Klaudia Basl – Giardini, veleni e cadaveri

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Editore Emons Edizioni / Collana Gialli tedeschi
Anno 2026
Genere Giallo
348 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Laura Locatelli


Il romanzo ‘Giardini, veleni e cadaveri’ di Klaudia Basl è un giallo che punta molto sull’ironia e si rifà ai vecchi gialli inglesi alla Miss Marple.
La narratrice del romanzo è infatti Pauline, una ex insegnante ormai in pensione, con una passione viscerale per il giardinaggio. È lei a condurre il lettore attraverso la storia, grazie a una narrazione in prima persona che mette in luce il suo spirito d’osservazione e il suo particolare “pollice verde”, soprattutto la conoscenza delle piante cosiddette tossiche.
La nostra Miss Marple austriaca è coadiuvata dalla vicina, Berta, anche lei in pensione e appassionata, come la sua quasi coetanea, di giardinaggio.
Entrambe stanche della monotonia del paesino di Oberdistelbrunn, si trasformeranno in detective per risolvere i misteri piovuti, non proprio dal cielo.

L’autrice è capace di mescolare brillantemente ironia e mistero e colpi di scena inaspettati.
La tranquillità del villaggio viene scossa, infatti, da una serie di eventi bizzarri, che lo svogliato ispettore locale, Kapplhuber ex allievo di Pauline, tende a liquidare molto frettolosamente.
Il tutto inizia con la morte dell’allevatore di polli Gustl e del suo pollame e con la scomparsa del parroco del paese.
Pauline non crede nella casualità, ed è convinta che in paese giri un assassino che usa piante velenose per uccidere le persone. La situazione precipita durante la grande esposizione di orticultura, quando le due amiche, inciamperanno letteralmente in un altro cadavere.
L’uso di piante tossiche e veleni naturali, come elementi centrali della trama, è uno degli aspetti più apprezzati del romanzo, infatti la Basl non si limita a citare i veleni nel testo, ma dedica le ultime pagine a schede dettagliate sulle piante tossiche protagoniste, loro malgrado del romanzo.
Ne spiega effetti e tossicità sull’organismo umano, e sulla storia del loro uso nel passato.

La narrazione è intrisa di un sarcasmo sottile. L’autrice gioca con i contrasti, mettendo in ridicolo la pigrizia delle autorità locali, e l’apparente innocenza della vita di provincia, dove sotto i prati curati si nascondono segreti letali.
Nonostante il tono leggero, la scrittura è estremamente accurata quando si parla di botanica. L’uso di termini tecnici e delle descrizioni scientifiche delle piante ci parla di una profonda conoscenza delle stesse da parte dell’autrice.
Lo stile è molto ‘cinematografico’. Le scene sono descritte in modo vivido, quasi come se si stesse guardando una serie tv alla Midsomer Murders (Ispettore Barnaby), ma con una verve tutta teutonica, più pungente e meno compassata.
Il romanzo è consigliato a tutti, ma soprattutto agli amanti dei classici alla Agatha Christie.

Silvia Marcaurelio


La scrittrice:
Klaudia Basl, giornalista e scrittrice originaria della Stiria, possiede una delle più grandi biblioteche private dedicate alle piante tossiche, e un giardino di oltre duecento specie velenose.
Con i suoi gialli pieni di humor nero e fiori venefici, l’autrice ha inaugurato un nuovo genere letterario. Giardini, veleni e cadaveri, vincitore del Deutscher Gartenbuchpreis 2023, è il primo volume di una serie di successo edito da Emons Edizioni per l’Italia.