Petros Markaris è nato a Istanbul nel 1937. Ha collaborato con Theo Angelopoulos a diverse sceneggiature, tra cui L’eternità e un giorno, Palma d’oro a Cannes nel 1998.
I romanzi con protagonista il commissario Kostas Charitos hanno incontrato un grande successo di lettori. Presso La nave di Teseo ha pubblicato L’assassinio di un immortale (2016), I labirinti di Atene (nuova edizione 2017), Il prezzo dei soldi (2017), La lunga estate calda del commissario Charitos (nuova edizione 2017), Io e il commissario Charitos (nuova edizione 2018), L’università del crimine (2018), Diario di un’eternità. Io e Theo Angelopoulos (2018), La balia (nuova edizione 2019), Il tempo dell’ipocrisia (2019), L’omicidio è denaro (2020), Prestiti scaduti (nuova edizione 2021), Quarantena (2021) e L’esattore (nuova edizione 2022).
Per La Nave di Teseo, in libreria dal 29 aprile il nuovo romanzo dell’autore intitolato La ricchezza che uccide. La nuova indagine di Kostas Charitos, un noir civile che racconta una Grecia ferita, ma anche un’Europa in cui il progresso rischia di trasformarsi in un corteo funebre per la dignità delle persone.
L’autore sarà in Italia in occasione del Salone del Libro di Torino, dove la Grecia è Paese ospite d’onore.
Questa la sinossi:
Atene, oggi. Una città soffocata dal caro-affitti, dalle promesse mancate dello sviluppo e da un progresso che arricchisce pochi lasciando molti senza casa. Quando una giovane coppia divorziata, costretta a continuare a vivere insieme perché non può permettersi due affitti, si toglie la vita, il direttore della polizia dell’Attica Kostas Charitos si trova di fronte a un caso che va oltre la cronaca nera. È l’inizio di una nuova indagine che affonda le mani nel cuore della crisi sociale greca. Il doppio suicidio diventa una miccia: scoppiano proteste, i media si accendono, la politica si rifugia nel consueto scaricabarile. Poco dopo, un gruppo di cittadini senza casa occupa un parco nel lussuoso complesso dell’ex aeroporto di Ellinikon, piantando tende all’ombra dei grattacieli. Povertà e opulenza si fronteggiano nello stesso spazio, rendendo impossibile distogliere lo sguardo dall’ingiustizia. Mentre le istituzioni cercano soluzioni ciniche e intercambiabili per i più deboli, Charitos osserva, indaga e riflette. Sul senso del dovere, sulla colpa collettiva, sul ruolo della polizia in una società che chiede ordine ma produce disuguaglianza. Accanto all’indagine pubblica, la sua vita privata – la famiglia, gli affetti, la vecchiaia che avanza – diventa un controcanto umano e morale alla freddezza del potere.












