaldo Picciotto


Lo scrittore:
Nato nel 1971 a Bologna da famiglia pugliese, Omar Di Monopoli ha esordito nel 2007 con il romanzo Uomini e cani (premio Kihlgren 2008, recentemente rieditato per i tipi di Adelphi), cui ha fatto seguito Ferro e fuoco (2008), La legge di Fonzi (2010) e la raccolta di racconti Aspettati l’inferno (2014) – tutti pubblicati da Isbn edizioni.
Nel 2017 ha pubblicato per Adelphi il noir Nella perfida terra di Dio, tradotto all’estero, trasposto in fumetto per Sergio Bonelli editore.
Insegna scrittura creativa per la Scuola Holden. Scrive per la radio e per il cinema, e collabora con La Stampa, Il Fatto Quotidiano e Rolling Stone Italia.