Editore Edizioni PaginaUno
Anno 2026
Genere Horror
117 pagine – brossura
A cura di Franco Basso
Pubblicato per la prima volta nel 1994, edizioni PaginaUno decide di ripubblicare Oltre la soglia, la serie di racconti di Arthur Machen, nella Collana Il Bosco di Latte, fondata da Giovanni Tranchida e diretta da Walter G. Pozzi.
Abbiamo avuto modo, nel corso degli anni, di recensire alcuni tra i suoi migliori romanzi, tra i quali Il Grande dio Pan, Il Terrore. Arthur Machen era uno di quelli cui Lovecraft stesso tributava, nel suo saggio “Supernatural Horror in Literature” del 1927, la capacità “innalzata al massimo grado” quale creatore di paura cosmica, nonché di instillare la presenza dell’orrore nascosto e del terrore incombente con una “finezza realistica quasi incomparabile”.
Arthur Machen, pseudonimo di Arthur Llewelyn Jones, nato nel 1863 e morto nel 1947, rinomato anche per aver partecipato nella creazione del mito degli angeli di Mons, uno straordinario gruppo di angeli che avrebbe aiutato l’esercito britannico durante la battaglia di Mons, nella prima guerra mondiale, torna appunto nelle librerie con questo libricino formato da nove racconti, una postfazione a cura di Franco Basso e infine alcune note a supporto delle storie narrate.
La vita di Machen si può dire essere stata avventurosa e piena di ostacoli, in primis le difficoltà economiche della famiglia che non permisero a Machen di frequentare l’università. Questo non lo fermò dal trasferirsi a Londra e cercare inizialmente di sostenere gli esami per l’ammissione alla professione di medico, senza però riuscirci.
Nonostante vivesse in povertà lavorando come giornalista, impiegato di tipografia e istitutore, si dedicò nel tempo libero alla sua attività di romanziere.
Nella sua vita produsse romanzi, saggi, racconti, pamphlet, traduzioni, recensioni e articoli, oltre cinquanta volumi, ricordiamo il racconto lungo “Il grande Dio Pan” del 1894, forse l’opera più inquietante di Machen, un romanzo in cui il richiamo sul potere della natura e del paganesimo vengono utilizzati per evocare il male insito nella realtà che ci circonda.
L’opera fu aspramente criticata da alcuni e elogiata da altri, come H.P. Lovecraft, andandone a influenzare il racconto L’orrore di Dunwich, e il racconto di Peter Straub, Ghost Story. Raggiunse la popolarità con Gli Arcieri, scritto nel 1914, a cui fecero seguito due racconti che troviamo anche in Oltre la soglia: Il rifugio dei soldati e Il tamburo di Drake.
Colpiscono, i racconti, ognuno per motivi differenti, soprattutto alcuni inediti, come ne La cerimonia, nel quale non vi è neanche il nome della protagonista, quasi a renderla impalpabile per lasciare spazio alla leggenda di una pietra nel bel mezzo di un bosco, oggetto probabilmente di un rituale celtico, avvolgendo il lettore in un’atmosfera soprannaturale e a un orrore ancestrale.
O come I bambini felici (The Happy Children) – il mio preferito, devo dire – riportato anche nell’antologia di Fanucci del 1987, Le Creature della terra. Un giornalista indaga su una base segreta tedesca nel Natale del 1915. Dopo aver verificato l’assenza del sito, si ferma nel villaggio di Banwick per conoscerne i luoghi. L’uomo si ritrova nel mezzo di una processione di bambini vestiti di bianco che cantano e ballano, i quali riportano alcune ferite sul corpo. Era la vigilia dei Santi Innocenti, nata per commemorare i bambini uccisi da re Erode, e in un’atmosfera inquietante e molto lovecraftiana Machen fa affiorare dalle acque i fantasmi di quei piccoli, morti durante la guerra, tornati a celebrare la ricorrenza.
In Oltre la soglia ciò che colpisce nei racconti è l’assenza di personaggi ben definiti e di una conclusione nel senso stretto della parola. L’autore, uno tra i favoriti di Henry Miller e considerato “un maestro” da Borges, lascia spazio all’immaginazione e al mistero, si può azzardare che è come se consegnasse al lettore le sue storie, il quale deciderà la destinazione da affidare al racconto. Questo in realtà crea in chi lo legge una sensazione di spaesamento, volto a creare quella giusta e calibrata suspense nell’accompagnarci verso una porta socchiusa, lasciandoci la mano per essere attorniati dal buio della nostra realtà.
Cecilia Lavopa
Lo scrittore:
La fortuna letteraria di Arthur Machen in Italia, come del resto negli Stati Uniti, è strettamente connessa con la sua produzione di racconti del soprannaturale e dell’orrore: in questo genere fu un maestro, come riconosce lo stesso H.P. Lovecraft nel saggio Supernatural Horror in Literature. Eppure, questa figura rara di letterato ed erudito, spazia ben al di là degli asfittici ambiti del fantastico: era un mistico, un visionario fermamente convinto che la percezione del mondo esterno sia pura illusione e che dietro gli eventi quotidiani e gli oggetti comuni vi sia un segreto che è la chiave del grande enigma dell’esistenza umana. Lo scrittore per Machen è quindi una sorta di medium, il cui dovere imprescindibile è di rendere una testimonianza su questa realtà nascosta, realtà che è l’unica a essere autentica. L’innaturale rivolta degli animali nel racconto breve Il terrore è il testo a cui Hitchcock si ispirò per il celebre film Gli uccelli.












