Editore Ponte alle Grazie
Anno 2026
Genere Thriller storico
pagine – brossura e ebook
Traduzione di Elisa Leandri, Monica Magnin Prino, Tiziana Masoch, Ersilia Serri
Jorge Diaz, membro con Augustin Martinez e Antonio Santos Mercero del terzetto di autori che si cela dietro il nome di Carmen Mola, è uscito a maggio 2026 con il suo quinto romanzo La spia.
La spia è molto più di un thriller investigativo, l’autore costruisce un’opera che vuole essere ambiziosa che attraversa quasi mezzo secolo di storia europea, intrecciando eventi realmente accaduti alla finzione narrativa attorno ad un personaggio realmente esistito: il misterioso e sfuggente Isaac Ezratty, conosciuto da tutti come il barone Ino von Rolland.
La vicenda prende avvio nel piccolo paese di Mojacar nella regione di Almeria in Spagna nel 1952, dove il brutale assassinio di un anziano e distinto uomo conduce il giovane caporale della Guardia Civil, Javier Bermejo, a un’indagine destinata a trasformarsi in una ricerca sulla vera identità della vittima, il barone von Rolland.
Da questo momento il romanzo si apre come una serie di scatole cinesi perché ogni risposta genera nuove domande e il passato della vittima emerge pian piano in tutta la sua drammaticità e la sua cripticità.
L’aspetto più interessante del romanzo è, forse, la costruzione del personaggio principale: il barone von Rolland un uomo sfuggente, moralmente ambiguo, grande seduttore.
È vittima e carnefice allo stesso tempo, un opportunista e un sopravvissuto.
Diaz cerca di non trasformarlo in un eroe o in un mostro ma preferisce mostrare e mettere in evidenza le sue contraddizioni, lasciando il lettore libero di farsi un’opinione su di lui e di formulare eventualmente un giudizio.
Questa scelta da parte dell’autore fa in modo di conferire all’opera una complessità psicologica e una profondità di intenti che la distingue da molta narrativa storica contemporanea.
Sul piano prettamente storico La spia si rivela decisamente un romanzo molto ben costruito e ricco. Dalla Barcellona della Prima guerra mondiale alla Germania tra le due guerre, dalla Guerra civile spagnola ai campi di concentramento nazisti fino all’Argentina del dopoguerra, l’opera offre un ampio e preciso affresco del Novecento europeo. Tuttavia la storia non viene utilizzata da Diaz come un semplice sfondo ma diventa una forza che plasma i destini individuali e mette alla prova l’identità dei personaggi.
Le pagine dedicate alla deportazione e ai campi di sterminio sono caratterizzate da un stile asciutto, quasi documentaristico, che rendono ancora più cruenta la rappresentazione dell’orrore. L’assenza di enfasi emotiva costringe il lettore a un confronto diretto con la brutalità degli eventi narrati.
Anche la struttura narrativa merita di essere brevemente analizzata in quanto i continui salti temporali potrebbero apparire complessi e, a dire il vero lo sono, ma contribuiscono, però, a creare suspense e a mantenere sempre vivo il mistero attorno alla figura del barone.
Diaz dimostra abilità nel dosare informazioni e rivelazioni al lettore, riuscendo, così, a coniugare bene il ritmo del thriller con la corposità del romanzo storico.
Il tema però particolarmente interessante e accattivante riguarda l’identità.
Ino von Rolland trascorre la vita reinventandosi, cambiando appartenenze e maschere a seconda delle circostanze. Attraverso questi suo personaggio Diaz sembra interrogarsi su quanto sia possibile sfuggire alle proprie origini e su quanto la Storia finisca inevitabilmente a presentare il conto. Ne scaturisce una riflessione sul peso della memoria, sulla responsabilità morale e sulle conseguenze delle scelte individuali nei momenti più drammatici del Novecento.
La spia è un’opera che ha saputo fondere il thriller con il romanzo storico e l’analisi psicologica mettendo in risalto la capacità narrativa dell’autore nel trasformare una figura storica poco conosciuta in un protagonista con la p maiuscola e soprattutto un invito a riflettere sulla complessità dell’animo umano e sulle zone d’ombra della storia europea.
Benedetta Borghi
Lo scrittore:
Jorge Díaz Cortés (Alicante, 1962), scrittore e sceneggiatore, è noto a livello internazionale soprattutto in quanto membro, con Agustín Martínez e Antonio Santos Mercero, del terzetto di autori che si cela dietro al nome di Carmen Mola. La spia è il suo quinto romanzo. In Italia è già comparso La collezionista di lettere (Piemme, 2015).












