Carlo Calabrò – Cemento e sangue

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Editore Marsilio / Collana Farfalle
Anno 2026
Genere Giallo
288 pagine – brossura e ebook


È in libreria “Cemento e sangue”, secondo romanzo di Carlo Calabrò, in uscita per Marsilio nella collana Farfalle.
In questo suo noir sociale Calabrò ci porta in Brasile, in una San Paolo popolosa ed in continua espansione. È qui che vive e lavora Everton Barros, giornalista d’inchiesta per il noto giornale “Eco di San Paolo”, ufficialmente diretto dall’ammanicato “San Bernardo”, ma in realtà guidato dal pugno di ferro dell’avvocata Beatriz Leitao. Una mattina, mentre si reca appunto in redazione, Everton nota un corpo che affiora dalle acque inquinate del fiume Pinheiros, mani e piedi legati. Lo riconosce subito, è il suo amico attivista ambientale Flávio Bloch. Subito si parla di suicidio e nessuno sembra avere obiezioni a qusta fantasiosa ricostruzione. Nessuno tranne Everton, che però viene distolto da una serie di altri fatti gravi di cui deve occuparsi: lo strano crollo di una palazzina, la morte cruenta di un uomo, gli ambiziosi e poco trasparenti progetti di un politico in rapida ascesa. Ben presto il giornalista comincerà ad individuare strani collegamenti tra gli strani accadimenti che, nell’indifferenza – quando non connivenza – generale, movimentano la sua già disastrata città. Ma il potere ha tentacoli ovunque, si sa, ed è difficile, molto difficile tenergli testa.

L’avrete certamente intuito, le tematiche affrontate in questo libro non ci sono, ahinoi, sconosciute: si parla di intrighi di potere, di corruzione a tutti i livelli, di idealismo e stranezze, di lotte e disparità di classe in chiave moderna, di legami difficili da ignorare e di qualcuno che, comunque vada, finirà per perdere più di quanto sarebbe ammissibile. E allora, se tutto il mondo è paese ed in queste dinamiche San Paolo del Brasile sembra tanto simile a una qualsiasi realtà nostrana, dove sta la particolarità di questo noir? Sta proprio in come l’autore ce le racconta, queste vicende. Lo fa con una disillusione mista a lucida ironia che, già da sola, fa riflettere più che se avesse usato toni sensazionalistici. Nelle pagine di questo romanzo di denuncia, tutto accade in sordina, sotto gli occhi di tutti ma senza fare troppo rumore, proprio come accade nella realtà: se ci pensate, i fatti più truci accadono proprio accanto a noi senza che il mondo dia segni di un prima e di un dopo, mentre la vita scorre normalmente.

Ed è forse proprio questa indifferente normalità che rende i fatti più eclatanti e che fa più male a chi non vuole né può rassegnarsi a vederli accadere senza agire. È forse proprio questa normalità apparente e silenziosa che fa più rumore di mille titoloni sui giornali di cui ci si dimentica un’ora dopo averli letti. E proprio la parabola discendente che tocca il protagonista Barros rappresenta al meglio il concetto di cui sopra. Se leggerete questo libro, riflettete sull’evoluzione della sua vita dal momento in cui riconosce l’amico annegato nel fiume… e giungerete certamente alle mie stesse conclusioni che non possono non far scaturire in noi una riflessione più profonda sulla nostra società, di ieri e di oggi.

Dal punto di vista stilistico, poi, sorge in me un’altra riflessione: Calabrò sembra essersi tanto immerso nell’ambientazione che descrive, da aver acquisito quell’ironia amara ed al contempo quella leggerezza tutta latina nell’affrontare la vita e le prove che ci mette davanti. Particolare, questo, che per me conferisce un quid in più alla godibilità della storia. In sintesi, non un noir sensazionalistico o cruento, ma una storia particolare, più smorzata ma non meno importante nei contenuti.

Rossella Lazzari


Lo scrittore:
Carlo Calabrò è nato a Palermo. Bioingegnere per formazione, sceneggiatore e attore per passione, in un paio di vite precedenti è stato anche consulente, banker e imprenditore tra Parigi e San Paolo. Sposato, due figli, vive e lavora a New York.