Massimiliano Smeriglio – Il legame covalente

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Editore Mondadori / Collana Omnibus
Anno 2026
Genere Narrativa
228 pagine – brossura e ebook


È un romanzo sul dolore, “Il legame covalente” di Massimiliano Smeriglio. Il dolore che resta e che non si risolve, il dolore che si trasforma e diventa altro. Rabbia, a volte. Il dolore che deriva dalla perdita di una persona cara per malattia e che ti costringe a cercare a tutti i costi un responsabile, a scavare nei meandri del mondo per capire di chi è la colpa, se c’è una colpa.
È un romanzo che graffia la mente di chi legge.
È un romanzo che, attraverso le ferite del protagonista, scava nelle ferite della propria anima.
L’autore non trova soluzioni a questo dolore, non promette uno scontato lieto fine. Racconta, invece, il dopo, la trasformazione che a tratti diventa trasfigurazione, di chi resta. La vita continua, sì, ma non sarà più la stessa.

Un uomo, il protagonista, perde sua moglie e resta a dover gestire la sua quotidianità, che diventa la sua gabbia con sbarre strettissime, ma soprattutto resta per cercare di gestire, come può, il difficile legame con la sua unica figlia.
Il lutto non sempre riesce a metabolizzare vecchie incomprensioni, spesso le amplifica a tal punto da sembrare insanabili.
Ed ecco che “la chimica”, intesa proprio come materia scientifica, attraverso tutti i suoi elementi e le sue definizioni, viene utilizzata per mantenere l’ordine della propria vita.
Ma sarà un ordine stabile? O condurrà verso un lento ed inesorabile “lascarsi andare” in spazi ignoti e incontrollabili?

Il lutto scivola nelle anime del padre e di sua figlia (due persone con due modi diversi di soffrire) con la destrezza di un serpente, con la sua lentezza, con la sua perversione. E diventa, così, una bestia, quasi infallibile, contro cui combattere quotidianamente.
Tra padre e figlia c’è una enorme distanza, e il racconto di questa distanza è uno degli elementi più straordinari di questo libro. Sono due anime sperdute che non si proteggono reciprocamente. La soluzione del padre di risolvere tutto con la logica, non è accettato dalla figlia; non lo è stato mai, anche quando il grande dolore non c’era.

La grandezza di questo romanzo sta anche nel fatto che non tenta di risolvere questo conflitto padre/figlia; l’autore non cerca a tutti costi una strada per accorciare distanze createsi in anni di incomprensioni. La rottura resta, a rendere realistico ogni passaggio di questa narrazione.
La storia si svolge prima a Roma poi nel finale si trasferisce verso un’isola della Francia, dove il mare verrà usato come un confessionale a cui confidare i propri peccati senza ottenerne redenzione. Il mito del viaggio, come metafora di risoluzione dei problemi viene sfatato. Il viaggio viene considerato un modo per elaborare la verità.
Il dolore può trasformarsi in rabbia, dicevo, e costringe il protagonista a cercare responsabili materiali alla morte della moglie. Non è possibile che sia accaduto ciò che è accaduto, la malattia è stata causata da negligenze sul luogo di lavoro. Ed è in questo punto del racconto che il risvolto è meravigliosamente noir. Si assiste a un susseguirsi di situazioni in cui tutto sembra risolversi in una certa maniera che poi quella non sarà. E il finale sarà spettacolare e sorprendete, come solo la scrittura noir sa fare.
Ma il libro ha anche uno straordinario lato umano fatto di amicizia e solidarietà che sorprende.

La scrittura di Massimiliano Smeriglio è profonda, essenziale, immediata. Racconta l’amore, la perdita, il ricordo, la memoria con la dignità necessaria a questi argomenti, considerando il dolore per quello che è, senza pretendere di insegnare come gestirlo, semplicemente lasciandolo andare secondo il proprio io e la propria verità, e lascia il lettore con una domanda profonda e impenetrabile: chi siamo quando qualcuno che si è amato immensamente ci lascia soli per il mondo?
Il libro non dà risposte in merito, ma è un libro necessario, bello e necessario, che evidenzia semplicemente che siamo… ciò che resta.

Brunella Caputo


Lo scrittore:
Massimiliano Smeriglio è scrittore e docente di Pedagogia speciale presso l’università Roma Tre. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni, tra cui: Garbatella combat zone (Voland, 2010); Suk Ovest. Banditi a Roma (Fazi Editore, 2012), finalista al premio Scerbanenco; Per quieto vivere (Fazi Editore, 2017); Se bruciasse la città (Giulio Perrone Editore, 2021); Mio padre non mi ha insegnato niente (Fuoriscena RCS, 2024). Attualmente è assessore alla cultura del Comune di Roma.